Dapprima sentito più volte alla tele, poi ammirato da Carona, era questione di tempo ma anche per il Monte Boglia non c’era scampo.
Un paio di domande da dove salire e la soluzione di partire dai posteggi di Bré sembra la più ovvia.
E sia.
La partenza dal villaggio di Bré permette di ammirare qualche esposizione di qualche artista rintanatosi nell’agognato nulla assoluto per trovare l’ispirazione. Trovo in un cudei l’espressione massima di reperto storico culturale odierno

Un paio di domande da dove salire e la soluzione di partire dai posteggi di Bré sembra la più ovvia.

Scorcio su Bré
Diversi in verità i sentieri che portano in vetta. Quello ad attirare l’occhio é quello “malvagio” quello che zigzaga su uno sperone di roccia, quello più tosto insomma.E sia.
La partenza dal villaggio di Bré permette di ammirare qualche esposizione di qualche artista rintanatosi nell’agognato nulla assoluto per trovare l’ispirazione. Trovo in un cudei l’espressione massima di reperto storico culturale odierno

Cudéi, codéi - Portacote (dial. cot, v. a questa voce). - (cudei, codei)
E che sono le cote?

Torniamo alla conquista del Monte Boglia. Il sentiero inizia subito a rampare appena fuori dal paese. Fa caldo ma non é ancora quello asfissiante.
Da qui il sentiero inizia decisamente a rampare, ma il peggio arriva dopo la microradura di Crus.
Mi fermo per una vera pausa: mangio le due banane che ho con me e finisco quasi tutta la scorta d’acqua, questo con la vetta ancora lontana … mi sento un coglione perché me la sono andata a cercare.
Poi all’improvviso lo scenario cambia, mi trovo in un classico bosco, la pendenza ha finalmente mollato, é pur sempre salita ma più dolce. Mi incrocio con un altro sentiero e presto attenzione al cartello
Dopo una pausa di un ora decido di scendere dalla parte in cui sarei dovuto più saggiamente salire. Da questa parte incrocio qualche cippo di confine, il sentiero corrisponde al confine tra Svizzera e Italia
Infatti in poco tempo sbucò all’alpe Bolla dove non riesco a resistere ad un aranciata al mandarino
Continuo la mia discesa verso Bré, in realtà il sentiero spiana per un paio di chilometri nel bosco e poi all’improvviso nell’ultimo tratto inizia decisamente a scendere verso Bré.
In un raro scorcio tra la vegetazione butto un occhio sulla città di Lugano di cui si riesce ad intuire il nome Cleopatra dal colore dei tetti
Oltre all’alpe Bolla trovo una fonte d’acqua in questo tratto, un cartello fa monito al suo utilizzo
Do un ultimo sguardo indietro a quella radura presso la vetta, così vicina e così lontana ma da oggi svelata e in una qualche maniera conquistata

Si arriva poi al bivio chiave della giornata: salita diretta o salita più dolce?
Come detto in precedenza mi lascio tentare dalla sfida, forse dimenticando che prima di oggi in stagione ho fatto solo 4 uscite post lavoro per un totale di 1200m di salita. Oggi me ne aspettano 700 tutti in una volta…
Il sentiero affianca lo strapiombo che dà sul lago. Ci sono solo due radure per far tirare il fiato, la prima é giusto il preambolo del vero tratto proibitivo

Da qui il sentiero inizia decisamente a rampare, ma il peggio arriva dopo la microradura di Crus.

Mi fermo per una vera pausa: mangio le due banane che ho con me e finisco quasi tutta la scorta d’acqua, questo con la vetta ancora lontana … mi sento un coglione perché me la sono andata a cercare.
Poi all’improvviso lo scenario cambia, mi trovo in un classico bosco, la pendenza ha finalmente mollato, é pur sempre salita ma più dolce. Mi incrocio con un altro sentiero e presto attenzione al cartello






Dopo una pausa di un ora decido di scendere dalla parte in cui sarei dovuto più saggiamente salire. Da questa parte incrocio qualche cippo di confine, il sentiero corrisponde al confine tra Svizzera e Italia



Infatti in poco tempo sbucò all’alpe Bolla dove non riesco a resistere ad un aranciata al mandarino


Continuo la mia discesa verso Bré, in realtà il sentiero spiana per un paio di chilometri nel bosco e poi all’improvviso nell’ultimo tratto inizia decisamente a scendere verso Bré.
In un raro scorcio tra la vegetazione butto un occhio sulla città di Lugano di cui si riesce ad intuire il nome Cleopatra dal colore dei tetti


Oltre all’alpe Bolla trovo una fonte d’acqua in questo tratto, un cartello fa monito al suo utilizzo

Do un ultimo sguardo indietro a quella radura presso la vetta, così vicina e così lontana ma da oggi svelata e in una qualche maniera conquistata
.jpg)
.jpg)
“[…] nemmeno il Signore si é fermato tanto durante la sua via crucis […]”, direi che il toponimo “Crus” sembra perfettamente azzeccato [sia coi fatti che con le parole, immagino tutti i cristi e santi imprecati lungo il tragitto 🙀🫣].
RispondiEliminaAncora un’altra sfida superata con successo. 👏🏻 Mitico!
Buon resto della Stagione. ⛰️🫡
L.G.