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Monte Boglia

​Dapprima sentito più volte alla tele, poi ammirato da Carona, era questione di tempo ma anche per il Monte Boglia non c’era scampo.

Cartolina d’epoca: Classica vista appena usciti dalla stazione di Lugano. Al centro la chiesa di San Lorenzo e sulla destra il Monte Boglia

Un paio di domande da dove salire e la soluzione di partire dai posteggi di Bré sembra la più ovvia.

Scorcio su Bré 

Diversi in verità i sentieri che portano in vetta. Quello ad attirare l’occhio é quello “malvagio” quello che zigzaga su uno sperone di roccia, quello più tosto insomma.

E sia.

La partenza dal villaggio di Bré permette di ammirare qualche esposizione di qualche artista rintanatosi nell’agognato nulla assoluto per trovare l’ispirazione. Trovo in un cudei l’espressione massima di reperto storico culturale odierno

Cudéi, codéi - Portacote (dial. cot, v. a questa voce). - (cudei, codei)

E che sono le cote?

Cot - Cote (pietra abrasiva per molare la falce e altri strumenti da taglio). "L'é nèç cumé chél di cot" = "è partito come quello delle coti", modo di dire per "si è squagliato, se n'è andato precipitosamente". La stessa espressione c'è anche a Biasca (Magginetti-Lurati cit.: "l'è nacc me quell dri cott") e in Verzasca (Lurati-Pinana: ""u s n'è noo comè chel dai cod", fatto derivare dall'episodio di un venditore di coti di pessima qualità che se la sarebbe poi data a gambe per sfuggire ai clienti buggerati).

Torniamo alla conquista del Monte Boglia. Il sentiero inizia subito a rampare appena fuori dal paese. Fa caldo ma non é ancora quello asfissiante.


Si arriva poi al bivio chiave della giornata: salita diretta o salita più dolce?

Come detto in precedenza mi lascio tentare dalla sfida, forse dimenticando che prima di oggi in stagione ho fatto solo 4 uscite post lavoro per un totale di 1200m di salita. Oggi me ne aspettano 700 tutti in una volta…
Il sentiero affianca lo strapiombo che dà sul lago. Ci sono solo due radure per far tirare il fiato, la prima é giusto il preambolo del vero tratto proibitivo

Vista dalla prima radura in località Gemor verso sud. L’abitato di Bré da dove é partita l’escursiome. Sullo sfondo il ponte diga di Melide e il San Salvatore
Da qui il sentiero inizia decisamente a rampare, ma il peggio arriva dopo la microradura di Crus.

Non rende l’idea. É una tratta che raramente ho incontrato. La salita é molto ripida e sfrutta una vena di non un non identificato sasso; non molla, non curva, non piega, non da respiro. Faccio piccoli passi e molto lentamente ma malgrado questo mi fermo di continuo, nemmeno il Signore si é fermato tanto durante la sua via crucis

Mi fermo per una vera pausa: mangio le due banane che ho con me e finisco quasi tutta la scorta d’acqua, questo con la vetta ancora lontana … mi sento un coglione perché me la sono andata a cercare.

Poi all’improvviso lo scenario cambia, mi trovo in un classico bosco, la pendenza ha finalmente mollato, é pur sempre salita ma più dolce. Mi incrocio con un altro sentiero e presto attenzione al cartello

Sentiero ripido non l’avevo mai letto. É un sollievo, sono conscio che la parte più dura é passata, mi rimane un ultimo strappo dove il sentiero zigzaga nel bosco per poi sbucare nell’ultima radura che corrisponde poi al tratto in cresta che porta alla vetta.

Sull’ultimo tornante un manipolo di capre mi osserva in silenzio mentre mi appresto ad affrontare l’ultimo tratto.

Non ne ho più, il tratto sopra Crus mi ha tolto molte forze. Vedo parecchia gente in vetta, il sentiero sulla cresta é migliore di quello che mi immaginavo, un ultimo sforzo

Poi eccomi finalmente in vetta. Mi guardo attorno ma senza dubbio la vista più affascinante é quella verso sud

Il villaggio di Bré é sulla sinistra con la vetta dell’omonimo Monte alla sua festa. Tutto a destra la città di Lugano. La foschia non impedisce di ammirare il lago di Muzzano e lascia intuire il lago Ceresio in quasi tutta la sua conformazione.

Lo sguardo verso est con il braccio del lago verso Pallanza. Bellissima la radura sul monte davanti a noi che identifico con Zocca della nave in territorio italiano.

Dopo una pausa di un ora decido di scendere dalla parte in cui sarei dovuto più saggiamente salire. Da questa parte incrocio qualche cippo di confine, il sentiero corrisponde al confine tra Svizzera e Italia

Poi micia a zigzagare tra le prime piante fino ad immergersi in un bellissimo e freschissimo bosco

Più sotto arrivo al bivio, diverse le opzioni, scendere verso l’Italia, oppure deviare verso l’alpe Bolla e Bré oppure continuare verso i denti della Vecchia.

Ci penso, per un solo secondo ma ci penso. Questa particolare conformazione rocciosa che ho visto più volte ora é lì a due passi da cogliere, 30’minuti? Poi ritorno in me e ai patti che ho fatto con me stesso, ovvero rientrare a Bré e finire il giro ad anello

Infatti in poco tempo sbucò all’alpe Bolla dove non riesco a resistere ad un aranciata al mandarino

La stalla dal tetto rosso é la vera perla di questo posto. Di fianco il ristorantino

Do un occhiata al suo interno ma intuisco subito che non é utilizzata al suo scopo di stalla per capre.

Continuo la mia discesa verso Bré, in realtà il sentiero spiana per un paio di chilometri nel bosco e poi all’improvviso nell’ultimo tratto inizia decisamente a scendere verso Bré.

In un raro scorcio tra la vegetazione butto un occhio sulla città di Lugano di cui si riesce ad intuire il nome Cleopatra dal colore dei tetti

É veramente incredibile quanto si sia costruito..vado a riprendere in archivio in foto in zona stazione, la comparazione fa un certo effetto

Oggi non c’è più un fazzoletto di terra libero, la terra sembra che non possa più respirare così come é invasa dai pidocchi dell’inevitabile cementificazione

Oltre all’alpe Bolla trovo una fonte d’acqua in questo tratto, un cartello fa monito al suo utilizzo

In breve tempo mi ritrovo al bivio iniziale appena sopra Bré.

Do un ultimo sguardo indietro a quella radura presso la vetta, così vicina e così lontana ma da oggi svelata e in una qualche maniera conquistata




Commenti

  1. “[…] nemmeno il Signore si é fermato tanto durante la sua via crucis […]”, direi che il toponimo “Crus” sembra perfettamente azzeccato [sia coi fatti che con le parole, immagino tutti i cristi e santi imprecati lungo il tragitto 🙀🫣].

    Ancora un’altra sfida superata con successo. 👏🏻 Mitico!

    Buon resto della Stagione. ⛰️🫡

    L.G.

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