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Capri espiatori per epidemie

 Il covid che ci ha attanagliati negli ultimi tempi é solo l'ultimo dei tanti virus passati nella storia. Virus molto più virulenti e che hanno mietuto un grande numero di vittime sono passati nei secoli scorsi. A quei tempi le conoscenze non erano quelle odierne e si arrivava alla conclusione (si perché ad una conclusione bisogna sempre e comunque arrivare) che qualcuno era il responsabile.

Qui sotto tre possibilissimi e comodissimi capri espiatori da utilizzare a piacimento in questi casi

La peste, "Mea culpa, mea maxima culpa": gli ebrei

Per le epidemie di peste furono additati come responsabili varie categorie di persone, in pole position come spesso accade nella storia gli ebrei; sembra che questo popolo sia nato solo per fare da capro espiatorio.

 La persecuzione degli ebrei, visti come untori, fu drammatica durante le epidemie di peste. Nel novembre 1348, durante la peste nera, agli ebrei fu proibito l'ingresso a Zurigo, mentre a Basilea si costruirono delle case di legno per bruciarli vivi.

La miniatura rappresenta il rogo degli ebrei fuori dalla città di Tournai, in Belgio, nel 1349. 

La peste, "Mea culpa, mea maxima culpa": gli untori

La colonna infame fu un monumento eretto durante la peste del 1630 a Milano come monito per gli untori: il commissario di sanità Guglielmo PIazza e il barbiere Gian Giacomo Mora furono accusati di aver diffuso la peste in città. Per sfuggire alle torture, anche se innocenti, i due confessarono e furono condannati a morte: vennero tormentati con tenaglie roventi, bsatonati, gli amputarono la mano destra e furono esposti al pubblico per sei ore, infine furono sgozzati e bruciati. Alessandro Manzoni narra la triste vicenda nella Storia della colonna infame pubblicato come appendice storica al suo celeberrimo romanzo storico, I promessi sposi.

Immagine di Francesco Gonin per l'edizione del 1840

La peste, "Mea culpa, mea maxima culpa": le streghe

Le responsabilità delle epidemie ricadde spesso su donne accusate di aver stabilito un patto con il diavolo. Dal 1550 si iniziò a identificare possibili atti di stregoneria e particolari tribunali infliggevano delle pene alle presunte streghe


L'immagine illustra la condanna di una strega nella località di Niderbaden, in Svizzera. Illustrazione tratta dalla raccolta di notizie di storia contemporanea dagli anni 1560.1587 di Johann Jacob Wick, Zentralbibliothek Zürich

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