Passa ai contenuti principali

Ergo sum!

Inutile negarlo: con l’avvento delle nuove tecnologie siamo diventati tutti un po’ artisti, in particolare grazie alle sempre più performanti fotocamere ci siamo tramutati d'improvviso soprattutto fotografi. O almeno questo è quello che crediamo. Ma lo siamo veramente oppure siamo dei semplici dilettanti che avendo il mezzo a disposizione e scattando qualche foto si credono artisti?

Personalmente non ho mai pensato di essere un artista, semmai ho avuto la fortuna di incappare in soggetti interessanti (poi bisognerebbe definire cosa si intende per “interessanti”) e contemporaneamente avere un apparecchio sotto mano per immortalarlo. Condizione quest’ultima riscontrata oggigiorno in quasi la totalità del non terzo mondo.

Ma quindi sono o non sono un artista?

#01 - Latrina in località Cassina - Airolo (TI)

La domanda si é fatta più forte negli ultimi tempi passando davanti a quello che io reputo un capanno (ma che poi scoprirò essere una semplice latrina), l’ho visto molte volte quest’anno, questo perché si trova su uno dei percorsi che faccio spesso alla fine di una giornata lavorativa. L’ho visto cambiare con il cambiare della scenografia dettato dalle stagioni, ed ora che siamo in inverno circondato com’è da una sterpaglia annichilita dalla cattiva stagione assume un aria se possibile ancora più tetra e d’abbandono. Lo immortalo. Poi ci penso e ci ripenso mentre proseguo il sentiero, con la scelta di un bianco nero questa desolazione verrebbe accentuata ulteriormente, vuoi vedere che esce qualcosa di appetibile? Giudicate voi.

Capanno sulla strada per Monti, valle Canaria, Airolo

Il metro di paragone

Si potrebbe essere, servirebbe un metro di paragone. Detto fatto, nella giornata di domenica 21.12.2025 mi reco a Burgdorf per esaminare a fondo il castello, poi prima del rientro mi ritaglio almeno un ora per il museo d’arte cittadino, il Museum Franz Gertsch
Ed é proprio lì che trovo una tavola: riporta diverse foto con soggetto delle casette, capanni, insomma 4 pareti ricoperte da un tetto. Un ottimo metro di paragone per la mia foto del capanno in val Canaria.

Christian Helmle - Häuschen, 2020-25 Museum Franz Gertsch, Burgdorf Fotografia, stampa a pigmenti - Proprietà dell'artista

Ok, bene, ma veniamo quindi all’artista e alle opere, per una volta sfoglio il foglietto a disposizione che illustra il percorso espositivo. Raramente lo degno di uno sguardo per le mostre d'arte moderna, infatti anche questa volta non l’ho preso ma lo consulto mentre sto lasciando la sala 4.

Christian Hemle

Il fotografo Christian Helmle si interessa a temi quali la natura, l'architettura, gli esseri umani, le strutture e le topografie. Tuttavia, l'obiettività che si impone in questo senso è sistematicamente accompagnata, come scrive Konrad Tobler,

«da un impegno nei confronti del suo soggetto, da un lavoro di lungo respiro e dall'amore per le cose »

E ancora

« Probabilmente non è un caso che Helmle abbia lavorato per anni anche come fotoreporter per quotidiani e riviste: per lui, uno sguardo preciso, che si sofferma sulle cose, passa attraverso la cattura dell'istante e l'interesse per la ricerca - e quindi, in definitiva, per le storie che si svelano progressivamente attraverso le fotografie o che emergono sotto forma di interrogativi. »

(Konrad Tobler in « Berner Almanach Fotografie , vol. 7, Edition Atelier, Berna 2019).

Il concetto della serie

La serie fotografica intitolata «Häuschen» [« Maisonnettes »] (2020-25) presenta il concetto di casa ridotto alla sua essenza. Una casa è prima di tutto un'idea: quattro muri, un tetto. La serie mostra quanto questa idea persista, anche quando rimangono solo delle assi.

L'artista si dedica a un'esplorazione dell'architettura su piccola scala, tra degrado e forma affermata. Capanno, baracca, capanna fatiscente, rifugio, ma anche serbatoio d'acqua, vecchio chiosco, sportello, traliccio elettrico e altre strutture indefinibili. Se le casette qui raccolte si mostrano in tutta la loro diversità, il loro punto in comune risiede nelle loro dimensioni ridotte e nella loro semplicità.

Breve biografia di Christian Helmle:

Nato nel 1952 a Thun. 1972-73: Studi di etnologia, non completati. Viaggi in America Centrale e in Africa. 1977-80: Corsi di fotografia alla Scuola di arti applicate di Vevey. Dal 1982 lavora come fotografo indipendente.

Numerosi riconoscimenti, tra cui la Borsa federale (1987), il Premio di fotografia della città di Thun (1999), il Premio di fotografia del Cantone di Berna (2006), la Borsa di viaggio del Cantone di Berna (2025). Residenze artistiche: Il Cairo (1993), Tunisi (2000), Berlino (2005). L'artista vive e lavora a Thun.

Bene.
Tocca a me.

Adatto il testo alla mia persona. Non avendo a disposizione critici d’arte o più semplicemente lo straccio di una persona in grado di valutare una buona cosa da “una cagata pazzesca” (cit. ragioniere Ugo Fantozzi) decido per un clamoroso caso di conflitto di interessi e eseguo analisi critica su me stesso cercando però di restare il più obiettivo possibile.

Maik Degiorgi

Il banale impiegato FFS Maik Degiorgi si interessa a temi quali la storia, dipinti con esseri fantastici o riportanti truculente esecuzioni, si degna anche di soffermarsi su perle di saggezza di tipi morti secoli fa, le Alpi ticinesi e la caducità della vita. Tuttavia la creatività che lascia trapelare é sintomo di osservazione mista a spensieratezza come scrive lo stesso Maik Degiorgi

«da un impegno nei confronti del suo soggetto, da un lavoro di lungo respiro e dall'amore per le cose »

E ancora

«il fatto che Maik Degiorgi lavori in ufficio per le FFS non c’entra un tubo, eppure malgrado questo ha anche lui uno sguardo preciso, che si sofferma sulle cose, passa attraverso la cattura dell'istante e l'interesse per la ricerca - e quindi, in definitiva, per tutte le cose che gli appaiono all’orizzonte, siano esse dono di madre natura o nate per la mano dell’uomo »

(Maik Degiorgi, Suvorov55, “ERGO SUM!, Airolo 2025).

Il concetto della serie

La serie fotografica intitolata «ERGO SUM!» [«Pertanto io sono»] (2020-25) presenta il concetto di casa ridotto alla sua essenza. Una casa è prima di tutto un'idea: quattro muri, un tetto. La serie mostra quanto questa idea persista, anche quando rimangono solo delle assi.

L’ipotetico artista si guarda in giro mentre vaga, sfugge alle sirene luminose di vetrine e pannelli pubblicitari cercando di immortalare lo scheletro portante, sia esso, mattone, pietra o paglia (fa molto i tre porcellini). Il Focus in questa serie va su quelle casette da “vissero assieme felici e contenti” piccola ma essenziale, intima ma funzionale…almeno per i parametri di due piccioncini profondamente inebetiti dall’amore. 

Breve biografia di Maik Degiorgi:

Nato nel 1977 a Lucerna. 1997-98: studi di ingegneria, non completati. Viaggi in Svizzera tedesca e francese con temporanee puntatine in Lombardia, Costanza e nel ridente Liechtenstein. Nessun corso di fotografia in nessuna Scuola di arti applicate di nessun luogo. Dal 2022 é liberissimo di vagare ovunque il suo abbonamento AG FFS gli permetta .

Nessun riconoscimento, sua figlia é la prima a dire che non se lo fila nessuno. In attesa della sua dipartita per vedere finalmente qualche sua pubblicazione consultata. Vive ad Airolo.

I 28 eletti

Sono quindi 28 le fotografie esposte al museo Franz Gertsch di Burgdorf. Saranno quindi altrettante le foto che proporrò su questa pagina, 27 se si toglie le foto "casus belli", quella di copertina.
Potrebbe darsi che io sia già in possesso di tutto il materiale necessario per completare la serie, forse anche di più ma occorre una ricerca in archivio.
Di volta in volta aggiungerò la nuova foto fino a raggiungere la cifra di 28. Per rendere paragopnabile il lavoro mi atterò ad alcune regole:
  1. Foto in bianco e nero
  2. Ammesse sia formato orizzontale che verticale 
  3. Foto ritraenti al massimo una costruzione
  4. Tipologia di costruzione modesta, max da ceto medio
  5. Costruzioni storiche quali chiese e torri ammesse
  6. Costruzioni con finalità particolari e non propriamente abitabile
  7. In caso di sovrabbondanza di soggetti (probabile), ci si ferma al numero massimo di 101 foto, in seguito si inizia a selezionare
In seguito sarà mia intenzione proporre il materiale da esporre in qualche mostra d'arte, per avere prova tangibile che "ERGO SUM!" ed entrare nell'olimpo degli artisti.

Nel frattempo spunta anche una semplicissima copertina, il fatto che la costruzione raffigurata sia una semplicissima e poco nobile latrina conferisce al progetto ancora più esclusività misto a stravaganza

Questo post sarà facilmente raggiungibile dal menu a destra

#02 - Cumulo di pietre - Claro (TI)


Salendo da Claro verso il monastero mi imbatto in questo cumulo di pietre completamente sommerso dalla vegetazione. Una vecchia scala é appoggiata alla parete in un indissolubile abbraccio. Penso allo sforzo di chi si é dato la pena di erigere questo stabile ora completamente abbandonato. Fantastico, lancio una leggenda "si dice che la folta vegetazione che la imprigiona sia nata dalle gocce di sudore di chi l'ha costruita". Passaparola

#03 - Garage pompato - Taufenthal (AG)


Una proprietà privata trasformata in luogo dove esporre le proprie creazioni o in alternativa le carabattole ramassate qui e là da chissà dove. Gli oggetti presenti sprizzano Stati uniti d'Amirica da tutte le parte. Trovato sulla strada per il castello di Liebegg (AG)

#04 - Cascina a Cassina - Airolo (TI)


Oltre al fanciullesco gioco di parole il micro agglomerato di Cassina può vantare ben già due foto sulle 28 da presentare, un vero e proprio record. Incredibile come in un fazzoletto di terra ci siano tanti scorci così suggestivi. Questa cascina svetta fiera e robusta mentre sullo sfondo il sole sta tramontando. Papabile regina della serie "due cuori e una capanna".

#05 - Una stalla nella radura - Goldau periferia (SZ)

Visibile solo dalla ferrovia questa piccola costruzione nella radura potrebbe far pensare ad un Hans e Gretel nostrani. Troppo bello anche per una strega. Lo scatto acquista ulteriore valore tenendo conto che é stata eseguita da un treno in corsa. P.S. i massi che si vedono qua e la risalgono ancora alla frana di Goldau.

#06 - Una cappella nel bosco - Stans periferia (NW)

Tappa finale del giro del settembre 2025 sulle tracce della resistenza alla Repubblica Elvetica nel cantone dí Nidvaldo. Immersa nella pace di un bosco non troppo fitto, un ruscello poco distante fa da colonna sonora, che volete di più? Ah, Balmkapelle il suo nome.

#07 - Casetta carina carina - Iselisberg (TG)

I colori si possono immaginare su questa casetta che più casetta non si può. Il lungo e stretto comignolo sembra non integrarsi perfettamente alle linee compatte della piccola abitazione…già, abitazione?

#08 - Il Kansas di Svizzera - Uerschhausen (TG)

Proprio come la foto precedente costruzione incrociata mentre ero sulle tracce della riforma tra Stein am Rhein e Frauenfeld. Per un attimo rivedo le pianure del vecchio west intraviste sui fumetti di Tex. 

#09 - Infinitamente valle Canaria - Airolo (TI)


Di nuovo valle Canaria, questa volta ci troviamo sulla strada che segue il riale Canaria. Un idilliaco sfondo ruba quasi completamente la scena alla cascina sulla destra. Buon per lei che la facciata + tetto in sasso aggiungono valore alla scena

#10 - Obliqua scendendo dal Nara - Valle di Blenio (TI)


Ci spostiamo nella valle adiacente la Leventina. In un tour alla ricerca dei picapörsch sulla bassa del Nara passo in "territorio nemico". Scendendo in quella che una volta é stata un lingua di terra leventinese in piena valle di Blenio incrocio questa cascina. Nulla di particolarissimo, oltre all'apprezzabile tetto; a dare quella marcia in più é lo sfondo, una diagonale quasi perfetta con le "solite" Alpi sullo sfondo. La pianta secca é quel tocco finale che rende gustosissimo il tutto, come la famosa noce di burro da mettere alla fine nel risotto.

#11 - Oratorio San Remigio - Corzoneso (TI)

Una chiesa dal sapore decisamente antico mi appare durante la risalita della valle di Blenio Semione - Olivone. Sul momento sono curioso di scoprirne l'interno ma le porte sono chiuse. Chiedo ad un uomo che pratica yoga nelle vicinanze; le chiavi sono in possesso di na signora che abita poco distante. L'affare si complica, il tempo é stringato. Mi prometto di tornare, per ora mi accontento di questo scatto che mi catapulta nel passato.

#12 - Cappella privata hotel Serpiano - Monte San Giorgio (TI)


"La cappella è una location romantica, spesso utilizzata per cerimonie nuziali." indica la pagina dell'hotel. L'angolazione della foto non é la migliore, si può percepire ancor meglio la sua bellezza riprendendola da un altro lato, ma ho voluto qui riproporre la sensazione che ho provato nello scorgerla per la prima volta quando magicamente appare tra la vegetazione, una piacevole sorpresa.

#13 - Splüia béla - Val Calnegia (TI)

Una vera e propria icona della valle Calnègia. La splüia béla é legata ad un personaggio della valle, Armando Dadò, che qui ha passato buona parte della sua vita a munger capre. Spirito di adattamento a livelli supremi per gli abitanti di questa valle. Applausi

#14 - Splüia per capre - Val Bavona (TI)

Altrettanto iconica questa splüia incrociata scendendo lungo la valle Bavona. Diverse le costruzioni di questo tipo in questo angolo del Ticino. Utilizzate come deposito di viveri, attrezzi o come stalla per le capre. Non ci resta che inchinarci davanti all'ingegno umano di questi poverissimi pastori costretti a barcamenarsi con quel poco che la natura concede loro.

#15 - Capanna Pian Secco - Valle Bedretto (TI)

Così come la cappella privata dell'hotel Serpiano anche la capanna pian Secco compare all'improvviso, quando meno lo si aspetta. Infatti a differenza di molte altre capanne che si scorgono già in lontananza questa compare quando ci si ritrova ad un tiro di scoppio. Malgrado la sua forma decisamente "cubica" si integra perfettamente con l'ambiente che la circonda, va sicuramente dato il merito alla copertura interamente in legno che la ricopre.

#16 - Capanna Cristallina - Valle Bedretto (TI)


Altra capanna, stessa valle, stesse forme e stessa copertura. Stop, le similitudini con la capanna Pian Secco finiscono qui. La capanna Cristallina é infatti visibile da molto lontano per chi sale dal versante leventinese. Sembra appoggiata sul crinale del valico che divide valle Bedretto dalla valle Maggia, uno scossone potrebbe scardinarla dal suo piedistallo per poi iniziare a scivolare lungo la val Torta. Iconica.

#17 - Roccolo - Ceneri (TI)


Testimonianza di un mondo che fu é il roccolo situato nei pressi del Monte Ceneri. Questa torre sapientemente costruita ai bordi di una radura serviva a catturare gli uccelli. 

#18 - Pollaio - Alpe Sorescia (TI)


Certo che a rinascere gallina difficilmente si potrebbe pretende di più; un estate all'alpe, al fresco, liberi di scorrazzare. Queste galline non sapranno mai di quanto sono fortunate, se si aguzza la vista si possono intravedere in basso a destra, vicino alla rete

#19 - Presa d'aria galleria San Gottardo - Zeichnet Flue (UR)


Quasi un peccato dover spoilerare già nel titolo la funzione di questa curiosa struttura. È uno degli spurghi della galleria autostradale del San Gottardo che scorre diverse centinaia di metri più sotto. Difficile immaginare qualcosa di meno impattante, ma le mie visioni dal lato architettonico sono assai limitate.

#20 - Torre di Hospental - Hospental (UR)


Classico esempio di un monumento a cui si sfila di fianco più volte ma non gli si dedica mai una volta mezz'ora per visitarlo. È infatti impossibile non notare la torre che svetta sulla ridente Hospental mentre si percorre la strada per il San Gottardo. Il difficile é stato fare una foto che le desse il valore che si merita senza includere altri elementi architettonici. Degna, anzi degnissima di una visita

#21 - Micro rifugio - Passo Griess (Confine Italia-Ticino)


Minuscolo ma tutt'alto che insignificante la micro costruzione triangolare che si affaccia sulla Bättelmatt. Se non ci si lascia trasportare dalla curiosità difficilmente si verrà a conoscenza della sua storia. All'interno é presente una documentazione che racconta la sua storia e il motivo della sua esistenza, una storia drammatica ma allo stesso arricchente. Avevo una seconda foto che includeva il panorama che si scorge alle sue spalle, ma la miglior cosa, come in tutte le foto che propongo, é andare direttamente sul posto.

#22 - Cappella della battaglia di Kappel - Deibüel (ZG)


Per ben due volta la storia della Confederazione passò di qui. Impossibile resistere. Oltre al luogo delle battaglie scopro quasi casualmente nei dintorni una cappella dedicata a qui tragici eventi. Piuttosto discosta e immersa nella pace della Svizzera centrale, a due passi da alcune stalle regala sensazione di tranquillità e pace. Obiettivo raggiunto per una cappella dedicata ai caduti di una guerra.

#23 - Fonte - Rasa (TI)


Mi imbatto in alcune fonti d'acqua mentre salgo da Intragna verso Rasa. Coperte, accudite, curate, acqua é vita. Giusto per ricordarci che non tutto era sempre dovuto é scontato, viziati che non siamo altro.

#24 - Abitazione dell'oberland bernese - Dintorni di Spiez (BE)


Se non ci fossero state le vacche a pascolare davanti l'avrei fotografata ugualmente? Si, la casa é una meraviglia, tutte quelle finestre assiepate come sardine per far entrare più luce possibile. La forma del "cornicione" del tetto poi é poesia, una rotondità che trasmette armonia, proprio la stessa che trasmettono le bovine mentre brucano pacifiche nel giardino di casa. Idilliaco.

#25 - Carretto da campagna - Dintorni di Spiez (BE)


Certo che le studiano tutte pur di vendere. Un bel carretto con tanto di copertura soddisfa i parametri necessari per essere riportato nella galleria. L'intento é quello di vendere qualche prodotto ai passanti, il tutto basato sull'onestà delle persone, ed é questa forse la cosa più bella, ancora di più che il carretto fotografato.

#26 - Cascina sommersa - Valle Bedretto (TI)


Ritrovarsi con l'acqua alla gola o con la neve al tetto. Questa cascina sembra annaspare sotto la candida coltre bianca mentre il sole rischiara la scena. Una di quelle immagini che rivedi poi la sera, prima di spegnere la lampada sul comodino prima di addormentarsi.

#27 - Geometricamente appagante - Dintorni di Spiez (BE)


C'é un qualcosa di geometricamente appagante agli occhi in questo scorcio sulla strada nei dintorni di Spiez, la capanna, l'albero, la strada, difficile capire chi sia il vero protagonista. I fiori sono quel tocco in più, quella pennellata regalata dalla natura, sempre e solo per chi é capace di notarlo.

#28 - Più che una stalla - Dintorni Tiefenbrüggli (SZ)


Vista dal dietro questo capanno passerebbe come piuttosto spoglio. Una volta però visto dal davanti tutto cambia: e non mi limito a pensare alle mucche che animano la scena e marcano territorio fugando eventuali dubbi sul reale utilizzo della costruzione. Il quadro votivo sotto il tetto o la casetta per gli uccellini sono quei dettagli che conferiscono carattere e sentimento a questo blocchetto di assi perso nelle campagne svittesi

#29 - Cappella blasfema - Dintorni di Rossa (GR)


Chiaramente sarcastico il titolo dato a questo scatto. Trattasi della Cappella di S. Maria Maddalena al Calvario (1691). Siamo in alta valle Calanca, qualcuno osa dare un nuovo look a questo luogo di culto centenario. Il risultato é di sicuro effetto, impossibile non notarlo, e se l'effetto desiderato era questo é stato sicuramente centrato. Non importa quindi se se ne parli bene piuttosto che male, l'importante é parlarne. Obiettivo raggiunto.

#30 - Ossario - Cauco (GR)


Non fosse per la mia curiosità non avrei mai scoperto questa perla nel minuscolo abitato di Cauco. Infatti la "via all'ossario" non poteva far altro che portare ad un ossario, anche se non era scontato, ma meglio darci una controllatina giusto? Mi ritrovo così davanti a questo stabile, sulla destra il classico scheletro munito di falce e clessidra a ricordarci la caducità della vita. Dentro frammenti di affreschi che mi riempiono gli occhi. Appagante e appagato. MEMENTO MORI!

#31 - Cimitero privato - Molino Nuovo (TI)


Che diamine mai ci sarà di straordinario tra Lugano e Tesserete? Cero la torre di Redde, conosciuta ai più. Salvo poi imbattersi nell'oratorio di San Maurizio in Rovello, con adiacente un piccolo cimitero privato. L'erba alta, la leggera trascuratezza si amalgano perfettamente con la tomba che si intravede sulla sinistra. Gli archi della costruzione trasmettono ordine che va in contrasto con l'arrufatezza delle piante che lentamente ma inesorabilmente stanno conquistando la scena.

#32 - Torre di Redde - Boschi di Tesserete (TI)


Menzionata, più volte, meta di una trasferta apposita, eccola finalmente: la torre di Redde. Sicuramente ristrutturata, sicuramente amata, sicuramente colma di storia e di storie. Avvicinarsi, toccare le pietre che la compongono, non chiedo molto di più. 

#33 - Facciata della chiesa di Vaglio - Vaglio (TI)


Facciata é il nome adatto, perché questo é il lato migliore, l'unico veramente degno di nota. Difficile non notarla, la sua posizione che da direttamente sulla strada cantonale facilita la sua visibilità. Ma se poi la si esamina da vicino o dagli altri lati si sgonfia, il frontale rimane una premessa non confermata dalle altre facciate, interni compresi, tutti piuttosto anonimi. Ciò non impedisce che questa, comunque recente (1916) costruzione non faccia la sua porca figura per chi gli sfreccia davanti e non ha il tempo materiale per notare i dettagli.

#34 - Rifugio dell'eremita - Monte Generoso (TI)


Certo che il fiore di cemento o come diavolo si chiama si prende tutta la scena sulla vetta del Monte Generoso. Per i falsi escursionisti che si fanno traghettare in vetta, prima di rimpinzarsi di polenta allo stesso complesso potrebbero azzardare una puntatina alla vetta poco lontana. Splendido il panorama sul versante svizzero. Un occhio più attento noterà una piccola costruzione incastonata sui ripidi pendii li vicino. Si tratta dell'abitazione di un eremita di cui avevo raccontato. Da brividi.

#35 - Ossario Suvarov - Passo San Gottardo (TI)


A un centinaio di metri dal passo del San Gottardo si erge questo piccolo ma caratteristico ossario. Conteneva, presumo, le ossa dei russi che vi persero la vita battagliando con in francesi di Le Courbe. Questa particolare inquadratura dal dietro sembra coglierlo di sorpresa ma esalta la sua perfetta integrazione con l'ambiente circostante. Verrebbe da dire viva i morti.

#36 - Cappelletta spartana - Sentiero per l'Arnisee (UR)


Vero, non é abitabile, gnomi a parte, ma rappresenta comunque l'idea di casa, rifugio, minimale ma in fondo il tetto c'é. La fede porta l'uomo a questi lampi di arte, delle sorta di Art Attack che si rivelano dei piccoli gioielli. Trovato a fianco del ripido sentiero che porta da Intschi al bellissimo laghetto Arnisee.

#37 - Casa dipinta - Periferia di Muri (AG)


Certo non sarà famosa come quella con Maradona a Napoli ma é anche di più. Il dubbio é che il fattore scatenante potrebbe essere l'antenna TV nella finestra al primo piano, sempre che di antenna si tratti. Un vero e proprio pugno nell'occhio magistralmente camuffato. Arte allo stato puro.

#38 - Rifugio - Alpe sopra Orello (TI)


Torniamo in alta montagna per questa costruzione aerodinamica che probabilmente un senso ce l'ha, il suo appiattimento é legittimo pensare sia dovuto per farsi eventualmente sotterrare da un valanga piuttosto che cercare l'impatto. Le vette dietro che svettano orgogliose completano il quadro con il contrasto orizzontale (rifugio) - verticale (montagne) proprio come tra uomo e natura

#39 - Casa natale di Zwingli - Wildhaus (SG)


Che non sia una casa come le altre é chiaro da subito, si intuisce essere molto vecchia, quello che potrebbe essere bizzarro é appunto abbia ancora queste forme e non sia stata modernizzata. Il motivo é semplice, trattasi di monumento storico: qui nacque e mosse i primi passi Zwingli, personaggio in vista durante la riforma svizzera. Bello sapere che alcune star sono venute dalla povertà, un po' come i calciatori brasiliani provenienti dalle favelas.

#40 - Pascoli nel Toggenburgo - Wildhaus (SG)


La mucca in primo piano é l'elemento decisivo per pubblicare questa foto che dovrebbe vedere come protagonista la stalla sulla sinistra. La genuinità della scena prende il sopravvento; da chiedersi se le piante che avvolgono in parte lo stabile siano dovuti al non utilizzo o semplicemente siano li per determinati motivi pratici.

#41 - Sentiero delle Vose - Intragna (TI)


Romantico bivio sopra Intragna su quella che una volta era la strada principale che collegava la valle Onsernone al resto del mondo. Il selciato verso l'abitazione non é curato, la sensazione viene poi confermata osservando l'abitazione preda da un lento ma inesorabile declino. Ci si può solo immaginare la vita che ci fosse in un posto comunque abbastanza fuori mano come questo. Il bianco nero della foto conferisca un amabile sensazione di decadenza

#42 - Cappella sul passo San Giacomo - Valle Bedretto (TI)


La prima volta che la raggiunsi mi ci rifugiai alo suo interno per trovare riparo da un acquazzone. Questa cappelletta non ha nulla da invidiare da quella del video di November Rain dei Guns'n Roses. Probabilmente sarebbe teatro di diversi matrimoni se non fosse così discosta, ci si reca ancora in occasioni speciali per la messa. Gioiello.

#43 - Rifugio sotto roccia - Valle Bavona (TI)


"Se non puoi batterli unisciti a loro" sembra lo slogan per queste tipiche costruzioni nella martoriata val Bavona. Qualche stolto potrebbe chiedersi se é stata costruito prima il ripostiglio e poi é arrivato il sasso oppure il contrario, ma qui la risposta, a differenza della classica "prima l'uovo o la gallina?" é di facile soluzione. Ancora una volta giù il cappello.

#44 - Alpe senza nome - Golzeralpen (UR)


Immensa fu la mia felicità scorgerla giungendo dal basso, reduce da un tratto di sentiero particolarmente esposto questa stalla segnava la fine delle mie paure, e lo fa in grande stile, come se si trattasse di una ricompensa per l'impresa appena compiuta. In un misto di svuotamento da stress e contemporaneo innamoramento immediato del posto mi sgorgano qualche lacrime di felicità. Da ritornare ma salendo dall'altra parte.

#45 - Albergo abbandonato - Balmenegg (UR)


Un altra imponente opera della quale si intuiscono i fasti in piena decadenza. Ci troviamo come nella foto precedente nella stessa valle discosta della Maderanertal che sale da Amsteg. Questo albergo emana quel classico sapore di decadenza e ogni finestra sembra voler gridare vendetta. Magnifico anche così, con una delicata fontana davanti che generosamente esegue ancora il suo lavoro donando acqua ai passanti.

#46 - Dogana testimone di guerra - Craveggia (TI)


Tetra, in questo senso gli interni decisamente spettacolari, infrango una regola e pubblico una foto.


Questa costruzione é stata testimone di uno dei fatti della seconda guerra che ha direttamente coinvolto la Svizzera. Sono stati sparati colpi, ci sono stati dei morti. I cattivi sono i fascisti che inseguono i partigiani dell'Ossola in ritirtata verso la Svizzera. Il gruppo fascista si divide e un manipolo di essi si installa qui per mitragliare i partigiani accampati sul fiume che divide Italia da Svizzera. Un dramma degno di approfondimento che pubblicherò più in la. Stabile e interni (con tanto di scale scricchiolanti) ideale per gli amanti degli hororr

#47 - Giungla ticinese - ? (TI)


Sembra di sentire l'aria buona, la pace. Lo sguardo va a perdersi su un fittissimo bosco, nessuna costruzione umana in vista se non fosse per la cascina in primo piano. La palma sulla destra é l'elemento in più, in nettissima minoranza svetta comunque protagonista circondata da vegetazione indigena sfoggiando tutto il suo design che cattura lo sguardo. Non riesco a ricordare dove é stata scattata, questo conferisce ulteriore fascino e tutela la sua raggiungibilità.

#48 - Torre romana - Como (ITA)


Cambio di scenario drastico, dal "nulla" passiamo ad un luogo super affollato dove l'antichissima porta romana svetta all'entrata della Nova Comum, o più semplicemente Como. La giostra davanti potenzia notevolmente l'impatto dello scenario, dalla rigida forma della torre alle rotondità soavi del passatempo  che credo permanentemente presente sul posto. Un contrasto (anche di colori) che rappresenta una funzione vincente. Ben lo sanno gli amministratori comunali di Como. Da notare il lastricato perfetto, tutt'altro che scontato da queste latitudini.

#49 - Monumento funerario - Milano (ITA)


Il cimitero monumentale di Milano é a mio avviso uno dei posti più interessanti della megalopoli lombarda. Vi si trova veramente di tutto e gli architetti possono dare libero sfogo senza dover piazzare modine e chiedere permessi ai vicini o altre autorizzazioni. Ne beneficia la spontaneità e l'estrosità. Questa monumento é solo uno, dei tantissimi esempi che vi si possono trovare. Ah, entrata gratuita.

#50 - Ospizio - Passo San Gottardo (TI)


Inquadratura diversa dalle solite, il muretto di neve porta io segni della fresa ma per alcuni mesi il passo é completamente chiuso al traffico, ed é proprio in questo periodo, svuotato dalle orde dei viaggiatori, che si possono ottenere le sensazioni migliori. Salire a piedi lungo la Tremola, con la ricompensa di avere tutto per se questo luogo mitico. Un faccia a faccia molto intimo.
La particolare geometria del tetto con i relativi abbaini fanno il resto. Da fare prima di morire

#51 - Grà - Comano (TI)


Questa costruzione ha dei punti in comune con il roccolo visto in precedenza, forma simile ma di dimensioni ancora minori anche la grà serviva ad uno scopo ormai caduto nel dimenticatoio. Chiaramente rivalorizzata questa costruzione serviva per l'essicazione delle castagne, uno degli alimenti principali dei nostri avi, quando avere lo stomaco pieno era tra i primi obiettivi e non era sempre scontato. Rispetto.

#52 - Casetta isolata - Ballenberg (BE)


Mi sfugge quale casa sia stata qui riprodotta ma non mi sono assolutamente dimenticato del museo che la ospita. Innumerevoli le costruzioni provenienti da tutta la Svizzera qui riprodotte. Questa casetta colpisce per la sua ubicazione, in un angolo, come se fosse in punizione.

#53 - Casa contadina - Ballenberg (BE)


Siamo ancora al Ballenberg, questa casa contadina del 1797 dell'Oberland con un tetto decisamente "wow" si trova all'incirca nel bel mezzo del museo all'aria aperta. E ne ha ben diritto, vera é propria opera d'arte magnetizza non solo per il balcone degno delle apparizioni davanti alla folla dei regnanti inglesi, ma anche per le finestrelle perfettamente regolari allineate il piano terra. Il giardino "può accompagnare solo" come direbbe un ben noto macho motociclista.

#54 - Casa triangolare - Bosco Gurin (TI)


Decisamente curiosa la forma di questa casa ubicata in un luogo altrettanto particolare come quello di Bosco Gurin. Malgrado la sua forma "innaturale" si sposa perfettamente con gli elementi che la circondano: il basamento in sasso con la scala che sale e non da ultimo la macina sapientemente posizionata sulla destra. Anche in questo caso il forte contrasto delle forme spigolose - rotonde sortisce un effetto armonioso, anche se sulla carta paradossale, lo stesso che dovrebbe sortire il famoso agrodolce che però non ammiro alla stessa maniera.

#55 - Torba - Cimalmotto (TI)


È sorprendente presentare questa tipica costruzione solo alla foto numero 55. La particolare architettura di questa torba lascia intuire la sua funzionalità. È composta da un basamento in muratura (pietra) e una parte superiore in legno (travi incastrate), separati da sostegni a forma di fungo chiamati "fungili".
Originariamente utilizzata come granaio o deposito di cereali, la struttura rialzata serviva a proteggere i raccolti dall'umidità e dai roditori. Alcune sono state poi adattate ad abitazioni o stalle. 

#56 - Ex cementificio - Gole della Breggia (TI)


Potrebbe essere definito ecomostro, ma la struttura slanciata composta esclusivamente dal suo scheletro conferisce all'ex cementificio nel parco delle gole della Breggia una presenza artistica. A confermare questa ipotesi la possibilità di festeggiare dei matrimoni nella torre attigua non visibile nella foto. Anche in questo caso respiriamo aria del tempo che fu con un chiaro retrogusto di decadenza, ma decadenza di classe. Giusto sia li e rimanga li. 

#57 - Ruderi di cascina - Valle Canaria (TI)


Vero, manca il tetto per poter definirla un qualcosa di vivibile, protetto, la trave principale é ancora miracolosamente appoggiata alla facciata principale. Tutt'attorno é ricoperto di neve e freddo, ma malgrado l'ostilità quel che resta di questo cascinale resiste, chissà per quanto non é tenuto a saperlo, quel che basta per immortalarlo in questo scatto.

#58 - Ruderi castello Serravalle - Valle di Blenio (TI)


Sembra vittima di una sega circolare gigante questa torre del castello di Serravalle in val di Blenio. La struttura appare ancora stabile e potrebbe ancora benissimo servire da rifugio a qualche animale. 

#59 - Mulino di Bruzzella - Valle di Muggio (TI)


Altro tipo di stabile caduto in disuso ma ristrutturato e tenuto in vita da parte di associazione di volenterosi. Erano sicuramente diversi i mulini in funzione sul nostro territorio ma le ruote in funzione sono ben poche. Quello di Bruzzella, vera e propria hit della valle, fa la sua porca figura per chi giunge dal sentiero dalla parte alta della valle. 

#60 - Ex baracca operai - Giubin (TI)


Piuttosto curiosa la costruzione in cui ci si imbatte mentre si fa il sentiero verso il Giubin. Già mio nonno mi diceva che si trattava di una baracca riutilizzata dagli operai intenti a costruire i ripari valangari sul lato opposto della montagna. Il camino che sbuca prepotentemente ricorda per l'ennesima volta che il fuoco é un elemento determinante per la vivibilità.

#61 - Ex baracca militare - Giubin (TI)


Ubicazione e forme decisamente diverse per questa ex baracca militare a poche centinaia di distanza dalla ex baracca per operai vista in precedenza. Anch'essa situata in un luogo idilliaco con vista decisamente invidiabile. L'ombrellone sulla destra testimonia che é ancora utilizzata come rifugio ed invita a sedersi un attimo alla sua ombra. Momenti di qualità.

[loading...]

Commenti

  1. Artisti o no, casette o no, quando si riesce a comunicare [nel senso più stretto del termine] attraverso la fotografia credo che si centri il bersaglio. Quando una foto non è solo una foto, quando chi guarda si sofferma appena quel nano-secondo in più, abbiamo già fatto la nostra piccola parte. Senza desiderio di fama o notorietà, ma per il puro gusto di trasmettere l’input e suscitare reazioni. [Parlo al plurale perché da pochissimo (Agosto 2025 !) mi ci metto anch’io nel calderone dei “dilettanti allo sbaraglio”, parafrasando la Corrida di Corrado].

    Buone Feste artistiche. 🙌

    L.G.

    PS: a 28 casette e casupole ci arrivi come niente. Scava bene nell’archivio delle traversate in montagna.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, é proprio così. In gamba e resto in attesa di vedere qualche tua pubblicazione

      Elimina

Posta un commento

Ripescati dall'archivio