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Lago di Cama

Diciamolo subito, questa passeggiata ha una sola hit ed un unico obiettivo: il lago di Cama, ennesimo angolo da cartolina del nostro bel Cantone Ed é proprio in una giornata come questa che ancora una volta devo ricredermi. Quello che conta non é il risultato ma il percorso per arrivare ad esso. Sulla carta si tratta di una salita di poco superiore ai 900m distribuiti su 7km, nulla di impossibile, non fosse solo per la parte iniziale. Si sale da subito nel bosco che sovrasta Cama, Per superare le pendenze i nostri avi costruivano infinite scalinate, ed é proprio questa la vera sfida e incognita odierna. Dopo questa prima parte il sentiero fa una lunga traversa sul fianco della montagna per immettersi nella valle di Cama. Da qui continua a salire per diversi chilometri tra boschi e qualche pascolo, affiancando sempre il risale, alla fine sfocerà al lago di Cama a 1224m Scalàder Parto alle 09:34 dal ridente villaggio di Cama, situato alle porte di Roveredo. Dopo aver superato l’abitato m...
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Due storie molto Edo

Gli amanti del Giappone mi fulminerebbero seduta stante; perché “storie Edo” significa ben poco.  Ho semplicemente cercato qualcosa che accumunasse alcune tavole trovate al museo Rietberg sezione Giappone. In particolare due sequenze di quello che sembra un racconto piuttosto avvincente. La seguente immagine invece è solitaria e l’ho messa solo per attirare attenzione dato che sarà quella di copertina. Dettaglio della famosa opera d'arte giapponese *La parata notturna dei cento demoni* (Hyakki Yagyō), realizzata dall'artista Kawanabe Kyōsai (1831-1889), che raffigura vari yōkai (creature e spiriti del folklore giapponese) in movimento Il periodo Edo: oltre 250 anni di pace, isolamento e cultura Quando si pensa al Giappone tradizionale, alle figure dei samurai, alle stampe ukiyo-e, al teatro kabuki o alla poesia haiku, si entra inevitabilmente nel mondo del periodo Edo (1603-1868), una delle epoche più affascinanti e importanti della storia giapponese. Il nome deriva da Edo, l’a...

La vergine di ferro di Kyburg

Piccola mostra temporanea dedicata ai 150 anni della vergine di ferro di Kyburg. Semplicemente imperdibile.  Malgrado abbia già affrontato l’argomento un esposizione dedicata é sempre la benvenuta. La vergine di ferro, oltre ad essere un unicum in Svizzera, almeno credo, é un oggetto di sicuro fascino che, come per moltissime altre persone, ha creato un ascendente anche su di me, tanto da meritare la copertina del mio piccolo manuale museale . Certo, non sarà la Gioconda, ma il sorriso enigmatico é presente anche sulla vergine di ferro del castello di Kyburg Breve storia della tortura a Kyburg Al Kyburg si praticava la tortura durante il periodo in cui vi regnava il balivo, senza la “Vergine di ferro”, ma con il banco di tortura e le viti da pollice: questo è documentato e può essere verificato nei verbali dei processi conservati nell’Archivio di Stato. Il balivo di Kyburg era infatti il giudice supremo per conto di Zurigo. A Kyburg c’erano un’aula di tribunale, diverse prigioni e...

Ripescati dall'archivio