Sono tracce di un passato di fame, povertà, di sofferenza e grandi fatiche; ogni passo, ogni sguardo sembra ricordarmelo più che mai qui in val Bavona. Dal Sasso del Zaznanin , agli orti sui massi , ai rifugi per animali e pastori chiamati splüie , alle cappelle passando per i racconti dio Plinio Martini , mille storie dal comun denominatore. Me lo ricordano anche le innumerevoli cappelle disseminate lungo le valli ed i sentieri che portano agli Alpi, luoghi in cui gli abitanti potevano ricevere un po di conforto spirituale inginocchiandosi per una preghiera. Ed é proprio per questo che provo ammirazione mista a profondo rispetto per questa e altre valli dal passato travagliato. La prima immagine che propongo ben riassume le righe che introducono a questa esplorazione a macchia della valle. In una delle cappelle visitate sono rappresentati i momenti tipici che caratterizzano la vita da queste parti. Ne scelgo una che ben descrive quello che dovevano essere vita e priorità. U...
É su questa montagna iconica che progetto l’ultima grande impresa per questa meravigliosa estate 2026 che mi ha portato un po’ ovunque. A oggi sono rimasti due classici incompiuti: il passo Sassello e la strada dei Banchi, ma soprattutto la seconda può ancora essere realizzata in autunno. Opto invece come dessert ufficiale 2026 per qualcosa di nuovoil Rigi, piuttosto vicino a casa e con i suoi 1300 metri di salita (come il Cristallina) rappresenta una degna chiusura TEORICA di stagione. Sono salito solo una volta col trenino e poi in discesa a piedi per la via più diretta fino a Weggis anni fa. I presupposti La partenza da Arth é prevista alle 8, voglio salire con calma, divertendomi, senza prestare attenzione al tempo ma concentrandomi esclusivamente alla risposta del mio corpo. Dopo i 60km penso di avere le gambe pronte; credo di essere sulla cresta dell’onda e cerco di cavalcarla per un po' prima che passi. Il Rigi non é una montagna come tutte le altre, un po come la chiesett...