“Öila, arò ca t'zei?” “A sòm int par Dötra” Seppur la risposta é grammaticalmente scorretta, questa é uno dei tipici batti e ribatti che mi capita di sentire dai miei colleghi bregnensis . Malgrado “Dötra” va per la maggiore a volte la risposta viene sostituita da Simöu o Anvélda. Si tratta di tre località situate “sui monti di Olivone”, verso il passo del Lucomagno. A lungo andare, a furia di sentire il ripetersi il nome delle località la curiosità cresce, ma che avranno di tanto speciale? Non resta che salire a constare di persona. Studio un giro a tavolino con il bene placido dei colleghi vallerani. La partenza é prevista alla fermata Olivone Petullo. Lo sforzo della giornata é subito all’inizio, si tratta della salita che da Petullo (950) mi porterà a Simöu (1610) da lì il grosso é fatto, é infatti nei primi 5km dei 20 previsti che si concentra il dislivello maggiore. Il sentiero per i primi 4 km é una comoda carrabile. Questo garantisce pendenze regolari e mai eccessive...
Mi ritrovo di nuovo immerso in una vallata selvaggia di quel Ticino di cui mi sono particolarmente affezionato. In particolare oggi percorrerò il tratto da Borgnone a Verdasio via Lionza partendo dalla ridente Camedo. Sto parlando delle Centovalli che si snodano dall’imbocco di Intragna fin su a Camedo per poi proseguire in territorio italiano verso Domodossola Anche se il nome suggerisce la presenza esatta di cento valli, in realtà si tratta di un numero imprecisato ma altissimo di gole, sporgenze e piccoli valloni scavati dai torrenti lungo il fiume Melezza. Già nel Medioevo (nel 1185) la zona era nota con il nome latino di Centum valles.Questa volta però mi trovo dall’altra sponda della valle che ho avuto modo di percorrere in passato , e come vedremo porta a emigrazioni diverse per destini simili. Camedo nel 1934. Il punto di partenza della gita odierna Ad eccezione dei villaggi di Golino, ubicato sul fondovalle, e di Intragna, gli insediamenti sono tutti disposti...