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Vicende degli orsi di Berna

Ovunque. L'orso nella cittadina di Berna é veramente ovunque. C'é un immagine un po' disturbante riguardo la relazione di questo simpatico animale con la città di Berna che mi ronza in testa, una tragedia nella tragedia: quando i francesi svaligiarono Berna del suo tesoro nel 1798 pensarono bene di portarsi con loro anche gli orsi presenti, un colpo decisamente basso...ma andiamo con ordine Animale simbolo Questo dipinto raffigura l'Allegoria dello Stato di Berna, opera del pittore svizzero Joseph Werner del 1682. L'opera personifica la Repubblica di Berna come una figura centrale protetta dagli orsi, simbolo araldico della città. La figura centrale è circondata da personificazioni della Fede e della Prosperità, rappresentando la stabilità e la ricchezza dello stato. Il quadro fu originariamente creato come decorazione per la sala del Gran Consiglio di Berna. L'opera è un olio su tela del XVII secolo che utilizza uno stile allegorico tipico del periodo. Il legam...
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Uomini medievali muniti di apparati mammari

No, ​non sono i bovindi a fare la parte da protagonista nella cittadina di San Gallo. Di fronte alla biblioteca dell’abbazia c’è poco da competere, ma malgrado questo, onore a chi riesce a non far mancare la propria attenzione anche al resto della città. Infatti tenere il naso all’insù permette di scorgere parti di passato che hanno resistito alle ondate di ammodernamento riservate alle parte inferiori degli stabili. Ma andiamo al sodo, i bovindi dicevamo, malgrado non siano dei veri e propri protagonisti disegnano il profilo delle viuzze del centro. Uno in particolare cattura la mia attenzione, o meglio, un suo dettaglio. Zum Granatapfel Indubbio essere dai tratti maschili dotato di altrettanto indubbio apparato mammario Ma facciamo un passo indietro, o meglio riduciamo lo zoom per renderci conto che il vero protagonista non é il nostro ometto ma il melograno presente un po’ ovunque Il colorato bovindo in legno «Zum Granatapfel» (Melograno) parla della vita e della caducità. È decorat...

Ritorno a Chironico

Chironico ha sostanzialmente due hit dal lato culturale - architettonico- artistico: la chiesa di  Sant'Ambrogio e la torre al centro del paese. Non me ne vogliano i chironichesi, c'é dell'altro, molto altro, ma ai miei occhi queste due perle sono uno step sopra. Durante la mia  prima visita  ho avuto modo di assaporare per la prima volta quello che il villaggio offriva, ma per poter osservare meglio ho dovuto tornare una seconda volta, questa volta aggregandomi ad una gita fuori porta con illustri esperti di storia. La torre Del villaggio è ancora oggi riconoscibile un elemento significativo. Bisogna immaginare che la strada situata dietro la torre non fosse quella principale: il percorso più importante attraversava infatti il villaggio. Sul fronte esterno del nucleo di Chironico, a partire probabilmente dal XIII secolo, si può individuare la presenza di una struttura che non era solo residenziale, come avveniva comunemente, ma che integrava anche una funzione verosimilm...

Perché il Ticino é svizzero

​Una domanda lecita, più che lecita. Sembra incredibile che questa costola di svizzera, dalla cultura e lingua completamnete diversa dal resto di Svizzera non sia andata a congiungersi con quella che da un occhio esterno sarebbe la soluzione più logica: l'Italia. Niente derby Svizzera- Italia, niente frontalieri, niente corsa alla spesa, sarebbe tutto completamente stravolto. Ma come mai questo non é successo?  Svizzeri da 500 anni Bisogna rispondere a tale domanda con una risposta che sia interpretazione e coscienza della storia. Cioè di quelle ragioni durevoli che si fissano nel cuore e nello spirito, per costituire un modo di pensare, una ragion d'essere, l'anima elvetica. Ci sono fatti che tutti conoscono: il Ticino fu conquistato dagli Svizzeri, per assicurarsi la strada del S. Gottardo, tra il 1500 e il 1513; la Leventina, già agli inizi del '400. L'assedio a Bellinzona da parte dei Confederati agli inizi del dicembre del 1478, poco prima della battaglia di Gi...

La battaglia di Sempach secondo Diebold Schilling

Il paginone a metà rivista? Scagli la prima pietra chi non aspettava altro di vedere a chi/cosa era dedicato il poster nel paginone a metà rivista. Il buon Diebold ha operato 500 anni prima delle riviste patinate ma la sua cronaca ha avuto una doppia pagina dedicata, una delle pochissime se non l’unica, si, la battaglia di Sempach  É durante la visita al museo presso il municipio di Sempach inerente la battaglia del 1386 che ghermisco alcuni dettagli sulla sua rappresentazione La battaglia di Sempach nella cronaca di Diebold Schilling del 1513.  Nella sua famosa cronaca illustrata, Schilling dedicò ampio spazio alla guerra di Sempach. I numerosi dettagli potrebbero dare l’impressione che il cronista fosse stato un testimone oculare o almeno un contemporaneo. La sua descrizione fu tuttavia redatta più di 100 anni dopo la battaglia. Dal 1386 la guerra di Sempach aveva acquisito notevole importanza dal punto di vista dei Confederati. Le cronache illustrate riportano eventi che s...

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