Ancora una volta la posta é piena, ancora una volta abbasso l’età media dei passeggeri. Sono praticamente sicuro di essere l’unico ad affrontare un percorso di secondo se non terzo piano. So che tutti si ammasseranno sulla Greina, nessuno ha mai solo pensato ad un tragitto oltretutto accompagnato dall’aggettivo orrido, l’orrido del Sosto. Il Sosto é la montagna piramidale sacra per gli abitanti di Olivone e dintorni, essa incombe imponente sul villaggio e gli dona l’ inconfondibile profilo distinguibile anche da molto più in basso lungo la valle di Blenio. Veduta di Olivone da sud. Disegno a penna acquerellato realizzato da Hans Conrad Escher von der Linth, 1812 (ETH-Bibliothek Zürich, Graphische Sammlung). Olivone è situato ai piedi del Sosto, la cui stratificazione obliqua è accentuata dal disegno. Ai suoi piedi si intravede una stretta gola, da li passa l'itinerario odierno, la strada collega Olivone ai villaggi di Campo Blenio e Ghirone La partenza é prevista proprio da Ghiron...
É un cielo limpido quello che fa da sfondo al mio risveglio; un altro giorno da godere appieno. In programma una sconfinata in alta valle di Blenio. L’itinerario non é particolarmente impegnativo sulla carta. Il punto apice odierno é la salita al passo di Gana Negra. In seguito ridiscenderò verso Ghirone passando per l’alpe Bovarina lungo la valle di Campo Sul bus salgono diversi muontain biker versione batteria, sono strafelice di sapere di non trovarmeli tra i piedi almeno nella prima parte della giornata. La salita alla Gana Negra é pedestre. 09:30 circa scendo finalmente dal bus. Dopo un breve tratto di salita leggera il sentiero impenna decisamente. Sono solo 629m di salita ma vanno comunque rispettati, soprattutto tenendo conto che sono distribuiti su soli 2.7km . Il ritmo é buono ma in breve tempo inizio a sudare. Supero un altro escursionista . Mi giro spesso per guardare il panorama. In particolare la catena che separa valle di Blenio e Leventina Tutto sulla destra ...