Non era in programma ma quel che é successo alla stazione di partenza del Brienzrothorn ne ha condizionato la scelta Il biglietto verde Arrivo alla stazione con largo anticipo ma scopro subito che tutti i viaggi verso la vetta sono riservati. Incredibile, mi sono preoccupato tanto di non trovare posto per la Jungfrau e poi non lo trovo per il più modesto Brienz Rothorn. Uno dei momenti segnanti di questa tre giorni, il (presunto) macchinista si spara una bella striscia di snuff in vista della salita. Mi viene consegnato un foglietto verde con il numero 6. Se qualcuno che ha riservato non dovesse presentarsi sarei il sesto subentrante. Ma quello con il numero 1 quanto in anticipo é arrivato? Circa 15 minuti prima della partenza di presenta famigliola con due bimbi piccoli. Da subito si crea un certo scenario di panico quando anch’essi, come tutti gli altri, si accorgono che non ave di riservato non hanno diritto ad un posto. Apriti cielo. Padre che corre chissà dove a cercare chissà cos...
Veramente? Per un solo momento ho pensato che mi sarei accontentato della visita al Pilatus tra le nebbie? Certo che no. Ed era una mancanza da colmare a breve termine, anzi, alla prima occasione. A differenza della prima volta decido però di salire un pezzo a piedi, più precisamente dalla stazione intermedia di Ämsigen. Questo per iniziare. E si presenta tutto come la prima visita, stesso treno, stessa riservazione, stesso orario. Alle 10:11 sono già sceso nella stazione intermedia di Ämsigen a 1362 metri di altezza. Alpnach é a circa 450 metri di altezza, mi sono risparmiato quindi i primi 900 metri di salita. Ne rimangono circa 800 per raggiungere i 2100 della vetta. Stazione di Ämsigen. Sguardo verso il lago di Alpnach. Oggi di nuvole nemmeno l’ombra (battutaccia). Sulla sinistra si può scorgere la montagna del Bürgenstock che solo 24 ore fa ospitava diplomatici iraniani e il vicepresidente americano. Dietro il Burgenstock svetta imponente il Pilatus. Possiamo tranquillamente affer...