Spesso la metà finale di un giro in montagna é un laghetto. Questo genere di logica dei percorsi non é nel mio stile, l’obiettivo é finire il percorso ammirando tutto quello che la natura mi propone, non é mai basato su un elemento determinato come un laghetto, pur bello che esso sia. Per il lago del Morghirolo faccio un eccezione, l’obiettivo finale é proprio lui, non perché particolarmente più bello degli altri (é comunque bello) ma perché centro di una controversia su come raggiungerlo. Mi ero incaponito di raggiungerlo dal Leit, passando su dei sentieri erbosi a tratti esposti, per poi scendere dalla cappa a Campo Tencia e rientrare a Dalpe. Queste parole le sto scrivendo mente sono proprio sulle sponde di questo laghetto, fino a poco fa il tempo era nuvoloso e il laghetto inquieto, l’ondeggiare creava quel caratteristico suono di acqua rilassante. L’idillio é stato interrotto da una comitiva tedesca che ha sperimentato l’eco nella vallata qui di fianco. Nel frattempo si é aperto u...
Oltre il Gottardo non ho mai intrapreso altri passi alpini facenti parte dell’impresa di Suvorov nelle Alpi svizzere. Se dovessi seguire la linea temporale delle peripezie del suo esercito questo sarebbe il corretto inanellarsi: passo del Gottardo (TI-UR), passo del Kinzig (UR-SZ), passo del Pragel (SZ-GL) e passo del Panix (GL-GR). Per farla breve: Suvarov arriva da sud per rinforzare Korsakoff a Zurigo ma quando arriva a Flüelen cambia piani e decide di deviare verso Bürglen. Da qui si inerpica sul Kinzig per poi scendere a Muotathal. Ma anche qui trova lo sbocco della valle verso Svitto sbarrato dai francesi e si ritrova quindi bloccato. Altra deviazione stavolta verso Glarona via il Pragelpass per poi giungere su Glarona ed essere di nuovo respinto. Si dovrà ricorrere alla terza deviazione, l’ultima, il passo del Panix che sarà anche quello che si rivelerà il più drammatico da superare. Ma facciamo uno step indietro. Leggendo che sul Kinzig Suvorov fu portato (in spalla? Su una bri...