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Tricks della nonna: come ammorbidire senza ammorbidente

Per la serie curiosità / consigli della nonna solitamente annotati sui taccuini mi permetto di segnalare questa originale operazione che i é capitata sott'occhio Ammorbidimento delle tele. Dipinto tratto da un ciclo che descrive le diverse tappe della produzione tessile a San Gallo, realizzato attorno al 1680 (Historisches und Völkerkundemuseum St. Gallen; fotografia Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann). Alcune donne tendono le tele e vi lasciano rotolare una pietra rotonda, in maniera da renderle più morbide. In seguito le stoffe vengono piegate, per poi essere spedite o portate nelle tintorie.

Faccende di casa nel passato: il bucato

 II bucato esigeva una procedura complicata che veniva eseguita solo poche volte all'anno. Come detersivo veniva usato il ranno, una miscela di sego, calce, sale, cenere di faggio fresca e acqua bollente. Per cominciare le serve mettevano i tessuti di lino in una tinozza e le impregnavano di ranno, che facevano scolare dalla tinozza, riscaldavano e versavano di nuovo sulla biancheria. Il ranno riutilizzato ripetutamente serviva ancora per la biancheria colorata - giacche, calzoni e gonne.  Il bucato, arazzo, Zurigo, 1580 Circa Nella fase successiva le serve fregavano e battevano la biancheria, e la risciacquavano nell'acqua corrente. La le biancheria bianca di rappresentanza veniva trattata con il turchinetto, inamidata con colla d'amido di farina e dopo esser stata di candeggiata, tesa, passata al mangano e stirata; poi spariva nei cassoni.

Ripescati dall'archivio