Anche solo 5 anni fa non l’avrei mai pensato: uno come me, così reticente ad andare a messa in gioventù (per non dire peggio) si ritrova alla soglia dei 50 alla ricerca spasmodica di elementi religiosi e non si lascia mai sfuggire l’occasione di varcare la soglia di qualche casa di Dio. Ah l’imprevedibilità…
Ma il motivo? Fascino, non saprei come altrimenti definirlo.
Provo a spiegarmi: molti anni fa, secoli fa, l’umanità mancava di una serie di conoscenze che oggi abbiamo nel frattempo acquisito. In mancanza di risposte tangibili le fantasiose minacce snocciolate da scaltri uomini di Chiesa, alimentati appunto dall’ignoranza, tendevano a prendere il sopravvento ed essere ritenute come assolutamente veritiere. Diciamo semplicemente che una volta erano più boccaloni, e inevitabilmente qualcuno ci ricamava sopra.
Ma il motivo? Fascino, non saprei come altrimenti definirlo.
Provo a spiegarmi: molti anni fa, secoli fa, l’umanità mancava di una serie di conoscenze che oggi abbiamo nel frattempo acquisito. In mancanza di risposte tangibili le fantasiose minacce snocciolate da scaltri uomini di Chiesa, alimentati appunto dall’ignoranza, tendevano a prendere il sopravvento ed essere ritenute come assolutamente veritiere. Diciamo semplicemente che una volta erano più boccaloni, e inevitabilmente qualcuno ci ricamava sopra.
Cosa c’è dopo la morte? É un quesito che ancora oggi ci poniamo ma a pochi di noi verrebbe da pensare di finire all’inferno, magari tra le fauci di un essere immondo. Pensiero che una volta invece doveva andare per la maggiore. Questa minaccia doveva dissuadere il popolo a comportarsi in maniera pia e religiosamente approvata, pena il suddetto triste destino.
In un epoca dove pochi leggevano ci si aggrappava alla forza delle immagini; più queste erano terrificanti e sconvolgenti, più ci si sarebbe aggrappati alla parola di Dio pur di scongiurarle.
In un epoca dove pochi leggevano ci si aggrappava alla forza delle immagini; più queste erano terrificanti e sconvolgenti, più ci si sarebbe aggrappati alla parola di Dio pur di scongiurarle.
Ed é qui che entra il fascino, si tratta di un ammirazione verso lo sforzo e la fantasia dei vari artisti nel cercare di rappresentare in maniera più terrificante possibile il buco nero in cui si cadeva se non ci si comportava bene, o meglio, come la Chiesa imponeva. Ecco, é proprio questo che mi affascina, questa fantasia, questo sforzo nella ricerca dell’orrore.
Ad esso va associata l’incredulità odierna al pensiero che una volta si avesse veramente e concretamente il terrore di una fine tanto orribile; non era tanto la morte in sé a preoccupare, perché la certezza di un aldilà era assodata, il problema era cosa ti aspettava.
Fantastico!
Eccoci quindi alla bestia immonda: il Leviatano, ovvero colui che spalanca le fauci dove i suoi piccoli aiutanti diavoli spingono i peccatori. Ma non fa forse molto Babbo Natale - Elfi questa abbinata “Leviatano - diavoli”?
La sua rappresentazione corrisponde in generale con il giudizio universale. Lo si può trovare un po’ ovunque: portali di cattedrali, pareti di fondo di chiese, pitture su facciate. Il difficile é trovarli. Alcuni sono arcinoti, sopra la porta della cattedrale di Berna e di Friborgo. Altri, molto meno noti sono da “cacciare”.
Eccomi qui quindi!

Il portale principale della Cattedrale di San Nicola a Friburgo è un capolavoro del gotico radiante iniziato intorno al 1380, celebre soprattutto per la sua drammatica rappresentazione del Giudizio Universale




In alto, su un altra parete si noterà un giudizio universale del quale a prima vista potrebbe sfuggire la vista del mostro che ingurgita tutto e tutti. Eppure é lì, all’estrema destra con un occhietto nell’angolo alto a destra
Alla fine del mondo, nel «giorno del giudizio», i morti escono dalle loro tombe. Cristo, giudice del mondo, divide tutte le anime umane in buone e cattive e le manda in paradiso alla sua destra o all'inferno. Maria e Giovanni Battista possono ancora intercedere. Nelle fauci dell'inferno, Satana e i suoi diavoli accolgono i dannati di ogni ceto sociale.

Negli anni successivi il parroco del tempo volle decorare la chiesa con un grande affresco del Giudizio finale e si affidò al pittore Hans Rinischer, che completò l’opera nel 1518. Malauguratamente la parte centrale del dipinto, con l’immagine del Cristo giudice, fu amputata per la costruzione del pilier che sosteneva le nervature della volta.
Nel corteo infernale le scritte identificano il ladro, l’omicida, lo spergiuro, l’eretico, l’impuro, la ruffiana, l’usuraio, il lussurioso. Sull’altro versante sono le scritte che definiscono i comportamenti virtuosi: non sono un assassino, non sono un violento, sono accondiscendente, sono generoso, non sono usuraio, onoro i santi, celebro le feste, persevero nel bene.
Del leviatano a primo impatto si potrebbe non percepire ma ad una più attenta osservazione si può notare la mandibola inferiore con dei denti perfettamente allineati. É lo stesso stile del leviatano di Kyburg anche se qui é incompleto della parte superiore
La ricerca degli altri avviene, come detto, grazie alla lista del CDE.E siamo subito in casa nostra, in Leventina. Mentre che per il tema della morte c'é carenza assoluta nella vallata rispetto al resto del Ticino il Leviatano presente sulla parte di fondo della chiesa di San Pellegrino recupera il GAP; é infatti il più grande, il più clamoroso, il più tutto del nostro Cantone. Almeno fino a prova contraria
Le fiamme che escono dalla bocca sono le stesse rappresentate nell'episodio di San Nicolao e i giudici corrotti.
Piuttosto sorprendente poi la somiglianza tra il dipinto dell'accoppiata zio-nipote operanti a Giornico e quello di Giacomo Rossignolo, il cartone* é stato sicuramente riciclato almeno per questa parte dell'opera
Sonogno non é Città del Messico, ma malgrado questo fatico a trovare l’affresco, le stradine sono molto strette ed é difficile notarlo da lontano.

Ad esso va associata l’incredulità odierna al pensiero che una volta si avesse veramente e concretamente il terrore di una fine tanto orribile; non era tanto la morte in sé a preoccupare, perché la certezza di un aldilà era assodata, il problema era cosa ti aspettava.
Fantastico!
Il Leviatano
L’industria cinematografica era ben lungi da prendere il via, i libri horror o di fantascienza men che meno. Queste rappresentazioni sono da considerare come le prime ingenue ma spontanee versioni dell’orrore. Piuttosto monotematiche come vedremo ma che riescono sempre e comunque a affascinare ad ogni loro rappresentazione.
La sua rappresentazione corrisponde in generale con il giudizio universale. Lo si può trovare un po’ ovunque: portali di cattedrali, pareti di fondo di chiese, pitture su facciate. Il difficile é trovarli. Alcuni sono arcinoti, sopra la porta della cattedrale di Berna e di Friborgo. Altri, molto meno noti sono da “cacciare”.
Eccomi qui quindi!
Lo step dell'ingoiamento é solo l'ultimo di un processo ben definito. I corpi dei defunti ad un certo momento, più "precisamente" alla fine dei tempi, subito dopo la Seconda venuta di Cristo risorgono. Ad aspettarli il giudice impersonificato da Cristo che li divide tra anime buone destinate all'alto dei cieli a quelle cattive, destinate appunto al Leviatano
Secondo la Chiesa cattolica e quella ortodossa gli uomini vengono giudicati subito dopo la morte (giudizio particolare), e le loro anime accedono al Paradiso o all'Inferno immediatamente o, nel caso del Paradiso, dopo una fase più o meno intensa di purificazione nel Purgatorio. Alla fine dei tempi vi sarà invece la risurrezione della carne, con la quale i corpi risusciteranno e si riuniranno alle anime per il giudizio finale.Leviatani del resto del mondo (o extra ticinesi)
La caccia al Leviatano non inizia da zero, già diversi gli esemplari avvistati senza nemmeno averli cercati. In particolare al di fuori del Canton Ticino.
Li ho immortalati senza nemmeno rendermene conto inizialmente, poi in un secondo tempo ho iniziato a notarli e prestar loro la dovuta attenzione
Nr.01. Leviatano di Sisikon (UR)
Il leviatano che propongo per primo e utilizzo come locandina é quello trovato alla mostra temporanea al museo di Zurigo sui corpi medievali. Bello, nitido, dai contorni ben definiti, con l’occhio malefico e come tradizione i denti belli allineati. Da copertina insomma
Ecco l’originale
Ecco l’originale

Paradiso o inferno
Secondo il giudizio divino, le persone risorte sono condotte da Pietro attraverso le porte del paradiso oppure spinte da figure diaboliche nelle fauci del demone.
I tormenti dei peccatori condannati all'inferno sono impietosi, allo scopo di suscitare terrore nell'osservatore.
Il Giudizio universale, Svizzera centrale,
1490 - 1500, dal 1683 nell'ossario di Sisikon, retro di una pala d'altare, tempera su tavola.
Nr.02. Leviatano della cattedrale di Friborgo (FR)

Il portale principale della Cattedrale di San Nicola a Friburgo è un capolavoro del gotico radiante iniziato intorno al 1380, celebre soprattutto per la sua drammatica rappresentazione del Giudizio Universale
La costruzione del portale principale iniziò intorno al 1380, durante la realizzazione dei primi piani della torre. Il modello, come per la torre, fu la chiesa parrocchiale di Friburgo in Brisgovia, ma anche le cattedrali di Notre-Dame di Parigi e di Basilea; due dei portali di queste chiese raffigurano infatti il Giudizio Universale.
Il timpano è diviso in due registri. Nella parte superiore si trova Cristo che mostra le sue piaghe, seduto al centro come giudice dei vivi e dei morti, sormontato da un baldacchino. È circondato da figure più piccole: sul lato destro, San Giovanni Battista si erge come intercessore mentre un angelo porta la croce e il flagello, circondato in alto e in basso da due angeli che suonano il giudizio; sul lato sinistro, la Vergine Maria sta come il Battista mentre un angelo porta la lancia e i chiodi, anch'egli circondato da due angeli. Nella parte inferiore è rappresentato il giudizio vero e proprio, non senza alcune particolarità: una lesena centrale divide il registro, cosa poco comune, e l'ordine di lettura delle scene sembra piuttosto casuale.

A destra figurano scene dell'inferno: un angelo porta via un'anima, due uomini risorti escono dalla tomba, un drago, il corteo dei dannati è condotto da un demone dalla testa di maiale verso un calderone sostenuto da un drago e nella bocca spalancata di un mostro, sotto lo sguardo di un diavolo peloso e coronato.

A sinistra, cioè alla destra del giudice, appare una visione più lieta: San Michele tiene la bilancia che pesa le anime e che viene appesantita da un diavolo, Abramo tiene in grembo gli eletti, mentre San Pietro ne conduce altri verso il paradiso, di cui detiene la chiave.

L'aspetto del portale principale è cambiato più volte nel corso dei secoli. Nel 1787-1789 si procedette a un restauro: il Giudizio Universale, sicuramente policromo come quello della collegiata di Berna, fu ricoperto da uno strato grigiastro impreziosito d'oro;
Nr.03. Leviatano nella cappella del castello di Kyburg (ZH)
Il caratteristico castello di Kyburg conserva una cappella al suo interno. Nella stessa si possono apprezzare affreschi che narrano la vita dei martiri di Zurigo

In alto, su un altra parete si noterà un giudizio universale del quale a prima vista potrebbe sfuggire la vista del mostro che ingurgita tutto e tutti. Eppure é lì, all’estrema destra con un occhietto nell’angolo alto a destra
Nr.04. Leviatano nella chiesa di Raron (VS)
Alla fine del XII secolo, l'antica chiesa di Raron sorgeva ancora nella parte bassa del paese. A causa delle inondazioni, nel 1505, la chiesa fu costruita nei pressi del castello
Il noto architetto Ulrich Ruffiner , che ha costruito diversi edifici religiosi nel Vallese sotto il cardinale Schiner, è stato responsabile della costruzione della " nova Turris " , la nuova chiesa parrocchiale di Raron tra il 1512 e il 1518. In tal modo la torre esistente del XII secolo è stata inclusa nella pianificazione.

Negli anni successivi il parroco del tempo volle decorare la chiesa con un grande affresco del Giudizio finale e si affidò al pittore Hans Rinischer, che completò l’opera nel 1518. Malauguratamente la parte centrale del dipinto, con l’immagine del Cristo giudice, fu amputata per la costruzione del pilier che sosteneva le nervature della volta.
L’affresco vede in alto la scena del Giudizio e nella sezione inferiore due distinte scene, corrispondenti alla polarità positiva (i beati) e a quella negativa (i dannati). Del Cristo giudice restano appena visibili alcuni particolari (la tunica, un piede, una mano) e l’arcobaleno sul quale siede come su un trono. Ai lati i dodici apostoli occupano i troni del tribunale celeste: i loro tradizionali simboli li rendono facilmente riconoscibili. Un turbinio di angeli ostende gli strumenti della passione di Gesù e suona gli strumenti musicali dell’orchestra celeste. I personaggi inginocchiati ai lati del giudice – Maria, la madre di Gesù e Giovanni Battista, il precursore – hanno dimensioni superiori agli altri, giustificate dalla loro importanza e dal ruolo d’intercessori della misericordia del giudice. L’immagine della corte celeste è completata dagli angeli che suonano le trombe del giudizio e chiamano i morti alla risurrezione della carne.
A destra è la scena nettamente più concitata del corteo dei dannati diretti verso la mostruosa gola del Leviatano che contiene lo stagno fiammeggiante dell’inferno.
Il corteo è accolto da un’irridente orchestrina di diavoli che suonano il flauto, il tamburo, il corno e la tromba, versione parodica del coro celeste degli angeli.
In realtà più che di un corteo omogeneo si deve parlare della sommatoria di singole figure o di gruppi di dannati. Un vizioso è prelevato direttamente nella tomba da un demone ghignante. Gli ecclesiastici infedeli ai loro voti (vescovi, preti, religiosi) sono caricati sul carro agricolo del letame condotto da un diavolo alla stanga.
Una coppia illegittima e il figlio della colpa sono costretti nella gerla da fieno di un diavolo. Altri dannati sono caricati sulle spalle come sacchi.
Vediamo anche un gruppo di reprobi con il sesso in fiamme, guidato da diavoli armati di tizzoni ardenti. Altri dannati ormai tra le fiamme, sono bastonati e fatti a pezzi. I diavoli hanno un aspetto differente uno dall’altro, ibridi che corrispondono a una teratologia più grottesca che spaventosa.
Un’attenzione particolare meritano le scritte – seppur di non facile lettura – che accompagnano i due cortei e che verosimilmente avevano una funzione pedagogica nei confronti dei fedeli che si soffermavano davanti al dipinto.
Nel corteo infernale le scritte identificano il ladro, l’omicida, lo spergiuro, l’eretico, l’impuro, la ruffiana, l’usuraio, il lussurioso. Sull’altro versante sono le scritte che definiscono i comportamenti virtuosi: non sono un assassino, non sono un violento, sono accondiscendente, sono generoso, non sono usuraio, onoro i santi, celebro le feste, persevero nel bene.
L’acme si tocca con la faccia multipla di Lucifero, insediato al centro dell’Inferno, con la corona di re infero. I suoi arti rapaci artigliano con le unghie lunghissime i dannati che i diavoli gli presentano.
L'occhio del Leviatano
Leviatani ticinesi
Molto più difficili da trovare, almeno inizialmente, poi grazie alla lista del centro dialettologia cantonale la ricerca si semplifica, almeno per quel che riguarda cappelle i dipinti devozionali. Grandi assenti nella lista le chiese. Ed é proprio in una chiesa che attualmente si trova il leviatano più limpido e artisticamente valido fin’ora trovato. Si tratta del primo trattato per il Ticino, il Leviatano di San Pellegrino a Giornico .
La ricerca degli altri avviene, come detto, grazie alla lista del CDE.
Nr.05. Leviatano chiesa di San Pellegrino (TI)
Il giudizio universale nella suo completezza
Il condannato sputa fiamme dalla bocca mentre sta per essere divorato dal Leviatano
A tre giudici corrotti escono le fiamme dalla bocca, visione di San Nicolao
*Il cartone è un disegno preparatorio in scala reale (1:1) utilizzato dagli artisti per trasferire la composizione originale sulla superficie dell'intonaco fresco prima di procedere alla pittura vera e propria
Gli affreschi di Giornico sono assegnabili a Giovanni Battista Tarilli e di Giovanni Domenico Caresana (1589) e sono posteriori al Leviatano nell'affresco del "Giudizio Universale" (particolare); dipinto nel 1555 da Giacomo Rossignolo (1524-1604) - Madonna dei Boschi, Boves (CN)
Nr.06. Leviatano nel dipinto di Sonogno (TI)
Mi ritrovo nel cuore della mattinata di un caldo sabato primaverile a cercare tra le viuzze di Sonogno l’affresco. Il sito del CDE propone una fotografia ma la guardo di sfuggita per non autospoileralmi il fascino della “semi scoperta”.
Sonogno non é Città del Messico, ma malgrado questo fatico a trovare l’affresco, le stradine sono molto strette ed é difficile notarlo da lontano.
Arrivo persino a chiedere ad un abitante che a mio giudizio dovrebbe abitare a pochi metri. Non lo conosce ma poi osservando oltre il suo prato verso un angusta stradina lo scorgiamo.
Ringrazio e mi fiondo verso l’opera, ma non é finita, si trova alle interno di una proprietà privata e come se non bastasse un grosso cane bianca gli “fa la guardia” accucciato ai suoi piedi. Si mette subito ad abbaiare, con sollievo noto che é legato. Esce una ragazza a vedere che succede e lo tranquillizza. Dico subito il motivo della mia visita chiede di il permesso di scattare un paio di foto al dipinto.
Mi scappa un “Meraviglioso” mente lo immortalo con l’immagine nconsvia soeranza che la ragazza lo ribadisca, ma ahimè sembra non poterne fregar di meno. Capisco al volo e dopo due veloci scatti mi allontano.
Artista: Francesco Maria Rotanzi (attribuito); data di esecuzione: Fine XVIII secolo; tecnica: affresco.
Mi scappa un “Meraviglioso” mente lo immortalo con l’immagine nconsvia soeranza che la ragazza lo ribadisca, ma ahimè sembra non poterne fregar di meno. Capisco al volo e dopo due veloci scatti mi allontano.
Analisi dell’affresco
DECORAZIONEArtista: Francesco Maria Rotanzi (attribuito); data di esecuzione: Fine XVIII secolo; tecnica: affresco.
Sono le 10:30, ma si nota fina da subito la causa del deperimento della parte inferiore del dipinto. Il tettuccio copre la parte superiore mentre quella inferiore é alla merce degli elementi della natura
Soggetti raffigurati e iscrizioni:
Iscrizione superiore
VOI CHE VEDETTE LEGETE QUESTO E UNA MEMORIA DEL DIVINO GIUDIZIO E GIUDICE GIUSTISSIMO MA ALTRESI RIGOROSISIMO PENSIAMOCI TUTTI FIN CHE SIAMO IN TEMPO / DOPPO LA MORTE NON SERVE PIU IL PENTIRSI E PENSATE SEMPRE CHE COMINCIA E MAI TERMINA CHI MUORE IN PECATO MORTALE VANO CONDANATI AL LINFERNO PER SEMPRE
Giudizio Universale: Cristo Re e Giudice insieme a Maria Santissima in un globo di luce (al centro), attorniato da una prima schiera di santi (apostoli, evangelisti, patriarchi e profeti: si riconoscono a destra: Mosé - nudo - con la penna e la tavola della Legge, San Giovanni Apostolo con il calice, San Pietro con il libro e la chiave, San Matteo Apostolo ed Evangelista con la penna ed il libro, San Luca o San Marco Evangelista con la penna; a sinistra: Sant'Andrea Apostolo con la croce, San Giacomo maggiore Apostolo con il bastone e la mantellina); alcuni angeli fra le arcate del tempio senza colonna (in alto al centro); cinque angeli, intenti a portare la Croce e i diversi simboli della Passione di Cristo:
chiodi, tenaglia, martello, corona di spine, lancia (in alto a sinistra); cinque angeli, intenti a portare la colonna del Tempio per la ricostruzione del Regno della Nuova Gerusalemme (in alto a destra); cinque angeli, intenti a cantare e a suonare trombe, e una chiesetta (sotto il globo di luce); gli ecclesiastici, i re e il popolo santo in abiti popolari (a sinistra del globo di luce); i papi con le tiare (a destra del globo di luce);
chiodi, tenaglia, martello, corona di spine, lancia (in alto a sinistra); cinque angeli, intenti a portare la colonna del Tempio per la ricostruzione del Regno della Nuova Gerusalemme (in alto a destra); cinque angeli, intenti a cantare e a suonare trombe, e una chiesetta (sotto il globo di luce); gli ecclesiastici, i re e il popolo santo in abiti popolari (a sinistra del globo di luce); i papi con le tiare (a destra del globo di luce);
uomini e donne nudi, probabilmente anime del Purgatorio e dell'Inferno (in basso).;
Si sono debole, cedo all'intelligenza artificiale, concedetemelo per una volta
STATO AL MOMENTO DEL RILIEVO
Conservazione della struttura: Tetto: buono. Muri: buono.; intonaco e pitture: Abbastanza buono: scrostature e sfregi sulla parte inferiore (colori sbiaditi).
Interventi constatati: - Restauro con rinzaffo di piccole scalcinature (Alfredo Matasci, 1992).
Interventi auspicati: Interventi sulla pittura inferiore (consolidamento del pigmento originale in maniera tale da far spiccare maggiormente le figure rappresentate).
La pittura (interna), composta di più affreschi, si trova nella località Al Pié, che è posta a 200 metri dopo il nucleo principale di Piè ed a 500 metri prima del paese di Brione (di fronte, dall'altro versante del fiume Osola). Al Piè è situato poco sopra la strada secondaria che porta in località Pozz Scür (con partenza dalla cantonale, presso una curva). La pittura è affrescata all'interno di una vecchia casa (con piccola corte chiusa da un muro di cinta) ubicata nella parte alta del nucleo di Al Piè, a destra del sentiero (salendo). I diversi affreschi si trovano nella piccola stanza a sinistra del locale d'entrata. Il dipinto principale è affrescato sulla parete rivolta verso il fiume, ossia verso Nord / Nord-Est, mentre il dipinto degli stemmi è affrescato in alto sulla parete rivolta verso Est / Sud-Est.
Interventi auspicati: Interventi sulla pittura inferiore (consolidamento del pigmento originale in maniera tale da far spiccare maggiormente le figure rappresentate).
Nr.07. Leviatano nel dipinto devozionale di Al Pié (Brione Verzasca)
Per la giornata del 2 maggio 2026 ero ottimista: due potenziali Leviatani + due memento mori + visita museo Verzasca. Chi troppo vuole nulla stringe, forse nulla é esagerato ma proprio i due elementi che non riesco a centrare sono i due Leviatani: infatti mentre il primo risulta completamente scomparso vittima della natura il secondo non riesco nemmeno a vederlo!
A pensare il tempo per identificarlo sulla mappa del CDE, al trovarlo poi in “carne e ossa”. Scoprire che é in una proprietà privata, entrare (…) nel piazzaletto, e poi rendersi conto che non c’è, rileggere seduta stante con più attenzione la scheda e rendersi finalmente conto che é all’INTERNO dello stabile…
Ora si che posso guardare con attenzione la foto allegata alla scheda senza il pericolo di autospoilerarmi qualcosa che comunque non vedrò. Qui il Leviatano c’era, é più di in intuizione, lo si vede proprio
DECORAZIONE Artista: ignoto; data di esecuzione: 1624 (probabile); tecnica: affresco.
Soggetti raffigurati e iscrizioni: Soggetto raffigurato sull'affresco principale, rivolto verso Nord / Nord-Est: Giudizio Universale: Cristo Giudice, seduto in trono fra le nubi, con la spada della giustizia nella mano destra ed il globo azzurro nella sinistra (in alto al centro); quattro angeli, fra cui uno intento a portare la colonna per l'edificazione del tempio del Nuovo Regno celeste (in alto a sinistra); quattro angeli, fra cui uno intento a portare la croce di Cristo e un altro intento a portare la colonna per l'edificazione del tempio del Nuovo Regno celeste (in alto a destra); schiera di sante donne, fra le quali s'intravedono degli attributi: una palma (simbolo di martirio), una croce e forse la tenaglia di Sant'Apollonia (a sinistra); schiera di santi uomini, fra i quali s'intravedono gli attributi di alcuni: il bastone con vessillo di San Giovanni Battista, le chiavi di San Pietro, la croce di Sant'Andrea (a destra);
Purgatorio e inferno
Quattro angeli con trombe (due al centro, sotto Cristo Giudice, e due ai lati: uno a sinistra ed uno a destra); numerose anime nude del Purgatorio e/o del Limbo, fra le quali (probabilmente) quelle di Adamo ed Eva (coperte di foglie); sullo sfondo altre anime, nude e sofferenti, distese sui campi a implorare misericordia (in basso a sinistra); anime all'Inferno, luogo che è rappresentato come una voragine a conchiglia e a mo' di barcone, e anime che stanno per entrarvi e condotte da mostruosi diavoli nudi con corna e lunghe code (in basso a destra).

STATO AL MOMENTO DEL RILIEVO
Conservazione della struttura: Tetto: buono. Muri: buono.; intonaco e pitture: Abbastanza buono: parte degli affreschi (relativi agli stemmi dei cantoni) si trova ancora sotto la calce; la parte scoperta è complessivamente in buono stato (in alcune parti si riscontrano degli scolorimenti). Interventi constatati: - Parziale asportazione della pellicola cromatica della parete con conseguente ritrovamento delle pitture (Lindo Domenighini, anni '80) - Piccoli ritocchi conservativi alle pitture (Buonvicini). Interventi auspicati: - Asportazione della pellicola cromatica (calcina) che copre parte delle pitture; - Parziale rinforzo dei pigmenti di colore. Osservazioni: - Dell'esistenza degli affreschi interni si sapeva sinora solo per sentito dire (vedi per esempio Piero Bianconi che riteneva ci fossero delle scene della Divina Commedia). Grazie all'asportazione della calcina di superficie compiuta con attenzione dal proprietario Lindo Domenighini negli anni '80, parte delle pitture è ora venuta alla luce.
Prima dei ritocchi conservativi del pittore Buonvicini, intrapresi dopo il rinvenimento delle pitture, si poteva anche
leggere sulla cornice inferiore la data indicativa del 1624: è molto probabile che gli affreschi risalgano al Seicento.


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