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Visualizzazione dei post con l'etichetta Disastri-sciagure-cataclismi

Fame!

Non é più un problema attuale, o almeno, non per il mondo occidentale. Soffrire o addirittura morire di fame da queste latitudini é impossibile, il problema é invece il contrario; cercare di non ingrassare troppo. Così mentre oggi ci permettiamo di non mangiare il cornicione della pizza o le verdurine che accompagnano la bistecca, fino a pochi anni fa la situazione era ben diversa. Una testimonianza indiretta giunge sempre dalla mia nonna: ogni volta che tronavo a casa dopo esser stato via per una settimana, vuoi per il servizio militare o perché studiavo al nord delle alpi, la prima domanda martellata a ripetizione era sempre la stessa: " Hai mangiato? Devo farti la qualcosa? Ma hai mangiato? " Questa sua domanda ripetuta in maniera quasi ossessiva mi da ad intendere che ai suoi tempi forse non era così scontato mangiare in maniera soddisfacente ogni giorno.  Morir di inedia. L’istinto di sopravvivenza ci porta a compiere atti bestiali, come la donna in secondo piano intenta...

La valanga di Anzonico

Per un airolese scrivere di una valanga che non sia quella del ‘51 é cosa tutt’altro che scontata. Va riconosciuto che la valanga del 19.1.1667 che colpì Anzonico fu senz’altri molto più cruenta, non solo per il numero delle vittime, nettamente superiore alla tragedia di Airolo, ma anche per la percentuale di popolazione colpita. Come leggeremo nelle cronache dell’epoca intere famiglie furono cancellate Due le testimonianze, la prima é quella del Rigolo, già incontrato tempo fa sempre come testimone della storia delle nostre vallate L'anno 1667 fu un verno così dolce fino agli 16 del mese di genaro che non solo la povera plebe viaggiava a piedi nudi ma non si vedeva neve di sorta alcuna neanche nella sommità dei più alti monti di quel distretto.  A di sedici di notte poi fino per tutto il diecisette calavano dal cielo sei braccia di neve così gravida d'acqua che per il peso grave rotollando dalla cima dei monti montagne di neve fino al fiume Ticino, tutto ciò che trovava sopra ...

La frana di Goldau, parte 1 - Il disastro

Per chi ha figli ed abita nella Svizzera centrale, Ticino compreso, sarà sicuramente capitato di portare i piccoli eredi al Tierpark di Goldau. Nel parco a colpire, oltre evidentemente agli animali che qui trovano alloggio, é la morfologia del terreno; si noterà infatti la presenza di enormi massi. Un importante indizio su questa insolita presenza si trova su un masso che separa la "parte vecchia" alla "parte nuova" del parco. In ricordo delle vittime della catastrofica frana del 2 settembre 1806  Tierpark Goldau Tipici massi presenti in tutta l'area del parco Siamo nel 1806 e alle 17 di sera di martedì 2 ottobre dalla montagna Rössberg si stacca una impressionante quantità di materiale  Sono bastati tre minuti per sconvolgere completamente la vita di diverse centinaia di persone e cambiare radicalmente il terreno nella lingua di terra che divide il lago di Lauerz al lago di Zugo Tre minuti per la più grande catastrofe naturale registrata in Svizzera. Area del d...

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