Tante volta si va a cercare “quel qualcosa” chissà dove per poi finire di scoprire di averlo sotto il naso a portata di mano. É il caso dei libri dei quali sto rivalutando quelli “poco impegnati”, leggeri insomma, tipicamente vicino alla cassa. Difficile resistere, un po’ come ai dolciumi strategicamente ubicati nello stesso posto nei supermercati.
Anche “Fiabe della Buonanotte politicamente corrette” non delude le attese. Riporto solo quei passaggi che mi hanno letteralmente fatto ridere, ma non sotto i bassi, o nella mente, proprio fisicamente con tanti di muscoli compresi
Come dire “fa ridere ma fa anche pensare”
Cappuccetto rosso
Mentre era in cammino, fu avvicinata da un lupo che le chiese cosa avesse nel cestino. Lei rispose: «Uno spuntino salutare per la nonna, anche se, essendo un'adulta matura, è senz'altro in grado di prendersi cura di sé».***
(…) il lupo replicò: «Sai, mia cara, non è prudente che una bambina se ne vada in giro da sola per questi boschi».
E Cappuccetto Rosso ribatté: «Ritengo estremamente offensivo il tuo commento sessista, ma lo ignorerò per via della tua tradizionale condizione di emarginato della società, una situazione stressante che ti ha spinto a sviluppare una visione particolare delle cose, del resto perfettamente valida. ».
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Cappuccetto Rosso entrò nella casetta e disse: «Nonna, ti ho portato uno spuntino privo di grassi e di sodio in segno di rispetto per il tuo ruolo di matriarca saggia e nutrice».
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Le sue urla furono udite da una persona taglialegna (o tecnico della legna da ardere, come preferiva essere chiamata) che passava lì davanti.
I vestiti nuovi dell’imperatore
(…) il genere di sudditi che vi piacerebbe avere; persone politicamente corrette, moralmente ineccepibili, intellettualmente brillanti, culturalmente tolleranti, e che non bevono, non fumano, non ridono alle battute sessiste, non guardano troppa tv, non ascoltano musica country e limitano il consumo di carni rosse.Raperonzolo
“Vi prego, risparmiatemi. Anche se una famiglia con un solo genitore è senz'altro accettabile, per favore non uccidetemi e non private il nascituro di una stabile struttura famigliare biparentale.”***
Quando vide Raperonzolo, la sua bellezza fisica superiore alla media e i lunghi capelli lucenti lo indussero a pensare, nella maniera tipica di chi mette al primo posto l'apparire, che la sua personalità dovesse essere altrettanto splendida. Questo non vuole affatto sottintendere che tutti i principi giudichino le persone soltanto dal loro aspetto, né negare a questo particolare principe il diritto di adoperare tali parametri.
Cenerentola
Un giorno a casa loro arrivò un invito. Il principe festeggiava lo sfruttamento dei contadini senza terra ed emarginati dando un ballo elegante. Le sorelle acquisite erano eccitatissime alla prospettiva di essere invitate a palazzo. Si misero a pensare ai costosi abiti che avrebbero adoperato per alterare e schiavizzare la loro naturale immagine corporea allo scopo di emulare un modello irrealistico di bellezza femminile.***
Davanti alla reggia erano allineate file e file di vetture; a quanto pareva, nessuno aveva pensato di servirsi del car sharing.
***
Ecco, pensò, una donna che potrei scegliere come mia principessa e ingravidare con la progenie dei nostri geni perfetti, facendomi invidiare da ogni altro principe nel raggio di miglia e miglia.
Ed è pure bionda!
Biancaneve
C'era una volta una giovane principessa di aspetto tutt'altro che sgradevole e con un carattere che molti giudicavano più piacevole di quello della maggior parte della gente. Era soprannominata Biancaneve, un appellativo rivelatore delle idee discriminatorie consistenti nell'associare qualità piacevoli o attraenti con i colori chiari, e qualità spiacevoli o non attraenti con quelli scuri.***
D'un tratto bussarono alla porta. Biancaneve aprì e si trovò davanti una donna cronologicamente dotata con un cestino al braccio. A giudicare dai vestiti, era palesemente libera dalle catene di un impiego regolare.
«Aiuta una donna dal reddito incerto, cocca», disse, «e compra una delle mie mele».
Biancaneve ci pensò su un attimo. In segno di protesta contro le multinazionali agroalimentari, si era imposta di non acquistare cibo da intermediari. Ma provò pena per quella donna economicamente emarginata, perciò disse di sì.
«Come fai a mantenerti così in forma?»
«Beh, medito, faccio step tre ore al giorno e mangio solo la metà di qualunque cosa mi venga messa davanti. Volete che vi mostri come fare?»
«Oh, sì, sì, ti prego», accettò la regina. E così cominciarono con trenta minuti di semplice meditazione hatha yoga, poi fecero un'altra oretta di step.
Pinocchio
Col tempo, però, avvertì il desiderio di trasmettere il proprio bagaglio di conoscenze a qualcun altro. Dato che le agenzie ufficiali giudicavano con sospetto l'adozione di un bambino da parte di un eremita di settantacinque anni economicamente emarginato, Geppetto decise di soddisfare il bisogno di compagnia a modo suo.***
«Ciao», disse la donna in azzurro alla persona di legno.
«D-dove sono?», chiese il burattino. «C-chi sei tu? Wow, sei una fata?»
Lei sospirò e rispose: «Sono un individuo che guarda caso è anche una fata. La mia personalità è troppo sfaccettata per poter essere resa in modo adeguato da una qualsiasi etichetta limitante. Non incasellarmi con i tuoi preconcetti su ciò che una fata dovrebbe essere o meno».
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«Aspetta, non ho finito. Il tuo naso si allungherà anche se: citi una fonte di notizie inattendibile; usi informazioni che sai essere non veritiere, fuorvianti o estrapolate dal contesto; usi un linguaggio offensivo, volgare o discriminatorio; ti appropri di una cultura non tua in uno sketch, una canzone, uno spettacolo o altra opera, artistica o accademica; oppure crei un ambiente di lavoro o di svago ostile tramite linguaggio, azioni o segnaletica».
***
«Il tuo commento sull'insetto era sgarbato, diffamatorio e specista. Non ha considerato la sua situazione.
Potrebbe essere arrivato qui a causa del cambiamento climatico, nel qual caso sarebbe un insetto profugo climatico. È una specie degna che è invasiva solo per caso».

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