É piuttosto raro che balzi all’occhio per prima. Ha da competere con simboli più illustri quali l’albergo, il museo Nazionale, il Monumento all’aviatore caduto, Suworow che attraversa le Alpi, il viandante, la cappelletta, la madonnina, i chioschi, il profumo di bratwurst e non da ultimo il laghetto. La stalla ottagonale oltretutto é piuttosto decentralizzata, passatemi il termine per un luogo come il passo del San Gottardo, ma a ben guardare rappresenta la vera particolarità, il trompe l’oeil di questo luogo leggendario. Se poi si cerca di immaginare che al suo interno prendessero posto fino a 47 cavalli e che la struttura é di due piani il fascino impenna. Vale quindi sicuramente la pena sacrificare 5 minuti della nostra esistenza per gettarci un occhiata.
Un singolare edificio
“Quel singolare edificio ottagonale dal ripido tetto ricoperto un tempo di scandole, quasi sempre chiuso, ora di proprietà del Patriziato di Airolo come cantina per il formaggio degli alpi circostanti, altro non è che la stalla per i cavalli costruita dopo la valanga del 10 aprile 1774. Lo Schinz, che [nel 1780] ne dà la pianta e la sezione, la definisce un capolavoro per la razionalità nella distribuzione dei posti per i cavalli, che erano ben 47 sistemati in uno spazio cosi limitato. Infatti sette erano disposti lungo ognuno dei sei lati sfruttabili e cinque venivano alla greppa fissata attorno alla colonna a muro situata al centro, cui si appoggia tutta la costruzione.”
Cronologia
1759 Costruzione di un edificato, di cui alcuni elementi sono stati recuperati e impiegati nella carpenteria del tetto dell’attuale stalla.1774 Una valanga si stacca dal Monte Prosa e distrugge la stalla dei cavalli dell’ospizio, il quale è a sua volta danneggiato.
1775 Viene documentato il primo attraversamento in carrozza del valico, da parte del geologo inglese Greville.
1775-‘76 Costruzione stalla ottagonale.
1907 ca Sostituzione della copertura in scandole con un rivestimento di lamiera zincata. In occasione di questo intervento viene anche intonacata la muratura a secco con malta di calce a rasa-pietra e eretti i tre muri divisori principali al piano terra.
1990 I venti eccezionali che si sono abbattuti nel febbraio del 1990 (tempesta Vivian) fanno crollare il comignolo del vecchio ospizio, situato a lato della stalla. Nella caduta, il comignolo danneggia gravemente la stalla creando uno squarcio di circa 4 x 4 m nel tetto e demolendo parte del solaio intermedio. L’ing. Filippini (studio di Ingegneria G. Balmelli + A. Filippini) viene incaricato dei lavori di recupero e restauro dovuti all’incidente. Il progetto di risanamento globale non viene però realizzato. Si provvede solamente alla posa di elementi sostitutivi a completamento della carpenteria del tetto danneggiata (travi tonde) e il rappezzo della copertura tramite fogli di lamiera zincata ondulata.
2008-’10 Il vecchio ospizio viene trasformato in un hotel. Il progetto è affidato allo studio di architettura Miller & Maranta (Basilea) e allo studio di ingegneria. Conzett Bronzini Gartmann (Coira). Oltre ad importanti interventi interni, è stata modificata la geometria del tetto al fine di unire in un unico volume
ospizio e cappella. La copertura è stata realizzata con bande sormontate in piombo..










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