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Confuciate

E anche Confucio ce lo togliamo di turno. A parte gli scherzi, riesce a far riflettere un comodo libricino tascabile da leggere nelle parentesi di pausa / attesa che la giornata propone. Giusto due parole su Confucio e poi via libera alle perle.

Confucio (in cinese Kǒng Fūzǐ, "Maestro Kong") è stato il più importante filosofo cinese dell'antichità, vissuto tra il 551 a.C. e il 479 a.C. La sua filosofia ha dato vita al confucianesimo, un sistema etico, politico e sociale che ha plasmato la cultura dell'Asia orientale per oltre duemila anni. 

I Princìpi Fondamentali del Confucianesimo

L'insegnamento di Confucio non è una religione, ma un'etica pratica focalizzata sull'armonia sociale e sul buon governo. 

Ren (Benevolenza): L'altruismo, l'empatia e l'amore universale verso gli altri esseri umani.

Li (Rito): Il rispetto delle norme sociali, dei rituali e delle buone maniere per mantenere l'ordine.

Xiao (Pietà filiale): Il profondo rispetto e l'obbedienza verso i genitori e gli antenati.

Yi (Giustizia): Il dovere morale di fare la cosa giusta per il bene comune.

Zhi (Saggezza): La capacità di distinguere il bene dal male attraverso lo studio costante

Le perle

Il Maestro disse: «Non ho mai rifiutato di insegnare a nessuno che mi portasse almeno un pacchetto di carne secca».

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Il Maestro disse: «Essere sostanzialmente esigenti con se stessi e poco con gli altri; allora si tiene lontana ogni animosità».

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Il Maestro disse: «Ciò che l'uomo superiore cerca, lo cerca in se stesso, mentre l'uomo dappoco lo cerca negli altri».

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Il Maestro disse: «L'uomo superiore non premia in base alle parole, ma non respinge un argomento a causa di chi lo sostiene».

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Zigong chiese: «Esiste un'unica parola che valga per tutta la vita dell'uomo?».
Il Maestro disse: «Essa è "reciprocità" (shu). Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».

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Il Maestro disse: «Chi non è modesto nel parlare ha difficoltà a mettere in pratica le sue parole».

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Il Maestro disse: «Non mi affliggo se non vengo assunto, ma mi affliggo di non possedere le qualificazioni necessarie. Non mi affliggo se gli altri non mi riconoscono, ma cerco di essere degno di riconoscimento».

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Il Maestro disse: «Accontentarsi di riso semplice, bere acqua, ed usare il proprio gomito come cuscino; la felicità sta anche qui. Le ricchezze e gli onori acquisiti senza rettitudine sono per me come nuvole fluttuanti».

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Zigong chiese chi fosse migliore fra Shi e Shang.
Il Maestro disse: «Shi va troppo oltre. Shang al contrario non è all'altezza».
Zigong insistette: «Allora Shi è migliore?».
Il Maestro replicò: «Eccedere equivale a difettare».

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Zigong chiese in che cosa consistesse l'amicizia.
Il Maestro disse: «Consigliare con lealtà e guidare con correttezza. Se non si riesce, si desista, ma non si perda mai la dignità».

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Confucio disse: «Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante».

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Il Maestro disse: «You, ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza».

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Il Maestro disse: «L'uomo superiore non cerca la sazietà nel mangiare né le comodità nella dimora. È veloce nell'agire ma cauto nel parlare. Frequenta chi segue la Via per correggersi.
Egli può dirsi amante del sapere».

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Il Maestro disse: «Il giovane sia filiale verso i genitori, in casa, e rispettoso verso i più anziani, fuori; sia prudente e nello stesso tempo sincero; trabocchi d'amore per tutti, ma frequenti i virtuosi; con le energie che gli rimangono si dedichi alla propria coltivazione».

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Il Maestro disse: «Se viaggiassi con altre due persone, certamente avrei acquistato dei maestri. Sceglierei quel che c'è di buono nell'uno per seguirlo, e quel che c'è di cattivo nell'altro per correggermi».

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Ji Wenzi rifletteva tre volte prima di agire.
Udito ciò, il Maestro disse: «Due volte era sufficiente».

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Il Maestro disse: «Errare e non correggersi significa veramente errare».

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Il Maestro disse: «Il migliore è colui che nasce con la conoscenza innata. Seguono coloro che acquistano la conoscenza attraverso lo studio. Vengono poi coloro che a fatica comprendono ma apprendono con lo studio. Infine sono ultimi coloro che comprendono a fatica e non si applicano
allo studio».

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Quattro erano gli insegnamenti del Maestro: la cultura, la morale, la lealtà e la sincerità.

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Il Maestro disse: «Il lusso porta alla ostentazione. L'avarizia alla mediocrità. All' ostentazione è preferibile la mediocrità».

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Confucio rispose che con una frase non si poteva provocare la rovina dello Stato, ma che tuttavia esisteva un proverbio che vi si avvicinava: «Non provo alcun piacere a governare se non nel fatto che nessuno può contraddire le mie parole».

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Il Maestro rispose: «Imporre la condanna capitale senza avere prima diffuso l'educazione è crudeltà. Voler vedere i risulțati senza prima avere avvisato è violenza. Dare ordini senza alcuna urgenza e poi pretendere in modo pressante è oppressione. L'avarizia nel donare o nel concedere una ricompensa è burocraticismo».

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Il Maestro disse: «Il popolo può essere indotto a seguire, non a comprendere».

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Yuan Rang se ne stava accovacciato.
Il Maestro disse: «Da giovane, non eri rispettoso verso gli anziani; da adulto, non hai compiuto nulla di rilevante; da anziano, non vuoi morire: è una vita da bandito!».
E col bastone gli colpì scherzosamente la gamba.

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Il maestro di musica Mian venne a visitarlo. Arrivato agli scalini, il Maestro gli disse: «Ecco gli scalini!».
Arrivati alla stuoia, il Maestro disse: «Ecco la stuoia!».
Quando tutti si furono seduti, il Maestro gli riferiva: «Caio è qui. Sempronio è là».
Quando il maestro Mian se ne fu andato, Zizhang domandò:
«È questo il modo di parlare con un maestro di musica?».
Il Maestro rispose: «Certamente, questo è il modo di venire in aiuto ad un maestro di musica cieco».

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