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La bandiera ticinese

Scagli la prima pietra chi non avrebbe pensato alla lotta liberali-conservatori nella scelta dei due colori della bandiera ticinese; liberali rosso, conservatori blu.
Tutto quadra, tutto torna, semplice no?

E invece no. Come spesso capita la soluzione apparentemente più logica non corrisponde alla realtà.

Trovo sia giusto che ogni buon ticinese, ma anche ogni buon "suddito" conosca l'origine della propria bandiera. Ma veniamo a quelle del ridente Ticino.

Lugano proclamò la propria indipendenza il 15 febbraio 1798; poco dopo, anche gli altri baliaggi meridionali, approfittando dello smantellamento dell’Ancien Régime, si liberarono dalla tutela dei propri signori. L'intero territorio fu incorporato nella Repubblica Elvetica e divenne poi il Cantone Ticino ai sensi dell'Atto di Mediazione del 1803.

Il nuovo governo cantonale incaricò una commissione di scegliere i colori cantonali. Il 26 maggio 1803, la suddetta commissione optò per il rosso e il blu, senza motivare la propria decisione. Ma la scelta si riferisce probabilmente agli stemmi delle principali città del cantone. Infatti, Lugano e Mendrisio, le prime due ad aver proclamato la propria indipendenza, hanno il rosso e il bianco, così come Bellinzona, che nel 1798 era diventata, come Lugano, un cantone della Repubblica Elvetica, mentre lo stemma di Locarno presenta il blu e il bianco. Il bianco è stato probabilmente scartato per evitare una confusione con la bandiera tricolore francese.

Allegoria della Repubblica e Cantone Ticino. Particolare della volta della sala del Gran Consiglio a Bellinzona, dipinta a tempera nel 1899 da Adelchi Maina (Ufficio dei beni culturali, Bellinzona; fotografia Stefania Beretta, Giubiasco).

Il parlamento cantonale si riunì per la prima volta il 20 maggio 1803 nel refettorio del monastero dei benedettini, prima di trasferirsi in quello delle orsoline ancora nello stesso anno. Solo con la soppressione del convento delle orsoline (1848) e la scelta definitiva di Bellinzona come capoluogo cantonale, quest'ultimo edificio nel 1881 divenne la degna sede del governo e del parlamento.

Uniformi della milizia cantonale del Ticino attorno al 1810, riprodotte con puntigliosa precisione per una collezione di divise militari. Ma stabilite le uniformi, bisognava poi trovare chi era disposto a indossarle, e i ticinesi, per molte ragioni, cercavano di schivare il servizio militare, designando a pagamento dei supplenti che, in qualche caso, dopo avere intascato il compenso, disertavano (Disegni acquarellati, Lugano, Archivio storico comunale).

Non si conserva alcuna bandiera risalente al periodo della creazione del cantone, ma una bandiera militare successiva di una decina d’anni mostra il rosso in alto e il blu in basso con un’iscrizione in lettere d’oro. Le incisioni dell’epoca della rivoluzione del 1839 presentano bandiere ticinesi divise in rosso e blu (cioè a divisione verticale), senza iscrizione. Sembra quindi che la disposizione dei colori sugli stemmi e sulle bandiere non fosse fissata con precisione. Per porre fine a questa imprecisione, il 6 ottobre 1930 il Consiglio di Stato promulgò un decreto che prescriveva la disposizione dei colori in orizzontale sulle bandiere e sulle fasce, e in verticale sugli stemmi, sulle coccarde e sulle bandiere sospese.


Note: I colori sono disposti orizzontalmente sulla bandiera, con il rosso in alto.
Nello stemma, il rosso deve trovarsi a sinistra rispetto all'osservatore (cioè a destra in termini araldici), mentre il blu deve trovarsi a sinistra in termini araldici.


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