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Passo di Gana Negra

É un cielo limpido quello che fa da sfondo al mio risveglio; un altro giorno da godere appieno. In programma una sconfinata in alta valle di Blenio. 

L’itinerario non é particolarmente impegnativo sulla carta. Il punto apice odierno é la salita al passo di Gana Negra. In seguito ridiscenderò verso Ghirone passando per l’alpe Bovarina lungo la valle di Campo

Sul bus salgono diversi muontain biker versione batteria, sono strafelice di sapere di non trovarmeli tra i piedi almeno nella prima parte della giornata. La salita alla Gana Negra é pedestre.

09:30 circa scendo finalmente dal bus. Dopo un breve tratto di salita leggera il sentiero impenna decisamente.

Sono solo 629m di salita ma vanno comunque rispettati, soprattutto tenendo conto che sono distribuiti su soli 2.7km

Il ritmo é buono ma in breve tempo inizio a sudare. Supero un altro escursionista . Mi giro spesso per guardare il panorama. In particolare la catena che separa valle di Blenio e Leventina

Tutto sulla destra il passo del Lucomagno 

629m non sono un particolare problema in questo momento della stagione ma va detto che tranne i metri iniziali e quelli finali il sentiero rampa bene. Più che dalla salita sono infastidito dal sole che a sprazzi mi riduce la visibilità. 

Oltre alle foto faccio in unica pausa di due minuti, giusto il tempo di trangugiare una delle due bevande isotoniche che mi porto puntualmente nel sacco. Sto bene e la salita in fin dei conti è goduriosa per i masochisti della fatica.

Il sentiero non é mai esposto, non dico e non penso nemmeno ad una parolaccia quindi possiamo classificarlo come un l T2.

Giunto in prossimità del passo trovo un capanello di escursionisti fermo, esattamente quello che non si spera mai di trovare, soprattutto in vetta o luoghi paesaggisticamente apprezzabili. Scatto alcune foto. In particolare il Focus va verso il passo delle Colombe esattamente di fronte a me, mi chiedo quali dei due é il più alto.

Completamente sulla destra il passo delle Colombe, poco più sulla sinistra, dall'altro lato dei Campanitt Pizzo Columbe il passo Sole mentre dal centro verso sinistra la lunga traversa che sale al passo Predelp. Tutti passi affrontati in un unica giornata anni orsono

Svelo l’arcano: Passo delle Colombe 2381, passo di Gana Negra 2433.
Dai miei ricordi mi rammento molta più fatica quando feci il passo delle Colombe, ma va detto che avevo alle spalle tutta la salita al Passo dell’Uomo e la discesa passando per il Lucomagno

La salita da Samprou al passo di Gana Negra

Anche un primo sguardo verso sud la valle di Blenio ha un non so che di magnetico. In primo piano si notano i primi scuri massi che danno il nome a questo passo

Per sbucare sulla val di Campo rimangono un centinaio di metri, il vero e proprio passo é li in fondo, dietro si intravedono già altre montagne…

Sono forse questi i momenti più belli, quando si sta per giungere dinnanzi un nuovo scenario, un nuovo dipinto di Madre Natura che potrebbe essere completamente diverso da quello del versante che ci apprestiamo a lasciare, e questa volta lo scenario é veramente per sognatori.

Ancora prima di andare a buttare lo sguardo sulla valle di Campi c’è da gustarsi il laghetto senza nome, siamo a 2433 metri di altezza. Temperatura e meteo sono semplicemente perfetti.


Il riflesso nel laghetto é l’immagine simbolo della giornata. In mezzo la bocchetta del passo da cui sono arrivato

Dopo alcuni minuti mi decido an andare a buttare un occhiata sulla valle di Campo che dovrò percorrere

La catena delle montagne sullo sfondo mi faranno compagnia fino all’arrivo a Ghirone. In particolare tutto a destra, con una lingua di neve l'Adula, la montagna più alta del Ticino. In basso a sinistra si intravedono i prati dell’Alpe Bovarina. Quello che cambia é lo scenario in primo piano, la gana é costituita da massi molto grandi e scuri. 

La discesa si presenta comoda, la prima parte  caratterizzata da questi blocchi scuri provenienti dal pizzo del Corvo che mi sovrasta e domina incontrastata sul passo

Pizzo del Corvo (3015) visto dal passo di Gana Negra

La salita da questo versante é più lunga ma decisamente più morbida. In poco tempo mi trovo in vista dell’Alpe, un annoiato pastore sta appiccicato al telefono, certo che la tecnologia ha un potere capillare ed arriva fin quassù. Alcune pozze nei pressi dell’Alpe aumentano la bucolicità


La presenza di veicoli a 4 ruote segna la ricomparsa di amabili mountainbiker. Nulla contro fino a qualche anno fa, ma con la comparsa delle biciclette elettriche c’è stata una invasione di bikers più o meno abili sui sentieri. Essere investito da un pensionato a bordo di queste armi su due ruote é un ipotesi che non mi sento di scartare completamente. 

Per fortuna ne incontro pochi, anche perché c’è ancora un tratto sotto la capanna bovarina che non é percorribile sulle due ruote. Ma prima ancora della capanna c’é modo di godersi un bel quadretto piante-fiume-prato-catena montuosa. Qui sarebbe il punto ideale per fermarsi un attimo a osservare e fare pensieri profondi o semplicemente a sentire l'acqua che scorre. Una nonna con il suo nipotino sono seduti in riva alla rongia. Sorrido.

Appena sotto la capanna bovarina. Ho un certo languorino e credo di essermi proprio meritato qualcosa da mettere sotto i denti.

Sulla sinistra la capanna, al centro in secondo piano il muro di cemento della diga del Luzzone

Dopo essermi rifocillato mi reco a pagare, solo allora noto la graziosa costruzione alle sue spalle 

Il sentiero entra poi in un bosco e dopo una ventina di minuti si sbuca sui vasti prati, si susseguono piccoli agglomerati di cascine, c'é vita ovunque, bambini in bici, mamme col passeggino, padri sempre intenti a sistemare qualcosa.

Ronch da Guald

Nel frattempo sono sbucato su una carrabile,  il traguardo é sempre più vicino. La diga si fa sempre più grande, ai suoi piedi Ghirone, dove prenderò la posta. 

Ho però ancora tempo di dare un occhiatina all'iconica chiesa di Campo Blenio, giusto per soddisfare la parte culturale che ogni giorno chiede di essere nutrita

Campo Blenio é villaggio di meno di 100 abitanti ha una chiesa parrocchiale molto bella dedicata a Sant'Agata e San Maurizio. La prima menzione documentaria del villaggio, che si trova ad un'altitudine di 1215 m, è del 1205. 

Non si sa quando fu costruita la prima chiesa di Campo Blenio. Quando San Carlo Borromeo visitò la chiesa romanica nel 1570, questo piccolo luogo di culto aveva due altari. Uno era dedicata a Sant'Agata, il secondo a San Maurizio. L'arcivescovo di Milano trovò anche un bel tabernacolo di legno che adorna la chiesa ancor oggi.

Se non fosse per la scritta potrebbero venire dei dubbi sulla persona raffigurata. La caratteristica canappia di San Carlo Borromeo é magicamente scomparsa

Poiché la strada per raggiungere a sud la chiesa matrice di Olivone, soprattutto in autunno e, ancor più, in inverno, era difficile e, talvolta, impossibile da percorrere, nel 1608, Campo Blenio fu eretta parrocchia indipendente per cui la comunità ha avuto anche un parroco proprio dal 1608 al 1961. Da quell'anno in poi, è il parroco di Olivone ad occuparsi dei fedeli di Campo.

Il tabernacolo di Campo Blenio. Il tabernacolo è un elemento centrale della liturgia cattolica e serve principalmente a custodire le ostie consacrate (il Santissimo Sacramento) dopo la celebrazione della Messa

Mentre la chiesa precedente, più piccola ed orientata ad oriente, risaliva all'I" secolo, quella attuale, rivolta a meridione, fu edificata verso la fine del XVI° secolo, mentre l'impressionante campanile tardo romanico risale probabilmente al XIV° secolo. La chiesa, molto importante per la comunità di Campo Blenio, deve ormai essere urgentemente restaurata.

L'attuale chiesa di Campo, che risale alla fine del XVI secolo, dispone di interni di sorprendente ricchezza. Sulla parete sinistra, per esempio, ci sono affreschi votivi del 1621 con raffigurazioni del martirio di Sant'Erasmo e di San Carlo Borromeo, che visitò anche Campo Blenio. 

Il martirio di Sant'Erasmo. Pensateci bene prima di lamentarvi 

Sulla volta del coro di sinistra sono raffigurati gli Evangelisti e nel coro di destra Sant'Antonio e degli angeli che suonano strumenti musicali. Sulla parete anteriore del coro di sinistra, dove oggi si trova l'altare, è affrescata la crocifissione di Gesù con Maria SS e San Giovanni.

Nella chiesa parrocchiale di Blenio, si combinano la semplicità architettonica di un edificio sacro di montagna e la ricchezza impressionante del suo arredo interno, che non ci si aspetterebbe in un villaggio che, un tempo, era considerato come disperso e, addirittura, irraggiungibile.

Dopo San Carlo, gli arcivescovi di Milano visitarono con regolarità anche le Tre Valli che facevano parte dell'Arcidiocesi lombarda. A Campo Blenio, nel 1673 e nel 1712 furono fondate la Confraternita del Santissimo Sacramento e quella del Rosario con lo scopo di rendere i fedeli più partecipi alla liturgia e incoraggiarli a ricevere i sacramenti, contribuendo alla pratica di fede e alla vita morale dei parrocchiani con la guida autorevole del parroco

Raccolgo ancora delle testimonianze sulle catastrofi capitate nella regione
 

Campana dell'oratorio della St.ma Trinità distrutto dall'alluvione nel settembre 1927,ritrovata durante i lavori di arginatura del fiume della Val di Campo nel 1979. [t IHS MATER GRATIAE 1902]

Mi sono trattenuto troppo a lungo, devo correre verso Ghirone per non perdere il bus

Ho maniera di rivolgere lo sguardo verso pian Geirett ai piedi della Greina. Non posso soffermarmi ulteriormente, devo addirittura correre per non perdere il bus. La promessa però é quella di sempre: ritornerò



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