Per farla breve: Suvarov arriva da sud per rinforzare Korsakoff a Zurigo ma quando arriva a Flüelen cambia piani e decide di deviare verso Bürglen. Da qui si inerpica sul Kinzig per poi scendere a Muotathal. Ma anche qui trova lo sbocco della valle verso Svitto sbarrato dai francesi e si ritrova quindi bloccato. Altra deviazione stavolta verso Glarona via il Pragelpass per poi giungere su Glarona ed essere di nuovo respinto. Si dovrà ricorrere alla terza deviazione, l’ultima, il passo del Panix che sarà anche quello che si rivelerà il più drammatico da superare. Ma facciamo uno step indietro.
Leggendo che sul Kinzig Suvorov fu portato (in spalla? Su una brigantina?) dai contadini dal passo fino al fondovalle mi consola, mettendomi nei loro panni, io che trasporto un sacco di ultima generazione con qualche kg di peso dovrebbe essere un inezia a confronto.
Stesso dicasi, se non meglio ancora, per il Pragel dove 1500 prigionieri francesi catturati dai russi di Suvarov furono costretti a percorrerlo a piedi nudi (!). Li penserò ad ogni passo mentre affronterò la salita. Sì perché la scelta cade sul Pragel, il Kinzig non so ancora se affrontarlo da Biel e inoltre presenta alcuni tratti potenzialmente esposti, il Panix merita qualche riflessione ulteriore perché sulla carta ancora più impegnativo.
Suvarov. Ma quante ne pensi birbante?
Svolgimento
Stazione dei bus a Svitto, 08:04
Il bus si riempie molto velocemente, c’è tantissima gente con il sacco in spalla. La speranza é che la maggior parte di loro (per non dire la quasi totalità) scenda prima dí Muothatal per avventurarsi sulla Stoos. Il passo del Pragel, oltre a essere piuttosto duro dal lato fisico, é molto meno attrattivo della gialla cabina che viene puntualmente accolta da un “oooooooh” quando viene intravista per la prima volta
“Oooooooh”
Storia del Pragel
La valle montana, selvaggia e frastagliata, dello Starzlenbach sul versante di Svitto, con il Passo del Pragel, costituiva già nell’Alto Medioevo una via di collegamento con la valle del Klöntal sul versante di Glarona. Il confine naturale dello spartiacque sul passo fu superato molto presto dagli abitanti di Svitto e utilizzato come pascolo alpino fino alla parte più interna di Richisau.
Sguardo verso il Pragel dal versante glaronese.
Primi campi in territorio di Glarona, ben più in basso dello spartiacque ideale sul passo del Pragel.
L’allevamento del bestiame e la produzione lattiera rivestivano un’importanza vitale per il commercio e l’esportazione. La spinta espansionistica degli abitanti di Svitto portò naturalmente qui, come altrove, a tensioni di cui persino la Dieta federale dovette occuparsi nel 1417-1418.
Capre rigorosamente svittesi poco distanti dal passo del Pragel
Nel XVII secolo la disputa sui confini si riaccese e, di conseguenza, il Landammann di Uri Johann Franz Schmid dovette intervenire come arbitro. Solo nel 1680, con la «Marchenbrief», fu definitivamente stabilita la linea di confine tra Glarona e Svitto. Ancora oggi si fa riferimento alla «Klöntal rubata», sebbene in modo più che altro umoristico.
Il Passo del Pragel acquisì importanza storica grazie al generale russo Alexander Suvorov, il quale nel 1799, con il suo esercito sconfitto, dall’Italia settentrionale, passando per il Passo del San Gottardo, Altdorf e il passo del Kinzig giunse nella valle di Muota durante la sua ritirata e da lì attraversò la valle del Klöntal (Glarona) per tornare infine in Russia.
Durante la Seconda Guerra di Coalizione, tra il 29 settembre e il 4 ottobre 1799, circa 15'000 soldati russi e austriaci al comando del feldmaresciallo Alexander Suvorov si ritirarono attraverso il passo verso il cantone di Glarona, scontrandosi con le truppe francesi guidate dal generale di brigata Gabriel Molitor.

Il percorso di Suvarov nelle alpi svizzere
Sebbene non sussistessero particolari difficoltà del terreno o problemi geologici, i progetti per la costruzione di una strada attraverso il Passo del Pragel (1766-1908) fallirono. Anche un progetto per una ferrovia a scartamento ridotto (1911). Solo nel 1939 il Parlamento federale approvò la sovvenzione di una strada per il trasporto merci. Il tratto glaronese fu completato nel 1940 e quello svittese, con l’aiuto dell’esercito, nel 1978. Nel 1981 il Tribunale federale confermò un divieto di circolazione nel fine settimana per i veicoli a motore, emanato dal Consiglio di Stato glaronese nel 1978, che tra Klöntal e Hintere Richisau è ancora oggi in vigore. L’ampia zona circostante il Passo del Pragel, con la foresta vergine di Bödmeren, la Silberen, la Charetalp ecc., ha molto da offrire a tutti gli amanti della natura. Anche i ciclisti trovano pane per i loro denti, anche se a costo di molte gocce di sudore.
Partenza dal monastero
Decido di partire simbolicamente dal monastero in cui Suvarov passò qualche giorno
In secondo piano il convento. Alle sue spalle a destra la via per il Pragel
Il 27 settembre Suvarov giungeva al convento di Muotathal proveniente dal Kinzigpass
Suvorov si mostrò piuttosto scosso. Doveva affrontare i 60.000 soldati di Massena con 20.000 uomini; era intrappolato in una valle angusta, tra montagne quasi invalicabili; i francesi gli bloccavano l'accesso alla parte centrale del Paese; e i suoi soldati erano affamati, stanchi e congelati, con munizioni in esaurimento.
Il 29 settembre, nel corso di un consiglio di guerra, annunciò:
«Non mi resta che la speranza nel Signore Onnipotente, nel coraggio e nell'abnegazione delle mie truppe! Siamo russi! Dio è con noi!! Salvate l'onore della Russia e del suo zar! Salvate il figlio del nostro imperatore!»
Dopodiché si gettò in lacrime ai piedi del granduca. Fu deciso di abbandonare il proposito di dirigersi a Svitto per muovere invece ancora verso est, oltre il passo di Muotathal verso il passo del Pragel e quindi per quello del Klöntal, per riunirsi al generale Linken a Glarona e, se possibile, puntare poi su Sargans costeggiando a sud il lago di Walenstadt.
Nonostante le faticosissime marce effettuate e i combattimenti già sostenuti, l'armata di Suvarov si mosse immediatamente verso il passo. Per primi avanzarono gli austriaci di Auffenberg seguiti dai russi di Bagration; alle truppe di Andrei Rosenberg, poste in retroguardia, fu ordinato di proteggere l'armata da attacchi che potessero arrivare da ovest, da Svitto attraverso il Muotathal, mentre la forza principale marciava verso est per il passo del Pragel.

Ho avuto modo di dare un occhiata al percorso nelle settimane passate. Destano qualche preoccupazione i primi km con una pendenza accentuata.
E infatti i primi km c’è da soffrire, dopo un paio di km relativamente piani in corrispondenza delle gole si inizia decisamente a salire. Sudo subito tantissimo, il sentiero taglia per i prati e non dà tregua. Inoltre ci sono tanti insetti che mi infastidiscono in continuazione

Una delle innumerevoli stalle che incrocio salendo.
Non ho ancora trovato una fonte d’acqua, con me ho quasi due litri di liquidi destinati a finire presto. L’inizio si sta rivelando molto impegnativo. Continuo a ripetermi che i prigionieri francesi l'hanno percorso a piedi nudi.
Abitazione dal sapore molto antico
La pietraia
Studiando il percorso ho notato che c’è un tratto su una sassaia, osservando le montagne circostanti si intuisce subito dove sia il tratto interessato
Il sentiero in questo tratto di un km circa é molto particolare in quanto c’è una specie di via centrale con blocchi di pietra allineati per facilitare il passaggio, e per fortuna! Una sassaia come questa avrebbe richiesto molto più tempo e soprattutto energie per il suo attraversamento .

Quello che più conta é che quando raggiungo questo tratto le grandi salite (con forte pendenza) sono finite. Giungo alla fine del tratto e mi volto ancora una volta,
La dietro, in basso nella valle si intravede il villaggio di Muotathal da dove sono partito stamattina.
Il peggio dovrebbe essere passato
Verso il passo
Il sentiero ora si immette nella carrabile e di conseguenza sale più dolcemente. Si entra in una vallata dove dei fortunati cavalli pascolano in un ambiente fresco e pacifico
In fondo la strada ricomincia a salire. Un cartello indica ancora 40 minuti al passo. Sono in anticipo di circa un ora rispetto al carrello incrociato alla partenza
L’ultimo tratto presenta una lungo falso piano (più falso che piano). Il passo é appena dietro l’angolo. Una chiesetta sulla sinistra (visitata, nulla di eclatante)
Girato l’angolo mi ritrovo un ristorante ben frequentato, già, un’altra carrabile arriva fino al passo e un comodo posteggio permette agli escursionisti di giungere in vetta comodamente con l’aria condizionata a palla e il sapore di vaniglia dell’arbre magique nelle narici. Poi se non bastasse possono inforcare la bicicletta, rigorosamente elettrica, che richiede lo sforzo maggiore nel caricarla e scaricarla in macchina.
Scorgo delle capre all’ombra sotto l’elastico per i bambini. Loro le saluto. Il passo é ufficialmente un centinaio di metri più avanti, una collinetta con un monolite per ricordare i soldati che hanno costruito la strada nel '74 svetta. Ci salgo e do un occhiata in giro
In direzione di Muothatal
Cerco e riesco poi a fare una foto panoramica del passo
Panoramica sul passo: a sinistra sguardo verso Muotathal, a destra verso Glarona
Eccomi finalmente giunto. Dopo averlo pensato a lungo raggiungo il passo. Pensando ai soldati passati di qui posso immaginare la loro fatica e il dolore, specialmente i prigionieri scalzi.
Torniamo all'esercito di Suvarov: appena giunti al passo del Pragel, ci fu uno scontro tra i primi e i francesi di Molitor che impedirono loro di passare. Arrivando nel pomeriggio, Bagration, che si mostrò «
indignato nel vedere gli austriaci arretrare davanti a un pugno di uomini», capovolse le sorti della battaglia ricacciando indietro i francesi e offrendo loro la possibilità di arrendersi. Ignorava che Auffenberg aveva già inviato un analogo ultimatum a Molitor e che questi aveva rifiutato rispondendo sdegnosamente:
«Dite al vostro comandante che la sua proposta è temeraria. Egli ignora dunque che il suo appuntamento con Korsakov e Hotze è saltato? Ho sconfitto io stesso Jellachich e Lincken che ora sono bloccati a Glarona. Il maresciallo Suvorov è circondato da tutti i lati. Sarà proprio lui quello costretto ad arrendersi!»
(Molitor a Auffenberg e Bagration)
Storia di una mucca
Questa celebre immagine è una caricatura storica intitolata "Storia di una mucca svizzera" (Geschichte einer Schweizer Kuh), realizzata nel 1801 dal caricaturista, scrittore e pittore svizzero David Hess.
L'opera è una satira politica incentrata sulla Guerra della Seconda Coalizione (1799), durante la quale la Svizzera divenne un brutale campo di battaglia conteso tra le grandi potenze europee.
L'illustrazione rappresenta graficamente il modo in cui il territorio e le risorse svizzere venivano depredati dalle forze d'occupazione straniere: La mucca al centro: Simboleggia la Svizzera (all'epoca Repubblica Elvetica), un paese storicamente neutrale ma geograficamente vulnerabile, ridotto a una risorsa da sfruttare.
I soldati sulla sinistra (in blu): Rappresentano le truppe francesi della Repubblica Francese. Vengono mostrati mentre tirano la mucca per la coda e confiscano le risorse locali (requisizione).
I soldati sulla destra (in verde e blu con berretti alti): Rappresentano le truppe russe guidate dal generale Aleksandr Suvorov, alleate con gli austriaci. Sono raffigurati mentre bloccano la mucca frontalmente per saccheggiarla e spingerla dalla loro parte.
In sintesi, il disegno di David Hess critica aspramente l'ipocrisia della guerra, mostrando come
entrambe le fazioni opposte – sia i francesi con il pretesto di portare la "libertà", sia i russi con quello di "liberare" il territorio – abbiano finito solo per spogliare e distruggere l'economia rurale e la popolazione svizzera.
Lago Klöntal
Suvorov non ebbe il tempo di rendersi conto della gravità della notizia che le truppe di Bagration ripresero l'assalto contro i francesi, i quali, dopo il tramonto, furono costretti a ritirarsi verso il lago di Klöntal, dove molti nella fuga annegarono ma dove il generale francese ebbe anche modo di riorganizzarsi e disporre meglio le sue truppe per affrontare gli avversari.
Inizio la discesa verso il menzionato lago di Klöntal che si rivela mediamente impegnativa ma dagli scenari spettacolari.
Mentre mi chiedo quando si vedrà il lago all'improvviso sbuca piccolissimo, siamo ancora in territorio di Svitto
Esattamente al centro una macchioina azzurra: l'obiettivo odireno. il lago di Klöntal
Il sentiero é variato e scende senza particolari problemi. In poche ore mi ritrovo al suo cospetto
e infine sulle sue rive. C'é un campeggio molto frequentato
Molte persone stanno facendo il bagno nel lago, si intuisce che per diverse decine di metri verso la riva il livello dell'acqua non si alza. L'acqua nei primi metri é piuttosto sporca per poi assumere quel bel colore che ho potuto osservare dall'alto mentre scendevo.
E pensare che durante gli eventi che hanno portato qui le armate russe e francesi diversi soldati sono annegati
Le truppe russe del generale Suvorov lungo il lago del Klöntal all'inizio di ottobre del 1799. Acquaforte realizzata da Ludwig Hess (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). Dopo il fallito congiungimento con l'esercito del generale Aleksandr Korsakov, sconfitto durante la seconda battaglia di Zurigo, le truppe di Suvorov dovettero ripiegare verso Glarona
Oltre il lago Klöntal
L'avanguardia di Bagration passò la notte tra il primo e il 2 ottobre attorno a Glarona, ma solo il 4 ottobre tutta l'armata poté ivi riunirsi e lo stesso giorno Suvorov convocò un nuovo consiglio di guerra.
Bagration guidò i suoi battaglioni in quattro disperati assalti contro l'artiglieria francese, ben piazzata sulla strada e sulle rocce che la dominavano, e subì gravissime perdite; nel frattempo il tempo peggiorò, cominciò a cadere del nevischio, e i russi si ritirarono per la notte, che passarono al gelo essendo stato loro proibito di accendere fuochi, e ancora una volta patirono la fame.
Bagration, pur sofferente per una ferita alla coscia, riorganizzò le sue truppe col favore delle tenebre e continuò a incoraggiarle:
«Dobbiamo aspettare e il Signore verrà in nostro soccorso; passeremo la notte a Glarona. Non appena lo ordino, dovete attaccare immediatamente!»
(Bagration alle sue truppe)
Lo scontro riprese la mattina del 1º ottobre con la carica dei russi di Bagration che lanciò un attacco, condotto dal tenente colonnello Giorgio Giovanni Zuccato, utilizzando due battaglioni, quattro compagnie austriache e circa 200 cosacchi appiedati al fine di occupare alcune rupi che dominavano, quasi a precipizio, il fianco destro del nemico. Da lì le truppe russe, scoperte da alcune pattuglie francesi, esposti al fuoco nemico, andarono all'attacco assalendo le truppe francesi con le baionette, mentre più in basso le truppe di Derfelden attaccarono il nemico di fronte costringendolo ad arretrare ulteriormente.
Molitor, dopo un'accanita ma breve resistenza, preferì ritirare le sue truppe sulle colline vicine per riorganizzarsi lungo il corso della Linth, approntando una serie di linee di difesa tra Netstal, Näfels e Mollis, nella parte settentrionale del Canton Glarona, distruggendo il ponte a Netstal e mantenendo il controllo delle restanti vie di comunicazione tra Näfels e Mollis.
Molitor alla battaglia di Näfels
Molitor riuscì ad impedire che le due forze giungessero a contatto. In seguito, Molitor riuscì a porre una strenua ma molto efficace difesa a Näfels, bloccando ripetutamente la strada di Suvorov verso la Linth, dove attenda di incontrarsi con il generale von Hotze, forzando l'esercito russo ad abbandonare i propositi iniziali.
La conquista di Glarona si rivelò il limite delle possibilità di Suvorov, che preferì non tentare di avanzare ulteriormente.
L'impresa di Molitor, che aveva portato alla definitiva ritirata delle forze russe dalla Svizzera, e poi dall'intero conflitto, fu ampiamente lodata, sia dal Direttorio, sia dal generale Massena, sia dalla popolazione svizzera.
Gabriel Jean Joseph Molitor
Concludo con alcuni dati di questa traversata che si é rivelata meno impegnativa del provisto. Mi ha colpito la forte presenza di protagonisti, ma avrei dovuto metterlo in conto dato che tutto il passo é percorribile con delle vetture. Rimane il gusto di aver svelato un altro tassello dell'epica traversata di Suvarov nelle Alpi
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