Passa ai contenuti principali

Motivazioni per festeggiare il proprio compleanno - parte 2 - Il Dio di lamiera

Il tragitto in postale tra Mesocco e Roveredo dura pochi minuti, non c'é nemmeno il tempo di sentiere le emozioni della prima tappa scendere che già si giunge nella ridente capitale della Moesa. 

Roveredo

Roveredo ha preso il suo nome dai folti boschi di rovere che lo circondano. Negli antichi documenti troviamo spesso le impronte del sigillo di Roveredo. Il più antico porta la data del 1615 e non rappresenta altro che un rovere con sei rami, tre per lato, armonizzati in uno stemma. Attorno sta la dicitura “Sigilium Roveredi Comunitatis”.

Roveredo (GR): casa Zuccalli con i suoi graffiti risalenti alla metà del sedicesimo secolo. Nella foto il graffito presente sulla facciata della casa risalente alla metà del sedicesimo secolo riscoperto e restaurato. Al primo piano, dopo un restauro parziale eseguito dal restauratore Marco Somaini nel 2004, possiamo ammirare il dio greco Hermes dai piedi alati, messaggero degli dei e protettore dei mercanti (il dio Mercurio romano) e il piccolo Eros con Afrodite, dea greca dell’amore, della bellezza e dell’erotismo (la dea romana Venere). Il resto del registro centrale illustrerebbe una battaglia campale tra cavalieri in armatura e satiri greci (i fauni romani), esseri semidivini dei boschi, con sembianze umane ma orecchie, coda e zoccoli di cavallo o di caprone.

Il Dio di lamiera

Avendo dimenticato il libretto con le indicazioni a casa mi informo brevemente sul primo obiettivo: la chiesa di lamiera.

La chiesa inglese in lamiera è stata costruita nel 1913 a Morschach e poi spostata a Roveredo nel 1947. Dal 1976 è di proprietà privata ed è stata usata come magazzino.

La chiesa dà direttamente sulla strada che dal centro porta alle campagne a sud del paese, impossibile non vederla 

Stato della chiesa al mio passaggio il 30.09.2025

C’è parecchio trambusto sul posto, fervono lavori, é un cantiere in piena attività quelli che mi trovo davanti.
Come spesso accade non mi accontento di una rapida occhiata dall’esterno ma decido di avventurarmi all’interno. Trovo il padrone intento a lavorare alacremente ma mi dedica circa 15 secondi della sua vita consegnandomi un micro depliant.

Chiese di lamiera

Le chiese di ferro Humphreys sono edifici religiosi prefabbricati e trasportabili, fatti dalla ditta Humphreys di Knightsbridge, Londra, che usava rivestimenti in ferro zincato ondulato. Questi “tabernacoli di latta” venivano venduti in kit per l'esportazione e dovevano essere soluzioni temporanee fino a quando non si potevano costruire chiese permanenti. Un esempio è la chiesa di Santa Maria Maddalena, che servì la cappellania di Axenfels in Svizzera dopo essere stata costruita nel 1913.

Cosa non si studiano per farsi soldi a palate

Qui si può fare un viaggio virtuale nella chiesa di lamiera di Kilbrunn: Costruita nel 1863, una chiesa in lamiera ondulata nel nord-ovest di Londra ha cambiato look negli anni '50, quando l'interno è stato trasformato per assomigliare alla nave scuola Bicester.

Una chiesa di ferro galleggiante negli anni '40 dell'Ottocento, quando alla Chiesa Libera di Scozia spesso non era permesso usare i terreni per costruire le proprie chiese.

Il viaggio incredibile di una chiesa inglese a Roveredo

Nei Grigioni c'è l'unico esempio svizzero di «tin tabernacle».
Costruita a Londra, la «chiesa di latta» è stata usata dai turisti britannici sul Lago dei Quattro Cantoni dal 1913. Poi è stata spostata di nuovo, questa volta nella Mesolcina.

Un sacco di aziende facevano affari con questi edifici trasportabili fatti di elementi prefabbricati in legno e rivestiti di lamiera ondulata. Praticamente tutte avevano anche chiese nel loro programma. Uno dei principali produttori era Humphreys, nel quartiere londinese di Knightsbridge. I suoi prodotti potevano essere ordinati anche dal catalogo del famoso grande magazzino Harrods. Una chiesa di questo tipo si trova oggi nell'angolo più meridionale dei Grigioni, a Roveredo. Come è arrivata lì?

Si dice che un tempo in tutto il Paese ci fossero circa 70 chiese di questo tipo.

Direttamente dal catalogo

L'attuale proprietario dell'edificio, Gabriele Stanga, figlio del famoso ex granconsigliere e presidente del Cantone Piero Stanga, le mostrò ciò che restava dell'antica chiesa di St. Mary Magdalene. La ricercatrice amatoriale era allo stesso tempo entusiasta e sconvolta da ciò che vedeva. Quello che si trova alla periferia di Roveredo è chiaramente un edificio sacro inglese, anche se il piccolo campanile che originariamente decorava il frontone è stato trasformato in una conigliera. La navata, con i suoi circa 7 metri per 15, è decisamente più spaziosa di una piccola cappella e la struttura, nonostante l'usura del tempo e alcune finestre rotte, appare fondamentalmente solida. 

La regina Vittoria dà il via al boom edilizio

Sorprendentemente, la storia inizia sul Lago dei Quattro Cantoni. Con l'arrivo dei turisti britannici, non da ultimo dopo la visita della regina Vittoria nel 1868, era iniziato un boom edilizio di grandi alberghi. Uno di questi era l'Hotel «Axenfels», inaugurato nel 1874, costruito sopra Brunnen su un altopiano roccioso con vista sul Rütli.

Hotel «Axenfels»

 Ma come in altre località turistiche, gli ospiti inglesi, oltre alla piscina, al campo da golf e da tennis, presto chiesero anche una chiesa tutta loro.

Poster della ferrovia Brunnen (in basso a sinistra) Morschach
La gorssa costruzione tutta a destra é l'hotel Axenfels

Il proprietario dell'hotel mise a disposizione un appezzamento di terreno e un ufficiale britannico in pensione di nome George Anson Hillyard fondò un comitato per la costruzione.
Egli stesso aveva prestato servizio in India e Birmania e probabilmente conosceva bene le pratiche «chiese di lamiera» di quei luoghi. 

Queste chiese sono un prodotto della rivoluzione industriale in Inghilterra, rese possibili dall'invenzione della lamiera ondulata intorno al 1820 e, più tardi, dalla zincatura. I «tin tabernacles», come venivano chiamati popolarmente, erano particolarmente diffusi nelle colonie. A Melbourne, in Australia, se ne contavano diversi, alcuni così grandi da poter ospitare fino a 1000 fedeli.

Pagina da un catalogo Humphreys, che mostra disegni per interni simili a quelli della chiesa di Axenfels. Immagine: per gentile concessione di Nick Thomson.

St. Mary Magdalene Church

Hillyard ordinò la chiesa per l'«Axenfels» nella primavera del 1913 da Humphreys a Londra e già il 2 agosto dello stesso anno fu consacrata come St. Mary Magdalene Church. Una delle società missionarie della Chiesa d'Inghilterra aveva contribuito con un prestito di 400 sterline. Al valore attuale, sarebbero circa 52.000 franchi. A questo si sarebbero aggiunte anche delle donazioni. Ma gli ospiti dell'hotel non hanno potuto godersi a lungo la nuova offerta, perché presto scoppiò la prima guerra mondiale. Ci volle fino al 1924 perché tornasse la domanda da parte dei turisti inglesi. 

Chiesa di Santa Maria Maddalena, Axenfels, circa 1925. 
Foto Bodleian Libraries, Università di Oxford

Ma l'hotel non riuscì mai più a rimettersi in piedi. L'ultima funzione anglicana a St. Mary's si tenne probabilmente nell'estate del 1938. Dopo l'alloggiamento dei militari durante la seconda guerra mondiale, l'«Axenfels» era in condizioni così pessime che nel 1947 si decise di demolirlo.

Il parroco Ludwa e i giovani

Poco dopo entrano in gioco i Grigioni. Infatti, la chiesa, anche se costruita proprio accanto all'hotel, non fu demolita insieme a esso. Fu invece venduta nel marzo 1949 a Don Riccardo Ludwa.
Non si sa come il parroco cattolico di Roveredo, che rimase in carica fino agli anni Ottanta, venne a conoscenza dell'edificio. In ogni caso, la comprò per 5000 franchi e la fece trasportare nella sua parrocchia.

Su «Il San Bernardino» che racconta l'inaugurazione del «nuovo magnifico salone oratorio» il 28 dicembre 1949. Ludwa ha usato l'edificio fino alla fine degli anni Sessanta per le attività giovanili della chiesa, nelle quali era molto coinvolto. 

Il San Bernardino, Volume 55, Numero3, 21 gennaio 1950

Nel 1976 l'ex chiesa con il terreno viene venduta a Piero Stanga.
A parte le prove della banda locale, l'edificio è stato usato sempre meno col passare del tempo.

Una coppia di artisti promette di salvarla

Nel 2018, grazie a Conrad, l'Heimatschutz grigionese ha scoperto la «chiesa di lamiera» e ha chiesto di conservare questo «oggetto davvero unico», come scrive lo storico dell'arte Leza Dosch nel rapporto annuale. La famiglia Stanga era pronta a cedere gratuitamente l'edificio se qualcuno lo avesse smontato e ricostruito altrove. Per molto tempo non è successo nulla, ma da poche settimane ci sono nuovi proprietari e la chiesa rimane al suo posto. 

Il duo di artisti zurighesi Vera Veronesi e Daniel Höpflinger, che da anni partecipa alla mostra di sculture «Open Art» a Roveredo, era alla ricerca di un luogo dove conservare il proprio patrimonio artistico. L'associazione Magma da loro fondata ha ora firmato un contratto di diritto di superficie a lungo termine con Stanga: il «tin tabernacle» sarà restaurato con cura e utilizzato come magazzino espositivo e per soggiorni artistici. 

Al mio passaggio l'ex oratorio é un cantiere in piena attività.
È l'esatta facciata della foto precedente

Nel 2022 l'associazione magma ha preso la chiesa in lamiera con diritto di superficie. Verrà ristrutturata con cura e ci sarà anche un pergolato coperto che servirà da laboratorio e cucina all'aperto.

Una parte della chiesa ospita il lascito artistico di VeronesiHöpflinger. Inoltre, la chiesa offre uno spazio dove le menti creative possono prendersi una pausa.

Quindi questo che era un luogo di culto diventerà un luogo d’arte


Mi giro un ultima volta a osservare la costruzione mentre mi avvio verso la prossima tappa, sarebbe stato facile passarci semplicemente da parte "oh toh, va che curiosa costruzione" e proseguire verso la prossima tappa.

Sarebbe stato altrettanto facile limitarsi a fare un paio di foto. E invece no. La fortuna della presenza del cantiere mixata alla fortuna di essere uno curioso che non si accontenta ho potuto immergermi nella storia di questa chiesetta giunta da lontano con alcuni traslochi alle spalle e diverse fasi, più o meno gloriose alle sue spalle.

Potenziale motivazione per autocelebrarsi e/o celebrare la vita Nr.04: Arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, farsi guidare alla ricerca del Dio di lamiera che si nasconde in ogni oggetto che abbia una storia; per far tutto questo occorrono passione, curiosità e tempo. Il proprio compleanno può essere visto come un preziosissimo ritaglio di tempo da sfruttare al massimo, quale regalo più grande ci possiamo fare se non quello di regalarci, di metterci a disposizione del tempo per coltivare le nostre passioni? Solo chi ne é privo non ne afferra il valore : Motivazione accettata

Sorrido mentre scorgo un garage in lamiera mentre sto per giungere alla prossima tappa, da oggi le costruzioni in questo materiale avranno un altro gusto per me. 
Ed é col sorriso stampato in faccia che giungo alla terza tappa del mio percorso odierno

Commenti

Ripescati dall'archivio