Pare che un tempo gli oschesi fossero guardati dagli altri leventinesi un po' come i belgi dai francesi, oggetto di barzellette e storie amene, tanto che Osco è finito sull'"Atlante del folklore svizzero" tra i "villaggi degli sciocchi" (v. immagine sotto). Alina Borioli in "Vecchia Leventina" nota come i vecchi leventinesi amassero "darsi mutualmente la baia" e conferma che "i più malmenati erano quelli di Osco".

Schilda è una città immaginaria protagonista di una raccolta di racconti popolari tedeschi, i Schildbürger (“i cittadini di Schilda”). Le storie risalgono alla tradizione satirica tedesca e furono raccolte e pubblicate in forma di libro nel 1597, con il titolo Das Lalenbuch.
I cittadini di Schilda sono descritti come persone apparentemente sagge e laboriose, ma che, quando devono risolvere un problema pratico, escogitano soluzioni completamente assurde. La comicità nasce dal fatto che applicano una logica apparentemente razionale fino alle conseguenze più ridicole.
La più antica edizione a stampa conosciuta risale al 1597 ed è stata stampata in forma anonima a Strasburgo. Ne sono rimasti quattro esemplari.
Il punto della satira non è semplicemente dire «sono stupidi»: i cittadini di Schilda rappresentano l'assurdità della burocrazia, delle decisioni collettive e del seguire ciecamente le regole senza usare il buon senso.
Per questo in tedesco esiste ancora l'espressione „Schildbürgerstreich“, che indica un'azione assurdamente sciocca, una decisione burocratica incomprensibile o un'impresa che finisce in modo ridicolo.
In pratica, Schilda è l'equivalente tedesco di una città abitata da “Peppone e Don Camillo” mescolati ai protagonisti delle barzellette sui carabinieri, ma con una tradizione letteraria di oltre quattro secoli.
E c'è una cosa interessante: Schilda è diventata così famosa che diverse località tedesche hanno cercato di identificarsi con la Schilda leggendaria, trasformando la tradizione dei Schildbürger in una vera attrazione culturale.
È una sorta di:
problema → soluzione assurda → nuovo problema → soluzione ancora più assurda → catastrofe.
Ed è proprio questo che ha reso gli Schildbürger un archetipo della stupidità collettiva nella cultura tedesca.
La rivalità tra villaggi: gli abitanti di un paese vengono descritti come più furbi o più stupidi di quelli del paese vicino. Questo genere di racconti è particolarmente comune nella tradizione orale alpina.

Riferisce anche alcune di queste storielle, come quella, la più nota, del bue tirato fin sulla cima del campanile per fargli brucare la manciata d'erba cresciuta lassù
E c'è persino una testimonianza iconografica: un disegno attribuito a Hans Holbein il Giovane, relativo alla corporazione dei mulattieri di Osco-Faido, avrebbe raffigurato il toro proprio in riferimento a questa leggenda.
L'alfiere della Leventina nel 1518 secondo il progetto di vetrata di Hans
Holbein il Giovane (1497/98-1543) conservato a Berlino.
È commentato nel testo: “Su un altro bozzetto, fatto per la corporazione dei mulattieri di Osco- Faido, attraverso un arco lo sguardo corre alla strada del Passo del San Gottardo, che anche Holbein sicuramente percorse.
Su una mulattiera dei muli caricati pesantemente cercano la strada con passo cauto in modo caratteristico. Conducenti sostengono i carichi, cioè barili di vino, al cui contenuto alludono anche i tralci di vite dei fusti delle colonne. Davanti a questo paesaggio alpino sta a gambe larghe un alfiere, con in pugno lo stendardo con l’immagine di Sant’Ambrogio, il protettore della Valle Leventina. Il toro sulla bandiera allude ad una scherzosa leggenda popolare dei contadini di Osco. Essi avevano lasciato crescere l’erba sul loro campanile. Per farla mangiare via, tirarono su con una corda un bue che rimase miseramente strozzato. Il soldato appare come ci si potrebbe forse immaginare: un Holbein pieno di baldanza. Holbein ha qui, per così dire, senza volerlo, disegnato uno dei più antichi paesaggi d’alta montagna…
Non solo campanili e buoi
Altra storiella quella di un viaggio a Milano per "comperare la creanza". Ma conclude Alina: "Chiesi a mio nonno Giovita se proprio gli oschesi fossero così citrulli, e lui rispose: 'O gnè par insögn; chi da Osk (...) evan püssé baloss che bei: lo i fasevan ul nar par mia paghè la sè'": "facevano gli idioti per non pagare il sale".
A Milano si diceva "Fa el stüpid per minga pagà el dazzi": "un tempo gli idioti erano esentati dal pagamento delle gabelle e delle tasse perché riconosciuti incapaci di lavorare e quindi di guadagnare", spiega attilio Carugati, "El liber del Baüscia", 1978, p 50.
La carriera di alcuni emigrati oschesi smentisce certamente la poco piacevole reputazione. "Si dice anzi che un Oschese "inventasse" il caffè espresso, noto ormai in tutto il mondo"Le linee blu collegano i centri di irradiazione o le località storicamente oggetto di aneddoti, motti di spirito e satire popolari della Svizzera romanda, tedesca e italiana.
La legenda posta in alto a sinistra di questa tavola dell'Atlas der Schweizerischen Volkskunde serve a classificare la natura dei racconti popolari registrati e a spiegare come una determinata località sia entrata a far parte della mappa dei "villaggi di sciocchi" (Schildbürgerorte).
I punti e i simboli della legenda indicano nello specifico:
- I cerchi blu e i punti (Schildbürgerorte): Identificano i villaggi o le cittadine i cui abitanti sono storicamente i protagonisti fissi e designati di aneddoti basati sulla stupidità o su azioni paradossali (sul modello dei cittadini di Schilda in Germania).
- Le linee a raggiera blu: Collegano la località "vittima" dello scherno ai luoghi circostanti in cui i ricercatori hanno effettivamente raccolto e documentato i racconti. Più linee convergono su un villaggio, più la sua reputazione di "paese di sciocchi" era diffusa nel circondario. Anche se a stento si legge Gossau (SG), Zernez(GR), Meiringen (BE), Isone (TI), Meride (TI)
- Le distinzioni tipologiche dei testi (Belegorte):
- Specifica se il racconto o il motto di spirito è stato registrato all'interno del villaggio stesso (ossia se gli abitanti si autoironizzavano o ammettevano la storia).
- Specifica se la satira proveniva esclusivamente da villaggi vicini o rivali (motti di scherno e rivalità intercomunali).
Sull'Atlante del folklore svizzero, "Atlas der schweizerischen Volkskunde", II, 256 e 257 (Fragen 135 e 136),
Osco figura fra gli "Schildbürgerorte" o "Villages de nigauds" ("Villaggi degli sciocchi"), ossia "le località i cui abitanti passano per degli sciocchi". Dalla cartina si vede che questa reputazione esiste negli altri due villaggi leventinesi considerati nell'indagine, ossia Airolo e Villa Bedretto. Questa reputazione si fonda su storielle come quella del bue (o toro che fosse) issato fin sulla cima del campanile del villaggio per fargli brucare l'erba che vi cresceva, storiella riferita anche da Alina Borioli, ma che si ritrova con variazioni minime nelle quattro regioni linguistiche della Svizzera.
Anche la storiella riferita ai dalpesi di sotterrare una talpa viva per punirla (pure riferita da Alina Borioli) si ritrova altrove
Schilda
I cittadini di Schilda, in Germania, sono famosi soprattutto per la loro leggendaria stupidità.Schilda è una città immaginaria protagonista di una raccolta di racconti popolari tedeschi, i Schildbürger (“i cittadini di Schilda”). Le storie risalgono alla tradizione satirica tedesca e furono raccolte e pubblicate in forma di libro nel 1597, con il titolo Das Lalenbuch.
I cittadini di Schilda sono descritti come persone apparentemente sagge e laboriose, ma che, quando devono risolvere un problema pratico, escogitano soluzioni completamente assurde. La comicità nasce dal fatto che applicano una logica apparentemente razionale fino alle conseguenze più ridicole.
La più antica edizione a stampa conosciuta risale al 1597 ed è stata stampata in forma anonima a Strasburgo. Ne sono rimasti quattro esemplari.
Frontespizio di un’edizione successiva del “Lalebuch”
Il contenuto dell’opera tratta della città immaginaria di Laleburg nell’Impero di Utopia. Il nome Lale deriva dal verbo greco λαλέω (laléō), che da un lato significa chiacchierare e blaterare, ma anche annunciare e insegnare. Il resto della cornice narrativa ricorda il successivo topos degli Schildbürger di Schilda, che di loro spontanea volontà si trasformarono da saggi consiglieri a contadini sciocchi.
Alcuni esempi celebri
Costruiscono il municipio senza finestre, perché vogliono impedire alla luce del sole di entrare; poi si accorgono che dentro è buio e cercano di trasportare la luce nei secchi.
In un'altra storia escogitano sistemi complicatissimi per risolvere problemi semplicissimi, finendo inevitabilmente per peggiorare la situazione. Quando costruiscono qualcosa, spesso dimenticano un elemento fondamentale e devono poi trovare una soluzione ancora più assurda per rimediare.
Trasportare i tronchi in città: Gli Schildbürger abbattono degli alberi e ora vogliono portare i tronchi in città. Si rendono conto che la porta della città è troppo stretta: i tronchi non ci passano in larghezza (in realtà in lunghezza, visto che li trasportano parallelamente alle mura!). Così abbattono le mura a destra e a sinistra della porta, finché i tronchi non riescono a passare. Quando gli Schildbürger hanno finito, si rendono conto che sarebbe stato molto più semplice portare i tronchi per il lungo attraverso la porta. Così riportano fuori dalla città tutti i tronchi, ricostruiscono le mura a sinistra e a destra e riportano i tronchi, questa volta per il lungo, attraverso la porta in città.
Come gli abitanti di Schilda preparano una lunga salsiccia: Gli abitanti di Schilda hanno macellato un maiale grasso. Ora vogliono sfruttarlo al meglio e farne una lunga salsiccia. Solo che non trovano una pentola adatta per cuocere la salsiccia per tutta la sua lunghezza. Quando alcune oche arrivano di corsa gridando «gigag, gigag», uno degli abitanti di Schilda lo interpreta come «due volte, due volte». Ora anche la salsiccia – piegata più volte – entra nella pentola
Insomma, ora abbiamo una vaga idea della comicità del XVI secolo, qualcosa dal vago sapore Ollio e Stanlio
Il punto della satira non è semplicemente dire «sono stupidi»: i cittadini di Schilda rappresentano l'assurdità della burocrazia, delle decisioni collettive e del seguire ciecamente le regole senza usare il buon senso.
Per questo in tedesco esiste ancora l'espressione „Schildbürgerstreich“, che indica un'azione assurdamente sciocca, una decisione burocratica incomprensibile o un'impresa che finisce in modo ridicolo.
In pratica, Schilda è l'equivalente tedesco di una città abitata da “Peppone e Don Camillo” mescolati ai protagonisti delle barzellette sui carabinieri, ma con una tradizione letteraria di oltre quattro secoli.
E c'è una cosa interessante: Schilda è diventata così famosa che diverse località tedesche hanno cercato di identificarsi con la Schilda leggendaria, trasformando la tradizione dei Schildbürger in una vera attrazione culturale.
Il meccanismo comico
La cosa più divertente è che nessuno di loro si considera stupido. Al contrario, sono convintissimi di essere estremamente intelligenti. Ogni volta che una soluzione fallisce, non mettono in discussione l'idea iniziale: inventano una soluzione ancora più complicata per correggere la precedente.È una sorta di:
problema → soluzione assurda → nuovo problema → soluzione ancora più assurda → catastrofe.
Ed è proprio questo che ha reso gli Schildbürger un archetipo della stupidità collettiva nella cultura tedesca.
Folklore ticinese
Nel folklore alpino ticinese esiste un filone molto interessante di racconti sui “matti”, sui semplicioni e sulle comunità che compiono imprese assurde, anche se non è organizzato in modo così celebre e letterariamente definito come quello degli Schildbürger tedeschi.La rivalità tra villaggi: gli abitanti di un paese vengono descritti come più furbi o più stupidi di quelli del paese vicino. Questo genere di racconti è particolarmente comune nella tradizione orale alpina.






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