Questo fino alla mia prima visita al museo dei ghiacciai di Lucerna. Al primo piano dello chalet c’è un plastico. Si capisce da subito che si tratta di combattimenti e in breve tempo si riesce anche ad identificare eserciti e di conseguenza anno
Quello che lascia più attoniti é l’ammucchiamento di soldati ai piedi di un ponte, leggendo poi la didascalia si capisce che non si tratta di un collassamento del diorama, tutti quei soldatini non sono lì per caso…ma andiamo con ordine.
Decido di visitare questa valle dopo aver consultato la cartina topografica: poco lontano da casa, una ventina di chilometri da percorrere a piedi e poco dislivello. Un escursione piuttosto semplice da portare a termine e ideale per questa fase di preparazione per la stagione estiva.
La partenza é alla stazione di Svitto (ubicata in territorio di Seewen). Una lunga salita porta poi all’abitato di Svitto.
Edifici storici
Ci sono ancora delle abitazioni datate a Svitto e dintorni. Un splendido esempio poco sopra il bivio che porta in centro in zona Lützelmatt
Noto poi una serie di case nobili nelle campagne con un caratteristico muro con mini torrette già apprezzate durante la visita della casa Reding.

Prontezza alla difesa
Ritrae un uomo in procinto di mettersi una tenuta militare, il tipico casco svizzero si suoi piedi lo conferma.

La statua raffigurata nell'immagine si intitola "Wehrbereitschaft" (che significa "Prontezza alla difesa"), un'opera in bronzo realizzata dallo scultore Hans Brandenberger.


Cappella Büler
Proseguendo verso l’imbocco della valle della Muota casco su una vistosa cappella al lato della strada principale. Nel luogo in cui sorge l’odierna chiesa si trovava già nel XIV secolo una delle quattro antiche cappelle di unione che delimitavano l’originario «circuito di pace» («Zwing und Bannkreis») degli «abitanti del villaggio» di Svitto. L’attuale cappella fu fatta costruire dai coniugi Johann Caspar e Anna Margaretha Büeler nel 1683. Fu benedetta il 4 novembre 1683 e consacrata il 2 ottobre 1684 dal vescovo Georg Sigismund di Costanza.Nulla di particolare se non fosse per una decorazione in vetro al suo interno piuttosto inconsueta: alcune montagne sovrastate da minacciose nuvole

Verrebbe da pensare al Myten alle spalle del villaggio, sagoma inconfondibile che mi lascio alle spalle quando mi immetto finalmente nella valle della Muota

Suvorov was here
Ed eccomi dopo una mezzoretta dall’imbocco della valle faccia a faccia con il ponte.
Questo ponte ricorda il generale russo Suvorov, che nel settembre 1799, con un esercito di 18.000 uomini e 1.000 cavalli, marciò dall’Italia settentrionale attraverso i passi del Gottardo e del Kienzig nella valle della Muota.

Poiché in primavera, durante i combattimenti contro gli austriaci, i francesi avevano bruciato la copertura in legno, il ponte era privo di parapetti. Centinaia di francesi in fuga dai russi si spintonarono a vicenda nel vuoto. Non si sa quanti dei oltre 3'000 francesi caduti abbiano perso la vita in questo luogo.
Seconda guerra di coalizione 1798-1802
Nel corso di quei quattro anni, la valle di Muota fu occupata 17 volte da truppe straniere. Il frequente avvicendamento delle occupazioni si spiega con il fatto che il fronte divise a lungo la Svizzera da nord a sud. In parole povere: a Svitto c’erano i francesi, a Glarona le truppe imperiali (austriache).I giovani Confederati che volevano combattere si arruolarono o nelle file degli austriaci o, come disertori, in quelle dei francesi. Anche tra la popolazione locale sorsero tensioni. A seconda delle simpatie verso gli austriaci o i francesi, durante la rispettiva occupazione venivano accusati e minacciati.
La mattina presto del 27 settembre, l’enorme esercito del generale russo Suvorov iniziò la salita verso il Passo del Kinzig, a 2'089 metri di altitudine. Nel pomeriggio dello stesso giorno, con grande sorpresa degli abitanti del villaggio, l’avanguardia giunse a Muotatal.

L'intero svolgimento storico
31 agosto 1799
Numerose truppe attraversarono la valle passando per il Pragel in direzione di Glarona.1° settembre 1799
Fu necessario trasportare una grande quantità di pane sul Pragel. Così come foraggio per 40 cavalli. Le scorte di foraggio erano quasi ovunque esaurite. Nella valle regnava una miseria indescrivibile. La gente veniva semplicemente prelevata dal Kirchenweg e costretta a trasportare il pane.27 settembre
L’avanguardia russa partì alle cinque del mattino da Bürglen e raggiunse Muotathal attraversdo il passo del Kinzig in 12 ore. Sotto la pioggia, con le scarpe a brandelli e senza pane, il grosso dell’esercito attraversò il passo per due giorni. Circa 21'000 uomini e 6.000 cavalli.I francesi vennero inseguiti e costretti alla fuga fino a quello che da allora fu chiamato "ponte di Suvorov". Le sentinelle francesi nella valle di Hürithal furono fucilate o uccise.
Suvorov fu trasportato dai contadini di Uri su una portantina giù dal Kinzig e giunse nel villaggio a tarda notte, dove fu alloggiato nel monastero per 2 giorni.
Suvarov giungeva al convento di Muotatal – che visitava costringendo tutto il suo seguito alle genuflessioni e riverenze che faceva egli stesso davanti ad ogni simbolo sacro, e subito doveva respingere i focosi attacchi dei Francesi sopraggiunti da Zurigo spinti dall'ardore della vittoria. Ma col vigore dell'ora estrema i Russi di Rosemberg infliggevano serie perdite ai Francesi
L’antica chiesa del convento fu restaurata nel 1957 in stile romanico ed è il più antico monumento culturale di Muotathal
Con la farina che ci si era procurata ad Altdorf furono preparate delle focacce. Chi riuscì a trovare una patata, la cucinò o la mangiò cruda. Nei due giorni successivi arrivarono altre truppe con alcune provviste.
28 settembre 1799
I primi russi combatterono contro i francesi presso il ponte di Hinteriberg.Fu solo a Muotathal che Suvorov venne a sapere della grave sconfitta subita dai russi a Zurigo il 25/26 settembre e dagli austriaci presso Schänis.
Suvorov si mostrò piuttosto scosso. Doveva affrontare i 60.000 soldati di Massena con 18.000 uomini; era intrappolato in una valle angusta, tra montagne quasi invalicabili; i francesi gli bloccavano l'accesso alla parte centrale del Paese; e i suoi soldati erano affamati, stanchi e congelati, con munizioni in esaurimento.
29 settembre
Un’avanguardia marciò attraverso il Passo del Pragel e incontrò nella valle del Klöntal i francesi anziché gli austriaci attesi al comando di Linken.

30 settembre 1799
Una metà dell’esercito russo seguì l’avanguardia, mentre l’altra respinse i francesi che avanzavano nella valle del Muota.Nel pomeriggio del 30 settembre 1799 Massena sferrò il suo attacco nella Muotatal. Dopo una fase iniziale di avanzamento, però, i francesi furono costretti a ritirarsi di fronte alle truppe di Miloradovič. Massena ordinò una seconda incursione per il giorno successivo, ma anche questa fini con la ritirata dei francesi nei pressi del "ponte di Suvorov". La seconda volta, tuttavia, morirono molti più soldati.
1 ottobre 1799

Ne seguì un orribile massacro presso il ponte di pietra nello Schlattli. Come uno sciame di api, sui lati scoperti del ponte si accalcavano i cadenti, i precipitanti e gli schiacciati, finché l’intero ammasso di persone precipitò nella profonda gola della Muota.
I feriti furono portati nelle case della valle della Muota. Il convento delle suore ospitò temporaneamente 414 feriti. L’allora madre superiora, Walburga Moor, e le sue consorelle prestarono assistenza nella curaIl massacro del ponte

Un ostacolo alla fuga dei francesi era il ponte di pietra che, all’imbocco della valle del Muota, attraversava la gola del Muota, alta 50 metri. Ne derivò un caos indescrivibile. Tutti sapevano che l’unica via di salvezza era l’attraversamento di quel ponte.
Il ponte era costituito da un arco in pietra e sorgeva a circa 30 metri a est dell’attuale ponte Suvorov. Nella primavera del 1799 il ponte era ancora dotato di una copertura con rivestimenti laterali simile al ponte odierno. Nel corso dei combattimenti i francesi bruciarono completamente la struttura in legno. Molti francesi caddero nella profonda gola della Muota durante la fuga e nella calca. I russi inseguirono i francesi in fuga, in parte fino al campo di Ingenbohl.


2 ottobre 1799
Il grosso dell’esercito russo attraversò il Pragel.Tolsero le scarpe e le calze ai 1'500-1'600 prigionieri francesi, costringendoli così a intraprendere a piedi nudi il faticoso percorso attraverso la montagna.
Anche nel cantone di Glarona Suvorov fu coinvolto in uno scontro, al termine dei quali dovette infine ripiegare attraverso il passo del Panixer, già innevato, verso la val del Reno Anteriore nei Grigioni.Suvorov perse più di un terzo dei suoi uomini e la maggior parte dell’artiglieria pesante. Le truppe, con soli 14'000 sopravvissuti (di cui 10'000 in grado di combattere), lasciarono la Svizzera l’11 ottobre 1799, dirigendosi verso il confine austriaco passando per Ilonas e Coira









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