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Suvorov in Muotatal

La Moutatal. Prima di quando iniziai ad appassionarmi di storia la sentii nominare perché legata a faccende sulla radioattività. Poi il nulla, per anni. Anzi decenni.

Questo fino alla mia prima visita al museo dei ghiacciai di Lucerna. Al primo piano dello chalet c’è un plastico. Si capisce da subito che si tratta di combattimenti e in breve tempo si riesce anche ad identificare eserciti e di conseguenza anno

Quello che lascia più attoniti é l’ammucchiamento di soldati ai piedi di un ponte, leggendo poi la didascalia si capisce che non si tratta di un collassamento del diorama, tutti quei soldatini non sono lì per caso…ma andiamo con ordine.

Decido di visitare questa valle dopo aver consultato la cartina topografica: poco lontano da casa, una ventina di chilometri da percorrere a piedi e poco dislivello. Un escursione piuttosto semplice da portare a termine e ideale per questa fase di preparazione per la stagione estiva.

La partenza é alla stazione di Svitto (ubicata in territorio di Seewen). Una lunga salita porta poi all’abitato di Svitto.

Edifici storici  

Ci sono ancora delle abitazioni datate a Svitto e dintorni. Un splendido esempio poco sopra il bivio che porta in centro in zona Lützelmatt

L'edificio rappresenta un autentico esempio di architettura svizzera centrale a blocchi (Blockbau) I caratteristici tetti sporgenti intermedi in legno posizionati sopra le finestre della facciata svolgono la funzione cruciale di barriera architettonica contro gli agenti atmosferici alpini, impedendo alla pioggia battente e alla neve di logorare gli infissi della struttura abitativa. Il fitto rivestimento a scaglie in scandole di legno (Schindeln) copre interamente le pareti d'abitazione per isolare termicamente gli interni. Come da tradizione contadina svizzera, il corpo in legno poggia su un solido e alto basamento in pietra intonacata di bianco, originariamente concepito per ospitare le stalle, la cantina e proteggere il legno dall'umidità del terreno. La costruzione dovrebbe risalire a fine 700 inizio 800, esattamente gli anno degli eventi che vado a menzionare

Noto poi una serie di case nobili nelle campagne con un caratteristico muro con mini torrette già apprezzate durante la visita della casa Reding.

Le due montagne di Svitto Chli Mythen e Gross Mythen

Prontezza alla difesa

Faccio una breve sosta al museo dei patti federali ancora chiuso (sono da poco passate le 8)
Ne approfitto per dare un occhiata in giardino ed ammirare la statua sul fondo.
Ritrae un uomo in procinto di mettersi una tenuta militare, il tipico casco svizzero si suoi piedi lo conferma.


La statua raffigurata nell'immagine si intitola "Wehrbereitschaft" (che significa "Prontezza alla difesa"), un'opera in bronzo realizzata dallo scultore Hans Brandenberger.

La scultura fu creata originariamente per la celebre esposizione nazionale svizzera del 1939 a Zurigo (la cosiddetta Landi 39), dove simboleggiava la determinazione e la "difesa spirituale" del paese alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1941, in occasione delle celebrazioni per il 650° anniversario della Confederazione Svizzera, la statua è stata trasferita a Svitto. Oggi si trova nel parco antistante il Museo dei Patti Federali.
Da un lato un operaio, dall'altra - con il casco ai piedi - un soldato che indossano le rispettive giacche.
Queste sculture simboleggiano il dinamismo e la forza. Fanno appello alla volontà di difesa nazionale ed esortano all'indipendenza spirituale.
Volontà di difesa, sculture, esposizione nazionale del 1939, Hans Brandenberger. Calco in cemento. Copie di uno studio.

Cappella Büler

Proseguendo verso l’imbocco della valle della Muota casco su una vistosa cappella al lato della strada principale. Nel luogo in cui sorge l’odierna chiesa si trovava già nel XIV secolo una delle quattro antiche cappelle di unione che delimitavano l’originario «circuito di pace» («Zwing und Bannkreis») degli «abitanti del villaggio» di Svitto. L’attuale cappella fu fatta costruire dai coniugi Johann Caspar e Anna Margaretha Büeler nel 1683. Fu benedetta il 4 novembre 1683 e consacrata il 2 ottobre 1684 dal vescovo Georg Sigismund di Costanza.

Nulla di particolare se non fosse per una decorazione in vetro al suo interno piuttosto inconsueta: alcune montagne sovrastate da minacciose nuvole

Verrebbe da pensare al Myten alle spalle del villaggio, sagoma inconfondibile che mi lascio alle spalle quando mi immetto finalmente nella valle della Muota

Ingresso della valle della Muota, a sinistra il villaggio di Svitto, a destra la valle della Muota. A circa 35 minuti di marcia si incontra il ponte fulcro degli eventi del 30 settembre 1799

Suvorov was here

Ed eccomi dopo una mezzoretta dall’imbocco della valle faccia a faccia con il ponte.

Questo ponte ricorda il generale russo Suvorov, che nel settembre 1799, con un esercito di 18.000 uomini e 1.000 cavalli, marciò dall’Italia settentrionale attraverso i passi del Gottardo e del Kienzig nella valle della Muota.

L'obiettivo di Suvarov era quello di unirsi ad altre truppe russe e austriache nell’area a sud del Lago di Zurigo, per respingere i francesi dal territorio svizzero.

Quando Suvorov arrivò a Flüelen, si rese conto che sul lago di Uri non c’era modo di proseguire: mancavano le barche e la Axenstrasse non esisteva ancora. Ma anche da questo vicolo cieco l’esperto generale trovò una via d’uscita, mandando il suo esercito verso nord attraverso il passo del Kinzig, a 2073 metri di altitudine per sbucare in Muotatal.

Poiché però anche la conca di Svitto era occupata dai francesi, Suvorov decise di dirigersi verso Glarona passando per il Pragel. La retroguardia, guidata dal generale Rosenberg, fu incaricata di coprire il fianco sinistro e le retrovie del corpo principale. Il 30 settembre e il 1° ottobre i francesi, con 8'500 e 10'000 uomini rispettivamente, tentarono di annientare i russi nella valle della Muota. Ma le truppe di Rosenberg respinsero i francesi, che fuggirono in preda al panico. L’unico punto di attraversamento sul Muota era l’allora «Ponte di Pietra», situato 40 metri a est dell’odierno Ponte Suvorov. 

Poiché in primavera, durante i combattimenti contro gli austriaci, i francesi avevano bruciato la copertura in legno, il ponte era privo di parapetti. Centinaia di francesi in fuga dai russi si spintonarono a vicenda nel vuoto. Non si sa quanti dei oltre 3'000 francesi caduti abbiano perso la vita in questo luogo.

Suvorov marciò nell’ottobre 1799 con il suo esercito attraverso i passi del Pragel e del Panix verso Coira e da lì tornò in Russia. Morì a San Pietroburgo nel maggio 1800.

Seconda guerra di coalizione 1798-1802

Nel corso di quei quattro anni, la valle di Muota fu occupata 17 volte da truppe straniere. Il frequente avvicendamento delle occupazioni si spiega con il fatto che il fronte divise a lungo la Svizzera da nord a sud. In parole povere: a Svitto c’erano i francesi, a Glarona le truppe imperiali (austriache).

Soldati russi e francesi si contendono la mucca svizzera. Storia di una mucca svizzera, David Hess, 1801, riproduzione. Originale: Collezione grafica ZBZ, Ms. K 2a, BII. 138-144

Da parte degli stessi Confederati, dopo la sconfitta della vecchia Confederazione nel maggio 1798 e alcuni sporadici scontri locali, non fu più opposta alcuna vera e propria resistenza. 

I giovani Confederati che volevano combattere si arruolarono o nelle file degli austriaci o, come disertori, in quelle dei francesi. Anche tra la popolazione locale sorsero tensioni. A seconda delle simpatie verso gli austriaci o i francesi, durante la rispettiva occupazione venivano accusati e minacciati.

Molti forestieri cercarono rifugio nella valle, ma anche gli abitanti del luogo temevano per la propria vita e i propri beni e fuggirono sulle Alpi, dove si nascosero.

La mattina presto del 27 settembre, l’enorme esercito del generale russo Suvorov iniziò la salita verso il Passo del Kinzig, a 2'089 metri di altitudine. Nel pomeriggio dello stesso giorno, con grande sorpresa degli abitanti del villaggio, l’avanguardia giunse a Muotatal.

Veduta oltre la Muota in direzione della frazione di Wil. Disegno a penna realizzato attorno al 1800 da Joseph Thomas Fassbind (Stiftsbibliothek Einsiedeln). Sulla sinistra si distinguono la chiesa parrocchiale tardobarocca dei SS. Sigismondo e Waldburga, l'ossario tardogotico e un gruppo di case (tra cui l'abitazione del parroco e quella del sagrestano), mentre più sulla destra è visibile il convento delle terziarie di S. Giuseppe cinto da mura, simile a una residenza signorile.

 Lo stesso generale Suvorov alloggiò nel monastero di San Giuseppe, all’epoca diretto da suor Walburgha Mohr.

Monastero di San Giuseppe Muotathal oggi

L'intero svolgimento storico

31 agosto 1799

Numerose truppe attraversarono la valle passando per il Pragel in direzione di Glarona.

1° settembre 1799

Fu necessario trasportare una grande quantità di pane sul Pragel. Così come foraggio per 40 cavalli. Le scorte di foraggio erano quasi ovunque esaurite. Nella valle regnava una miseria indescrivibile. La gente veniva semplicemente prelevata dal Kirchenweg e costretta a trasportare il pane.

27 settembre

L’avanguardia russa partì alle cinque del mattino da Bürglen e raggiunse Muotathal attraversdo il passo del Kinzig in 12 ore. Sotto la pioggia, con le scarpe a brandelli e senza pane, il grosso dell’esercito attraversò il passo per due giorni. Circa 21'000 uomini e 6.000 cavalli.
I francesi vennero inseguiti e costretti alla fuga fino a quello che da allora fu chiamato "ponte di Suvorov". Le sentinelle francesi nella valle di Hürithal furono fucilate o uccise.

Vista sulla valle. Il percorso si rivela piuttosto semplice e privo di grosse difficoltà. Da rimarcare il passaggio forzato al famoso ponte e la lunga spianata in vista del villaggio principale di Muotatal do si svolsero parte degli scontri

Suvorov fu trasportato dai contadini di Uri su una portantina giù dal Kinzig e giunse nel villaggio a tarda notte, dove fu alloggiato nel monastero per 2 giorni.

Suvarov giungeva al convento di Muotatal – che visitava costringendo tutto il suo seguito alle genuflessioni e riverenze che faceva egli stesso davanti ad ogni simbolo sacro, e subito doveva respingere i focosi attacchi dei Francesi sopraggiunti da Zurigo spinti dall'ardore della vittoria. Ma col vigore dell'ora estrema i Russi di Rosemberg infliggevano serie perdite ai Francesi

Monastero tra il 1540 e il 1684

Il convento delle suore minorite di Muotathal risale a un gruppo di donne devote, che nel 1288 adottarono la Regola francescana e vivevano in un piccolo convento vicino all’antica chiesa conventuale, ancora oggi esistente. Nel 1530 il convento si estinse e fu ripristinato nel 1590. L’attuale complesso monastico fu costruito tra il 1684 e il 1693.
L’antica chiesa del convento fu restaurata nel 1957 in stile romanico ed è il più antico monumento culturale di Muotathal

Con la farina che ci si era procurata ad Altdorf furono preparate delle focacce. Chi riuscì a trovare una patata, la cucinò o la mangiò cruda. Nei due giorni successivi arrivarono altre truppe con alcune provviste.

28 settembre 1799

I primi russi combatterono contro i francesi presso il ponte di Hinteriberg.

Lago nei pressi di Hinteriberg

Fu solo a Muotathal che Suvorov venne a sapere della grave sconfitta subita dai russi a Zurigo il 25/26 settembre e dagli austriaci presso Schänis. 

Suvorov si mostrò piuttosto scosso. Doveva affrontare i 60.000 soldati di Massena con 18.000 uomini; era intrappolato in una valle angusta, tra montagne quasi invalicabili; i francesi gli bloccavano l'accesso alla parte centrale del Paese; e i suoi soldati erano affamati, stanchi e congelati, con munizioni in esaurimento.

29 settembre

Appena giunti a Muotathal i 18 000 esausti uomini di Suvorov, senza provviste e munizioni e circondati da montagne invalicabili in un freddo gelido, si trovarono di fronte un esercito francese molto superiore in numero ed equipaggiamenti. Il 29 settembre, ancora incerto sul destino di Korsakov e Hotze, Suvorov convocò un consiglio di guerra col suo stato maggiore per decidere il da farsi. Durante il consiglio il comandante russo si mostrò estremamente risoluto a non arrendersi, incolpò gli alleati austriaci di tutte le difficoltà che erano costretti a patire e propose quella che gli appariva come l'unica soluzione possibile:

«Tornare indietro è disonorevole. Non mi sono mai ritirato. Avanzare verso Svitto è impossibile: Massena comanda più di 60'000 uomini e le nostre truppe non arrivano a 20'000. Siamo a corto di provviste, munizioni e artiglieria... Non possiamo aspettarci aiuto da nessuno. Siamo sull'orlo del precipizio! Tutto quello che ci rimane è fare affidamento su Dio Onnipotente e sul coraggio e lo spirito di sacrificio delle mie truppe! Siamo russi! Dio è con noi!»

(Suvorov al suo stato maggiore, 29 settembre 1799)


Da documentazioni originali russe rinvenute in seguito dai francesi a Muotathal, si conosce la precisa consistenza numerica dell'esercito russo il 30 settembre 1799: si contavano 66 ufficiali di stato maggiore, 493 ufficiali di truppa, 1’172 sottufficiali, 403 musicanti e 16’584 uomini di truppa; di questi ultimi, 410 risultavano ammalati, 216 erano claudicanti e 21 agli arresti, solo 85 uomini avevano disertato; in dieci giorni l'armata russa aveva perduto circa 3’000 soldati e aveva ora razioni di cibo per soli cinque giorni, ma queste già scarse provviste avrebbero dovuto essere razionate per durarne almeno dieci.

Un’avanguardia marciò attraverso il Passo del Pragel e incontrò nella valle del Klöntal i francesi anziché gli austriaci attesi al comando di Linken.

Suvorov prende commiato dalle suore prima di partire verso Glarona

30 settembre 1799

Una metà dell’esercito russo seguì l’avanguardia, mentre l’altra respinse i francesi che avanzavano nella valle del Muota.

Nel pomeriggio del 30 settembre 1799 Massena sferrò il suo attacco nella Muotatal. Dopo una fase iniziale di avanzamento, però, i francesi furono costretti a ritirarsi di fronte alle truppe di Miloradovič. Massena ordinò una seconda incursione per il giorno successivo, ma anche questa fini con la ritirata dei francesi nei pressi del "ponte di Suvorov". La seconda volta, tuttavia, morirono molti più soldati.

Suvorov raggiunse Glarona il 1° ottobre, mentre nella Muotatal si combatteva ancora.


1 ottobre 1799


In questo giorno si svolse la battaglia principale tra 14'000 francesi al comando del generale Massena e 8'000 russi al comando del generale Rosenberg.



I russi lasciarono che i francesi avanzassero intenzionalmente fino a Grossmatt per poi circondarli. La forza principale russa era schierata a Wydmen e a Schlattli, mentre i cosacchi, con i loro cavalli veloci, erano appostati nascosti nel bosco su entrambi i lati della valle


L’accerchiamento dei russi ebbe successo quando i cosacchi circondarono la brigata Lacour a Nuschlau e fecero prigionieri da 1.500 a 1.600 uomini
Tra questi c’era anche il generale Guiot de Lacour. I restanti francesi furono messi in fuga. Presso il Büel i francesi ripresero posizione, ma furono ulteriormente respinti verso il Klingentobel. Si dice che la trincea francese presso il Klingentobel sia stata assaltata più volte, finché alla fine il gran numero dei francesi cominciò a ritirarsi. 

Ne seguì un orribile massacro presso il ponte di pietra nello Schlattli. Come uno sciame di api, sui lati scoperti del ponte si accalcavano i cadenti, i precipitanti e gli schiacciati, finché l’intero ammasso di persone precipitò nella profonda gola della Muota.

I feriti furono portati nelle case della valle della Muota. Il convento delle suore ospitò temporaneamente 414 feriti. L’allora madre superiora, Walburga Moor, e le sue consorelle prestarono assistenza nella cura


Si dice che le perdite dei francesi, inseguiti nel corso della battaglia fino nei pressi di Ingenbohl, ammontassero a 3000-4000 uomini.

Il massacro del ponte

L’allora «Ponte di Pietra», detto anche «Ponte del Diavolo», fu costruito nel 1580 dal commissario Fassbind su ordine del Landammann Rudolf Reding, appassionato di edilizia. Solo nel 1783 fu dotato di una copertura. Nel marzo 1800 la vecchia struttura crollò e nel 1810 fu costruito un nuovo ponte in legno poco più vicino a Svitto.


Gli scontri veri e propri tra l’esercito russo del generalissimo «Alexander Vasil’evič Suvorov» e le truppe francesi, guidate dal generale André Masséna, ebbero luogo il 30 settembre e il 1° ottobre 1799. Mentre il grosso dell’esercito russo era già in marcia attraverso il Passo del Pragel, il generale russo Rosenberg, con una brillante strategia militare, respinse le truppe francesi verso lo Schlattli.

Un ostacolo alla fuga dei francesi era il ponte di pietra che, all’imbocco della valle del Muota, attraversava la gola del Muota, alta 50 metri. Ne derivò un caos indescrivibile. Tutti sapevano che l’unica via di salvezza era l’attraversamento di quel ponte.

Il ponte era costituito da un arco in pietra e sorgeva a circa 30 metri a est dell’attuale ponte Suvorov. Nella primavera del 1799 il ponte era ancora dotato di una copertura con rivestimenti laterali simile al ponte odierno. Nel corso dei combattimenti i francesi bruciarono completamente la struttura in legno. Molti francesi caddero nella profonda gola della Muota durante la fuga e nella calca. I russi inseguirono i francesi in fuga, in parte fino al campo di Ingenbohl.


Il Suworowbrücke (Ponte di Suvorov) è uno storico ponte coperto in legno situato all'ingresso della Muotathal. Durante le guerre napoleoniche (Seconda coalizione), l'armata russa guidata da Suvorov attraversò le Alpi in condizioni estreme. Giunto stremato nella Muotathal, l'esercito russo si trovò la strada sbarrata dalle truppe francesi proprio all'uscita della valle. Tra il 30 settembre e il 1° ottobre 1799, nei pressi del ponte originario (chiamato "Steinig Brügg"), si consumarono violenti e sanguinosi scontri.

Il vecchio ponte in pietra subì gravissimi danni durante i combattimenti. Nel 1810, a pochi metri di distanza dal sito originario, venne edificata l'attuale struttura in legno, battezzata in onore del generale russo

Mentre il generale Suvorov nel suo rapporto parla di 3'000 francesi caduti, lo stesso Rosenberg riferì che erano caduti circa 6'000 nemici. Le perdite dei russi furono nettamente inferiori, con 500 caduti.


Diorama presente al museo dei ghiacciai di Lucerna

2 ottobre 1799

Il grosso dell’esercito russo attraversò il Pragel. 

Tolsero le scarpe e le calze ai 1'500-1'600 prigionieri francesi, costringendoli così a intraprendere a piedi nudi il faticoso percorso attraverso la montagna.

Anche nel cantone di Glarona Suvorov fu coinvolto in uno scontro, al termine dei quali dovette infine ripiegare attraverso il passo del Panixer, già innevato, verso la val del Reno Anteriore nei Grigioni.

Suvorov perse più di un terzo dei suoi uomini e la maggior parte dell’artiglieria pesante. Le truppe, con soli 14'000 sopravvissuti (di cui 10'000 in grado di combattere), lasciarono la Svizzera l’11 ottobre 1799, dirigendosi verso il confine austriaco passando per Ilonas e Coira 

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