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Niklaus II di Oberhofen

Col passare del tempo, e soprattutto delle visite, ho imparato ad acquisire la struttura delle esposizioni nei castelli: un punto é dedicato alla storia del castello stesso, un altra a chi l'ha abitato, solitamente il personaggio dalla vita più eroica e/o tormentata. Seguono poi temi secondari che sono i più disparati e variano da castello a castello. Il castello di Oberhofen non né da meno Veduta del castello con l'iconica torretta Niklaus II Senza paura o colpa Ciambellano di Re Luigi XI, cavaliere, cinque volte Avover di Berna e Thoune, ambasciatore diplomatico e condottiero nelle battaglie di Héricourt (1474), Grandson e Morat (1476): la vita di Niklaus II von Scharnachthal fornisce la materia di cui sono fatte le leggende. Le fonti storiche lo descrivono come un uomo di magnifica bellezza, intelligenza e affetto. Sicuro di sé e della sua posizione, colse l'occasione, seguì il suo cuore e sposò Anna Gruber, figlia di un contadino. Nel 1470/71 Niklaus II rappresentò i no...

Il mappamondo di Ebstorf

Quella che ci si para davanti nella prima e vera propria sala dedicata alla storia della Svizzera al museo nazionale di Zurigo é un enorme mappa su una parete; il mappamondo di Ebstorf Visione del mondo medievale Il mappamondo di Ebstorf è un'opera rappresentativa contenente informazioni relative alla geografia, alla storia, alla Bibbia, alla mitologia, alla storia naturale e alle tradizioni popolari. La visione del mondo in esso raffigurata aveva finalità educativo-devozionali. Oltre 2300 fra testi e immagini traducono le conoscenze di cui si disponeva all'epoca. Questo mappamondo è la più grande e completa opera cartografica datata al 1300 circa, comprendente le conoscenze cristiane relative alla geografia, alla storia naturale, alla mitologia e alla storia del mondo. In generale, le mappe medievali rappresentano soprattutto la visione del mondo della loro epoca, essendo meno uno strumento utile all'orientamento. Pellegrini e mercanti trovano il proprio cammino con l...

Sette oggetti di interesse esposti al castello sforzesco di MIlano

Durante la visita agli immensi spazi espositivi del castello sforzesco di Milano mi imbatto in sei oggetti che stimolano la mia curiosità e non mancando in alcuni casi di strapparmi una risatina. Tutti questi oggetti sono ben lungi da entrare nella lista dei tre oggetti da portare nell'isola deserta, pacchiani e con lo scopo di voler sorprendere amici e parenti piuttosto che per i benefici portati dall'utilizzo in se stesso per cui sono stati progettati. Oggi le chiamerei cianfrusaglie Sono proprio questi piccoli aneddoti il condimento all'insalatona della storia che a volte può sembrare indigesta ai più 1. Automa indemoniato Il demonio è costruito applicando ad un torso cinquecentesco, forse di un Cristo alla Colonna, un meccanismo con caricamento a manovella che permette di ruotare la testa, roteare gli occhi, estrarre la lingua ed emettere un suono inarticolato. Rispetto alla descrizione seicentesca risultano perduti le corna e il collare. Automa - XVI e XVII secolo  L...

Cristianesimo in Giappone

Che in Giappone fossero particolari l’avevo capito anni fa. Ancora prima chi mi interessarsi alla storia, quando il mio interesse era, tra gli altri, per i film di Bud spender e Terence Hill. In uno di questi, chi trova un amico trova un tesoro , mi é rimasta impressa la scena di quel soldato intento a mungere una capra e a imbracciare immediatamente le armi all’arrivo dei miei eroi adolescenziali sull’isola. Anni dopo scoprii che per molti militari del Sol Levante è durata ancora settimane, mesi, addirittura anni. Per il sergente Shoichi Yokoi la pace è arrivata nel 1972, per Hiroo Onoda e Teruo Nakamura nel 1974. Non potevano credere che il Giappone si fosse arreso e, siccome nessuno aveva impartito loro l'ordine di smettere di resistere, avevano continuato imperterriti la vita di guerriglieri della giungla. Vabbè un caso isolato direte voi, mica tanto, negli anni a seguire ebbi modo di approfondire il tema e scoprii che i giapponesi erano devoto ad una tal maniera che preferivan...

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