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Alcuni metodi per scampare alla propria esecuzione capitale

La condanna a morte é una sentenza senza via d’uscita. Una volta decisa non rimane che attendere la parte pratica che in passato era quasi sempre a ridosso della sentenza. Sicuro sicuro sicuro? Oppure come nei film arriva il colpo di scena all’ultimissimo momento? A quanto pare in passato era possibile cavarsela ma il destino non era nelle proprie mani, ci voleva il " fattore C ". Mastro Titta mostra fiero il taglio netto e preciso 1. Boia maldestri A chi non é capitato di chiedersi, magari durante una verifica di fisica dinamica, a che diavolo sarebbe poi servito tutto questo durante la vita? Ad essere un boia queste lezioni potevano sicuramente tornare utili, perché in gioco c’era non tanto la vita del condannato ma piuttosto la sua. Ma lasciamo parlare le cronache. Pierre Du Fort, bandito di cui fallisce l'impiccagione ad Avignone il 28 maggio 1672. Sulla Place du Palais ad Avignone si sta per impiccare un temibile bandito e lo spettacolo si annuncia di grande interess...

Movimento per il Reintegro dei Vocaboli Apparentemente Accantonati: Lapalissiano e forcipe

Quando si viaggia nella storia può capitare di imbattersi in vocaboli obsoleti o di raro utilizzo. Qui ne riporto due, incontrati rispettivamente durante la visita a Pavia inerente la battaglia del 1525 e il secondo durante un esposizione temporanea al muso nazionale di Zurigo inerente il femminismo Lapalissiano Lapalissiano deriva dal nome di un maresciallo di Francia alla corte di Francesco I :  Jacques II de Chabannes (La Palice) Egli era tra i più anziani ufficiali dell'esercito francese e continuò a prestare servizio pur essendo ignorato nei consigli di guerra dai colleghi più giovani . Aveva combattuto nella spedizione genovese di Luigi XII del 1507 ed era diventato governatore di Milano nel 1510 . Si era battuto con coraggio a Ravenna (1512) nell'avanguardia della cavalleria, ma nel successivo ruolo di comandante dell'esercito non aveva mostrato altrettante capacità ed era stato scacciato dall'Italia.  Combatté intorno a Pamplona e in Piccardia, e prese parte al...

Tre leggende di Ettiswil-Willisau: 3. L'ostia miracolosa

Dopo le prime due leggende all’appello manca la terza leggenda del fazzoletto di terra Ettiswil - Willisau. All’origine, ancora una volta, una cattiva azione, dopo le bestemmie , dopo l’omicidio tocca ad un altro grande classico: il furto.  Certo che tra tutte le cose che si possono rubare a ben poche persone verrebbe in mente di rubare una semplice ostia. Il valore simbolico che essa rappresenta supera infinitamente il valore materiale dell’oggetto. Come visto in precedenza guai sfidare l’altissimo, prima o poi i misfatti vengono a galla, é solo questione di tempo. Perché un ostia? Quando, nel corso del XII secolo, i teologi misero a punto la dottrina della transustanziazione, secondo la quale nell'Eucaristia c'era proprio il corpo di Cristo, la gente pensò bene che non potessero esserci amuleti più protettivi delle ostie consacrate, così iniziò a rubarle dai tabernacoli. Le ostie divennero gli amuleti per eccellenza! Degli amuleti potenti e buoni per ogni occasione con cui...

Il Biscione di Bissone

L’avevo intravisto dal battello mentre si avvicinava al molo. Tempo di armarmi per una fotografia e come spesso accade non riesco più ad avere l’angolo giusto per immortalarlo. Il battello attracca e riparte: nulla da fare, non riesco più a vederlo.Poco male, son sul viaggio di andata, al ritorno scenderò ed andrò a verificare con comodo. Ancora non lo so ma sono capitato in una di quelle situazioni che per una serie di eccezioni non mi permetterà di verificare la mia visione. Sì perché il battello sulla via del ritorno attracca a tutti gli stessi porti dell’andata, tutti tranne uno: Bissone. Come se non bastasse scopro che lo stemma del comune é molto simile ma comunque diverso da quello che ormai inizio a credere di aver visto con un abbaglio: il Biscione di Milano! Con completo intendo anche un uomo (in relatà un fanciullo) divorato. Lo stemma di Bissone invece consiste in due biscioni che si guardano in una perfetta simmetria e senza la presenza di scene splatter come l’ingoio di ...

Il castoro medievale

Un simpatico animaletto difficile da vedere in natura. Ho sempre ammirato la sua ingegnosità, abilità e non da ultimo la resistenza dei suoi denti.  Questo in gioventù. Poi il nulla, il nulla cosmico per anni se non decenni  finché di colpo nel giro di due settimane lo incrocio due volte ed entra così anche lui a far parte del mio bagaglio storico. Come vedremo anche in maniera piuttosto sorprendente. Il castoro (fiber o beber) era un animale molto presente nei fiumi dell'Europa medievale poiché anticamente viveva sulle loro rive, e alcuni fiumi, come la Bièvre, probabilmente gli devono il nome. Questo animale, infatti, è chiamato bievre nel Bestiario divino di Guillaume le Clerc. Veniva cacciato principalmente per la pelliccia, l'olio e il muschio, ma anche per la carne. Matteo Plateario, Circa instans, traduzione francese anonima, Francia, fine del xv secolo San Pietroburgo, Biblioteca nazionale, ms fr. t. v. V1, 1, 24 X 17.3 cm L. r6s: Un castoro mostra il castoreo, un u...

La chiesa di San Maurizio a Milano

Giungo in questa perla infossata tra le viuzze del centro di Milano quasi per caso. Non avevo infatti in programma di visitarla, anzi non ne sapevo nemmeno della sua esistenza. É stato infatti durante la visita del museo di Antropologia del capoluogo lombardo che un funzionario mi consiglia di visitare questa chiesetta sul viale Magenta. Entrare dentro la Chiesa di San Maurizio è come aprire un piccolo scrigno, rimasto chiuso per tanto, tanto tempo. Non si sa esattamente come si presentasse l’edificio al termine della prima decorazione, ma si pensa che il messaggio religioso fosse fuso con l’esibizione mondana.   La storia La leggenda indica come sua fondatrice addirittura l’imperatrice Teodolinda . Il monastero risale comunque di sicuro tra l’VIII ed il IX secolo (periodo longobardo/carolingio).  L’importanza del monastero e della chiesa annessa - che precedette quella attuale – è attestata dal fatto che Federico Barbarossa risparmiò entrambi dopo la conquista della città...

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