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Gli epigrammi di Marziale (Part III)

Si chiudono in questa terza parte gli Epigrammi di Marziale. La versione completa si trova facilmente in rete *** Carino porta sei anelli per ogni dito, e non li toglie né la notte, né quando si lava. Mi chiedete perché? Non ha uno scrigno per anelli. *** Lesbia giura di non essersi mai concessa gratis a nessuno.  È vero. Quando vuol fare l’amore, è solita pagare. *** O Fausto, non so cosa tu scriva a tante fanciulle.  So solo questo: che a te non scrive nessuna fanciulla *** O Lupo, Carisiano dice che da molti giorni non esercita la sodomia. Poco fa gli amici gli chiedevano il motivo: rispose che aveva la diarrea. *** In una sola notte sono capace di godere quattro volte: ma possa io morire, se con te, o Telesilla, riesco a godere una sola volta in quattro anni. *** Africano possiede cento milioni di sesterzi e tuttavia è un cacciatore di eredità. La Fortuna dà troppo a molti, ma a nessuno abbastanza. *** Quando hai bevuto per l’intera notte, mi prometti ogni cosa; al mattino...

MEG - Capitolo I - Il museo

Per la mia seconda visita a Ginevra decido di concentrarmi su di un unico obiettivo; il MEG (Museo Etnografico Ginevra) Di questa tipologia di musei ne ho già visitati 2, il Rietberg a Zurigo e poi il MEN a Neuchatel. A parte l'ubicazione non ho guardato assolutamente nulla su internet, nemmeno un oggetto presente, voglio lasciarmi sorprendere e le sensazioni sono positive... Un po' di storia sul MEG Nel 1702, la Biblioteca del Collegio raccolse le "meraviglie" dell'arte e della natura che le venivano offerte in un gabinetto di curiosità. Questi sono stati i primi oggetti ad essere inclusi nelle collezioni pubbliche di Ginevra. Sono poi passati al Museo Accademico, fondato nel 1818 da scienziati ginevrini. A partire dal 1863, il suo curatore, Hippolyte Jean Gosse, riorganizzò le collezioni, rafforzando l'interesse per quella che cominciava a essere chiamata etnografia. Vista interna della Biblioteca pubblica come era prima del suo trasferimento nella nuova sed...

Nazionalsocialismo a Costanza (D) - Parte I - Caricature

Sono entrato era giorno, sono uscito era notte, per la prima volta ho usato la guida audio dall'inizio alla fine, ad un certo punto la tipa alla cassa é venuta a cercarmi perché si stava preoccupando...tutto questo per dire che l'esposizione temporanea sul nazionalsocialismo a Costanza é fatta veramente bene, avevo già notato con il museo di archeologia (sempre a Costanza) che i tedeschi ci sanno fare. Altro motivo di ulteriore interesse deriva dal fatto che una mostra sui nazisti tenuta in Germania ha un sapore diverso da qualsiasi altra nazione dove si potrebbe tenere; essa ripropone una ferita ancora fresca, non ancora completamente rimarginata. Volenti o nolenti, anche se passati più di mezzo secolo il tedesco nel pensiero collettivo, quello nascosto sotto il tappeto, quello che si tira fuori nelle barzellette dopo qualche bicchiere,  é ancora quel nazista che ha scatenato il pandemonio, e che se ne vuol dire anche il popolo, anche se ingannato, ne é stato complice.  Inter...

La peste in Europa - Capitolo II - Breve analisi introduttiva

La peste si é presentata più volte, ad intervalli di tempo regolari tanto da aver un ondata per generazione. Dall’antichità fino ai giorni nostri si é trasformata, o forse ancora più semplicemente una serie di pestilenze e epidemie, anche relativamente diverse tra loro, sono state messe in tutta fretta sotto il grande cappello "peste" Questa malattia portava con se caratteristiche nuove e sconcertanti: Colpiva tutti indistintamente Prima di tutto toccava tutti indistintamente. dai più piccoli ai più vecchi passando per le generazioni adulte, quelle più forti che solitamente erano risparmiate dalle epidemie. Altro elemento non fa nemmeno distinzione tra ricchi e poveri Queste elementi lasciavano l'idea che il momento della resa dei conti finale fosse arrivata Terrore e fede religiosa Secondo punto é il terrore che questa malattia provocava, chi la giudicava una punizione divina si affrettava a riabbracciare la fede con più vigore che mai, sfociando fino in movimenti estrem...

La peste in Europa e in Ticino - Capitolo I - Introduzione

  La peste aveva ricoperto ogni cosa: non vi erano più destini individuali, ma una storia collettiva, la peste, e dei sentimenti condivisi da tutti. (Albert Camus, La peste) A distanza di qualche anno dalla comparsa della pandemia COVID si é fatto più vivo in me il desiderio di andare a scavare nel passato per confrontare la nostra pestilenza ad una vera pestilenza. Abituati come siamo alla bambagia nel XXI secolo dove basta un nonnulla per creare disagio, farci vomitare malumori, e stenderci agonizzanti a letto.  Lo stesso non si può dire anche solo risalendo il filo della storia di 100 anni con la spagnola con cui si é fatto spesso e volentieri il paragone. Si é giocato facile affiancandoci con la spagnola, decisamente limitato il divario se paragonato alle innumerevoli epidemie occorse durante la storia, un divario che si fa enorme se la si confronta all'epidemia madre, l'epidemia per antonomasia: la peste. In questo mio viaggio (splittato in diversi capitoli) ha l'obiet...

X files: idee per il weekend

 C'erano meno comodità ma questo non vuol dire si divertissero di meno. Non un cancello e che non sia sempre in giro a sbevazzare E pensare che al giorno d'oggi c'é una fermata del bus ogni 200m... Maiali assassini idea regalo numero 1 Inserire nel calendario di Outlook please L'odore tanto é quello... Idee per il wekend, da qui il detto "fa mia l'indian?"

Museo archeologico di Costanza parte IV: playmobil e castellanza

Mia nonna diceva che in ogni pasto bisogna sempre tenere uno spazio, un buco, quello per il dessert. Mi sono quindi ritagliato una buona mezz'ora di tempo da dedicare all'ultimo salone nel museo di archeologia di Costanza,  Veduta d'assieme dei 4 modelli presenti Quattro so gli scenari proposi, di quattro epoche diverse. Inutile dire che la ricerca del dettaglio é la cosa che maggiormente colpisce in questo genere di esposizioni. OSPITE PRESSO IL VIVACE HEUNEBURG (intorno al 600 a.C.) Mostriamo il periodo di massimo splendore di Heuneburg intorno al 600 a.C.sembra molto diverso dal modo in cui oggi immaginiamo un castello classico. Non ci sono ancora cavalieri in armatura, non ci sono alti torri o ponti levatoi. Ma dietro le mura di mattoni di fango c'è il commercio di merci provenienti da lontano È appena arrivata una delegazione della colonia greca di Massalia. Il fabbro fa delle opere di finezza gioielli, i tessuti vengono tinti in modo colorato e i vasi vengono inva...

Il cimitero monumentale di Milano

Che proprio oggi sia una giornata uggiosa, dove il grigio plumbeo la fa da padrona sulla megalopoli di Milano non mi disturba affatto; anzi rende ancora più intrigante la visita al cimitero monumentale che mi ero annotato di fare da tempo. Uno degli innumerevoli scorci regalati dal monumentale Le mia elevate attese non saranno disilluse, anzi, nella giornata odiernba non riuscirò a vedere tutto come mi ero prefissato. L'idea di istituiro nella città di Milano un unico e grande cimitero, per sostituire | numerosi, insalubri e anche miseri cimiteri periferici, nasce nel 1837. Si concretizza però soltanto nel 1862, dopo l'indipendenza dalla dominazione austriaca, con l'approvazione del progotto presentato da Carlo Maciachini, architetto lombardo gia di notevole prestigio, a un concorso indetto dal Municipio di Milano nel 1860. In fondo al viale di colpo ci si ritrova dinnanzi all'imponente ingresso (cliccando sull'immagine si aprirà a schermo intero rendendo più "...

Ripescati dall'archivio