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Museo di Appenzello: punizioni

Anche il museo di Appenzello opta per l'angolino macabro delle punizioni Frammento (doppia finestra con doppia inferriata) di una cella di prigione, XVI secolo. La cella era situata anche in questo sottotetto fino alla ricostruzione del municipio nel 1991. Parte sinistra e destra fine del XVII secolo. Trülle Una sezione all'incirca come le altre, non fosse per la presenza di un oggetto mai visto prima; trattasi di una specie di ruota per criceti ma che gira in un altro paino dimensionale. La Trülle  Ã¨ una gabbia mobile in cui le persone imprigionate venivano fatte girare davanti al pubblico fino a svenire. Trülle 2005, ricostruzione La Trülle  appartiene alle pene della gogna, che a loro volta sono annoverate tra le pene d'onore. Le pene d'onore avevano lo scopo di distruggere la reputazione sociale del condannato. In Svizzera, le Trülle sono conosciute dal XVI al XIX secolo. Ad Appenzello, la Trülle si trovava sotto il municipio. Veniva usata spesso, soprattutto nel XV...

Museo di Appenzello: Rebretter, memento mori all'appenzellese

Quando mi sono trovato davanti alle tavole in legno con crocefissi mi sono subito tornati alla mente i segnaposto visti a Werdenberg , e pensavo che la funzione fosse anche in questo caso un segnaposto per localizzare il punto di sepoltura. E invece mi sbagliavo Una caratteristica particolare di Innerrhoden (Appenzello interno) sono i cosiddetti Rebretter. Venivano utilizzati per disporre il cadavere dopo la morte. Il Museo di Appenzello possiede un totale di dieci tavole di vite nella sua collezione. La più antica è datata 1846, la più giovane 1901. Le poche altre tavole datate che si trovano in mani private risalgono allo stesso periodo. Ciò indica che l'usanza è stata praticata solo nella seconda metà del XIX secolo, cioè per circa 50 anni. La maggior parte dei Rebretter è documentata a Brülisau e nel distretto di Schlatt-Haslen. Non ci sono prove di una tavola mortuaria nel villaggio di Appenzell. Possiamo solo fare ipotesi sull'uso della tavola di legno, poiché non si con...

L'incendio di Airolo del 17 settembre 1877: lo sciacallo, lo stronzo e i furbetti

Non c’è mai limite al male, al pessimo. Esso si può presentare nelle forme e sfaccettature più particolari, da quello più sfacciato e per certi versi più “comprensibile” a quello infinitamente subdolo, anche per pochi spiccioli. Anche l’incendio di Airolo non fu esentato da questi episodi, il dubbio rimane sempre la sequenza con cui mandare a quel paese (per non dire peggio) i protagonisti Airolo dopo il grande incendio, abitanti tra le vie Lo sciacallo la vicenda di Antonio Chiarottino, minatore piemontese di 33 anni, arrestato e deferito all'autorità giudiziaria perché imputato di furto durante l'incendio. In un interrogatorio avvenuto in data 27 settembre 1877, il Chiarottino cercò di giustificare come segue la provenienza della mercanzia trovata in suo possesso nel corso di una perquisizione eseguita negli alloggi degli operai: ....Nel giorno diciassette corre mese durante l'incendio scoppiato in Airolo io dopo aver travagliato con altri a sgombrare e salvare, per quan...

L'incendio di Airolo del 17 settembre 1877: mi é bruciata la casa?

Ci sono storie, e poi ci sono storie nelle storie e se ancora non bastasse ci sono storie nelle storie delle storie. E mi fermo qui. Per ora. Di questo evento che tratterò a puntate il primo atto é di curiosità, di puro egoismo, é un partire con la storia dalla scena finale, quella dopo la sparatoria, ma la curiosità é troppa. Una volta ottenuta la planimetria dall'alto del paese dopo l'incendio due sono le domande che mi balzano subito alla mente: Anche la casa in cui vivacchio da oltre 40 anni é stata toccata?  ..ma forse ancor prima : esisteva già questa casa?  «Plan du village d'Airolo après l'incendie de 1877», Novembre 1877, autore sconosciuto. (Collezione Giuliano Giulini, Airolo) Ecco in pratica l'illustrazione planimetrica dell'incendio. Sono colorate in bianco tutte le costruzioni bruciate. La casa del negoziante Sutter (origine dell'incendio) è una delle ultime verso sinistra, dietro la Casa Comunale (contrassegnata con un piccolo puntino nero). I...

I riformati di Locarno

In una piccola terrazza nel museo di storia di Locarno, presente nel catello cittadino ci sono alcune tavole che riassumono le vicende dei riformati locarnesi. La vicenda non contiene fatti di sangue ma testimonia un episodio più unico che raro occorso nelle terre ticinesi; come si sa con i "se" e con i "ma" non si costruisce la storia ma uno dei miei primi pensieri é stato: se oltre a Locarno focolai della riforma si fossero sviluppati in altre parti delle terre ticinesi si sarebbe potuti arrivare ad una guerra intestina in seno alla Confederazione? La riforma nelle terre ticinesi Mentre la riforma infatti prende piede al nord delle alpi interra Ticinese quella di Locarno é l'unica presenza di fedeli passati dal Vecchio al Nuovo Testamento. L'origine di questa nuova dottrina é da imputare da esiliati dalla vicina Italia che hanno portato le nuove idee in Ticino. Nel primo centenario dell'esilio le principali famiglie fecero dipingere una serie di sei ta...

Il codice dei mercenari svizzeri

I mercenari svizzeri combattevano per tutti, sino a quando veniva pagato il loro soldo, ma conservavano un forte senso di identità nazionale, formato in due secoli di lotte continue per affermare la loro indipendenza. Questo fattore fu sfortunatamente trascurato nel 1500 dal Moro. Picche incrociate Essendo incorporati un po' ovunque prima o poi quello che in molti temevano infine capitò all’inizio del febbraio 1500; in quel periodo Milano era stufa dei francesi e del Trivulzio. Un corpo francese sotto Yves d’Allègre si trincerò in Novara che Ludovico il Moro attaccò quasi subito, ottenendone infine la resa il 22 marzo, occupandola e facendone il centro delle proprie operazioni. Ma Luigi XII reagì; rinforzi francesi affluirono da Oltralpe sotto il La Tremoille e i due avversari si confrontarono davanti a Novara all’inizio di aprile. I due eserciti quasi si equivalevano, i francesi erano superiori in artiglieria, i milanesi in fanteria. Secondo Pieri, Ludovico aveva a disposizione 15...

St.Maurice, la legione, il martirio e la Laus perennis (Parte 1)

La seconda tappa di questo weekend dedicato a martiri, consapevoli o meno e a teste mozzate mi porta nel basso Canton Vallese, più precisamente ai piedi di una imponente falesia: St.Maurice. St. Maurice nel XVII secolo. Sulla destra contro la montagna l'abbazia Maurizio e la legione tebana Ma facciamo un passo indietro, cosa ci porta esattamente in questa località? Cee intreccio, che susseguirsi di eventi ha avuto la storia per condurci qui? Verso la fine del III secolo d.C. l'imperatore é Diocleziano, Massimiano é il suo co-imperatore. Maurizio invece é un generale romano, guida le legione tebana, composta da soldati provenienti dall'Egitto. Secondo i documenti agiografici la legione, interamente composta da cristiani, che in origine prestava servizio ai confini orientali dell'impero, venne schierata in Gallia dall'imperatore Diocleziano. Il compito della legione era di assistere militarmente Massimiano nella difesa contro i barbari che dal fiume Reno tracimavano n...

Ripescati dall'archivio