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La cronaca di Etterlin

In ogni film che si rispetti si riesce sempre ad identificare chiaramente un buono e un cattivo. Nei miti fondatori della Svizzera gli eventi iniziarono ben prima della vicende del rifiuto di Tell ad inchinarsi davanti al cappello del balivo. Ben altro era successo in precedenza, tanto per rincarare la dose, tanto per definire ancora più chiaramente che il cattivo era qualcosa di più di un semplice cattivo: crudele, infame e persino libidinoso.

Questo anche per giustificare la rivolta dei contadini sottomessi ai voleri di questi arroganti signorotti. 

Tra i primi a raccontarci questi episodi Pettermann Etterlin nelle sue cronache ad inizio XVI 


Frizioni tra la popolazione e il balivo. Sullo sfondo l'uccisione del balivo nella vasca

Petermann Etterlin

Figlio del cancelliere della città Egloff Etterlin, nacque a Lucerna intorno al 1440. Imparò a leggere e a scrivere e padroneggiava il latino e il francese. Come molti suoi contemporanei, Petermann Etterlin fu attivo come soldato per alcuni anni (1460 e 1470)

Petermann Etterlin fu in seguito attivo tra l'altro nel commercio di vini e proprietario di un'osteria. Quale ricompensa per i servizi resi dopo 1476 ricoprì diverse cariche a Lucerna, tra cui cancelliere aggiunto (1492), ispettore del pane (1493) e cancelliere del tribunale (1495).

In quanto seguace del «partito francese», si fece pure dei nemici. Fu più volte biasimato per le sue insolenze e fini pure in carcere in seguito a una rissa.

La sua Cronaca fu stampata a Basilea nel 1507. Due anni dopo, Petermann Etterlin morì nella sua città natale di Lucerna.

Etterlin-Chronik 1507, Petermann Etterlin, Kronica von der loblichen Eydtgenosschaft Jr harkommen und sust seltzam stritten und geschichten. Silografia su carta. Museo nazionale Zurigo

Contenuto

La Cronaca narra per la prima volta in forma stampata la storia delle origini della Confederazione - i miti fondatori nel Basso Medioevo.

La cronaca inizia con la leggenda della fondazione dell'abbazia di Einsiedeln (assassinio di Meinrado nell'861) e termina con l'omicidio e il giudizio divino di Ettiswil nel 1503

La Cronaca descrive il popolamento dei tre «cantoni primitivi» Uri, Svitto e Untervaldo. Il cronista fa risalire l'origine degli Urani ai Goti, quella degli Svittesi agli Svedesi e quella degli Untervaldesi all'antica Roma.

Secondo il testo di Etterlin, gli abitanti di Uri, Svitto e Untervaldo riconoscono fino al 1291 l'autorità del re sui loro territori. Dopo la morte di re Rodolfo I, i balivi dei suoi successori governano in modo arbitrario: quando Urani, Svittesi e Untervaldesi sono minacciati di sottomissione, iniziano a difendersi. La Cronaca descrive la loro dura e ingiusta condizione nel modo seguente:
 
Il balivo Landenberger vuole sottrarre a un contadino di Melchtal un paio di buoi. Il figlio del contadino si oppone al furto degli animali, ferisce uno degli uomini di Landenberg e deve fuggire. I servi del balivo catturano quindi il padre e gli cavano gli occhi.



Lo stesso balivo Landenberger molesta la moglie di un contadino di Altzellen. Chiede alla donna di preparargli un bagno caldo e le ordina di unirsi a lui nella vasca. Proprio in quel momento sopraggiunge il contadino che uccide il balivo a colpi di scure.


A Svitto, il balivo Gesser passa a cavallo davanti alla casa di Stauffacher.
La bella dimora piace al balivo, che chiede chi ne è proprietario. Conoscendo il comportamento arbitrario dei balivi, Stauffacher risponde in modo evasivo. Quando Stauffacher comincia a preoccuparsi per i suoi beni, la moglie gli consiglia di cercare alleati a Uri e Untervaldo.
 
Rappresentazione del Consiglio degli Stauffacher a Werner Stauffacher, sullo sfondo il balivo Gessler che cavalca via. Il motto sopra l'immagine recita: “Anche voi siete uomini, sapete come usare l'ascia e Dio aiuta i coraggiosi”. Dipinto sulla facciata del municipio di Svitto

L'arciere Guglielmo Tell rifiuta di salutare con deferenza il cappello del balivo Gessler. Per punizione, il balivo lo costringe a colpire una mela posta sulla testa di suo figlio Gualtiero. Tell riesce nell'impresa ma Gessler lo fa imprigionare. Tell riesce a fuggire, tende un agguato al balivo e lo uccide con la balestra.

 Tutti e tre gli episodi della saga di Tell su questa piastrella da stufa - museo nazionale Zurigo

I congiurati di Uri, Svitto e Untervaldo reclutano altri scontenti e si incontrano sul Grütli, un prato sulle rive del lago dei Quattro Cantoni. Costituiscono la lega dei «tre paesi», prestano giuramento di fedeltà e iniziano la loro lotta di liberazione distruggendo i castelli degli oppressori.

Petermann Etterlin, Kronica von der loblichen Eydtgnoschaft Jr harkommen und sust seltzam strittenn und geschichten. Basilea, 1507. 
Lo sfondo mostra l'insediamento originario della Svizzera centrale, precedentemente una landa selvaggia disabitata, compresa la radura della foresta e l'uccisione del drago da parte di Heinrich von Winkelried. La scena in primo piano è la fondazione originaria della Confederazione, con i primi tre confederati che reclutano un quarto cospiratore, l'uomo di Altzellen che aveva ucciso il prefetto di Unterwalden nella vasca da bagno (nella tradizione successiva chiamato Konrad Baumgarten). La barca ormeggiata sulla destra si riferisce al luogo segreto dell'incontro sul Rütli (errata stampa di betlin per rütlin), che i confederati raggiunsero in barca durante la notte. I tre confederati sono vestiti per la guerra, nello stile dell'inizio del XVI secolo, indossano una mezza armatura, uno indossa un elmo e porta una lunga picca, uno indossa una cotta di maglia sotto l'armatura a piastre e porta un'ascia da battaglia. La nuova recluta indossa abiti rurali ed è armata di un basilardo o degen svizzero, ha tolto il berretto e sembra che gli sia stato consegnato un libro o un documento, forse un'allusione ai patti scritti (Bundesbriefe) tra i cantoni. Questa è la prima rappresentazione conosciuta della scena del “Rütlischwur”, le rappresentazioni più recenti, a partire da Münster (1544) e Stampfer (1546) mostrano solo i tre confederati originali

Patto del Grütli conservato al museo dei patti federali di Svitto

Dopo le storie di resistenza, cospirazione e ribellione, il cronista descrive l'ampliamento della Confederazione con l'inclusione dei cantoni di Lucerna, Glarona, Zurigo, Zugo e Berna. Racconta di ulteriori battaglie e conclude soffermandosi brevemente sull'esperienza vissuta durante la battaglia di Morat contro il duca di Borgogna Carlo il Temerario, nonché sull'entrata nella Confederazione di Friborgo e Soletta.

Ricezione

La stampa fa conoscere ai lettori europei il giuramento del Grütli e l'arciere Guglielmo Tell.
I testi che Petermann Etterlin ha studiato e riscritto per la propria Cronaca costituiscono i primi annali a stampa della Confederazione svizzera.
Petermann Etterlin si servi di cronache manoscritte: la fonte più importante fu la cronaca del cancelliere obvaldese a Sarnen, il Libro bianco di Sarnen.

A partire dal XVI secolo, grazie alla stampa, la leggenda del giuramento del Grütli, del tirannicidio e dell'arciere Guglielmo Tell diventa accessibile ai lettori europei.

I miti di fondazione legittimavano le guerre condotte con successo dai Confederati tra il XIV e il XVI secolo e la loro aspirazione all'auto-determinazione. La loro trascrizione per iscritto era pertanto importante, poiché per un contadino condurre una guerra contro signori nobili ed ecclesiastici era contrario all'ordine stabilito da Dio.


La leggenda fondatrice elaborata nel XV secolo ha fortemente influenzato la storiografia nazionale e l'immagine che gli Svizzeri si sono fatti di se stessi: il giuramento di fedeltà prestato dagli «Svizzeri primitivi» sul prato del Grütli diventa, in tempi politicamente agitati, la metafora della solidarietà e della sovranità, ripresa da numerosi cronisti e autori.

Nel 1804 Friedrich Schiller scrive un dramma teatrale dedicato alla leggenda di Tell. Il compositore italiano Gioachino Antonio Rossini si baserà sul testo di Schiller per creare la sua ultima opera, Guglielmo Tell, la cui ouverture contiene motivi mondialmente noti.

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