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San Bernardino alle Ossa

 Dopo aver visto gli impressionanti ossari di Leuk e Naters mi torna alla mente la frase di un amico che ha individuato una chiesa nei pressi del Duomo di Milano che comprende anch'essa un ossario. Purtroppo il mio amico non é mai riuscito ad entrarci perché l'ha trovata sempre chiusa.

La chiesa in effetti é a 5 minuti a piedi dal Duomi di Milano ed é la chiesa di San Berbardino alle Ossa

Origini dell'ossario

Le prime origini, tanto dell'Ossario quanto della chiesa di S. Bernardino, risalgono al secolo XIII.

L'andamento ricurvo delle attuali via Monte Napoleone, via Durini e via Larga è ancora quello delle mura cittadine dell'epoca del Basso Impero. Di là delle mura romane, ancora in epoca vescovile, fra le basiliche di S. Babila e quelle di S. Stefano al Verziere e S. Nazaro in Brolo, dobbiamo immaginare un immenso "brolo" adibito in parte a bosco e per il rimanente ad orto, frutteto e giardino la cui zona più folta è riservata alle battute di caccia dell'Arcivescovo e dei suoi ospiti d'onore.

Davanti alla basilica fu costruito un cimitero per seppellirvi coloro che morivano in questo ospedale; ma dopo pochi anni lo spazio disponibile si dimostrò insufficiente. Nel 1210, in fondo al cimitero presso il vicolo che fiancheggia la basilica, venne eretta una camera per riunirvi le ossa esumate dal cimitero stesso.

Parete tappezzata di ossa 

Nel 1268 il Priore e i Fratelli che reggevano l'ospedale, fecero edificare vicino all'Ossario una piccola chiesa dedicata alla passione di Maria Vergine, a S. Sebastiano e a S. Ambrogio. 

Crollo e rococò

Il campanile della basilica dì S. Stefano che stava davanti all'Ossario, nel 1642 crollò, trascinando nella rovina non solo l'Ossario ma anche la chiesetta. Questa fu subito ricostruita, ma l'Ossario fu rifatto dalle fondamenta e terminato solo nel 1695, ed è quello che esiste ancora oggi.

La confraternita ebbe cura di adornare il nuovo Ossario: negli anni 1693-94 fece affrescare dal veneto SEBASTIANO RICCI la cupola ed i pennacchi; e questa decorazione è l'aspetto artisticamente più rilevante di questa cappella-Oratorio.

Accanto a questa importantissima opera della pittura veneta-barocca a Milano, che apre la strada all'attività milanese del Tiepolo, la cappella-Ossario presenta un altro motivo di interesse non secondario. Le pareti interne dell'edificio a pianta quadrata sono quasi completamente ricoperte da teschi e ossa che si trovavano nell'antico Ossario assieme a quelle che vennero esumate dai cimiteri soppressi dopo la chiusura dell'ospedale, avvenuta nel 1652 per disposizione dell'amministrazione dell'Ospedale Maggiore, cui era stato aggregato circa due secoli prima.

Tutte le ossa furono disposte nelle nicchie, sul cornicione, adornando ì pilastri, fregiando le porte. In questo motivo decorativo il senso macabro si fonde singolarmente con le grazie del rococò.

Impressionante croce di teschi

Gente comune

Non regge alla critica storica la tradizione che molte delle ossa qui esposte siano di cristiani uccisi dagli eretici ariani nel tempo in cui S. Ambrogio era vescovo della Chiesa milanese, tradizione che giustifica un culto arrivato ai limiti dell'ortodossia. Quindi queste ossa non possono essere ritenute di Santi o di Martiri ma semplicemente di:

- persone povere inferme morte sui pagliericci del vecchio ospedale del Brolo,

- Priori e Fratelli che lo dirigevano, condannati alla decapitazione,

- carcerati morti nelle prigioni dopo che nel 1622 il loro apposito cimitero risultò insufficiente,

- appartenenti alla più alta nobiltà milanese che riposavano nei sepolcri gentili - delle chiese vicine,

- canonici della basilica di S. Stefano.

Ma i milanesi chiamarono l'ossario "degli Innocenti" e lo circondarono di grande venerazione. E poiché i fedeli aumentavano sempre più, la Confraternita dei Disciplini decise di avere presso l'Ossario una chiesa più ampia: fece allora costruire nel 1750, a sinistra dell'Ossario, l'attuale chiesa di S. Bernardino, utilizzando la vecchia chiesetta come atrio della nuova. Da quel momento tutti la chiamarono S. Bernardino dei Morti o "alle ossa ".

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