Passa ai contenuti principali

Morgarten la battaglia fantasma

C'é stata o non c'é stata? Che prove ci sono? E chi contro chi? Per quale motivo? Qualche risposta sulla (presunta) battaglia del Morgarten del 1315 ci sono: a metà XIX° secolo la neonata Confederazione aveva un disperato bisogno di miti e che quindi avvallasse la sua esistenza era scontato. Lo stesso municipio di Svitto ha dedicato buona parte della sua facciata per ricordarne le gesta.

Oggi in visita in quel di Svitto più volte mi ritrovo con dei richiami alla famosa battaglia, ma giustamente, se non qui dove allora?

1891: «Battaglia del Morgarten» dipinto per il municipio
Bozzetto del pittore tedesco Ferdinand Wagner (1847-1927) per il dipinto murale del municipio di Svitto del 1891. L'affresco esprime l'immagine di «Morgarten» dell'epoca come battaglia fondamentale.
Dal XIX secolo, la battaglia del Morgarten del 1315 contribuisce in maniera sostanziale alla nascita di una coscienza svizzera.
Essa incarna la lotta della Confederazione per la libertà contro lo strapotere asburgico.

Disegno sulla facciata della Rathaus di Svitto

Le prove

Ma uno scontro tanto pubblicizzato avrà pure uno straccio di prova della sue esistenza. Oppure no?

Prova 1: la bandiera

Il vessillo è costituito da due strisce di stoffa in seta rossa di medesima tessitura. Con il passare dei secoli, il colore si è stinto.

Molto probabilmente gli Svittesi hanno dispiegato questa bandiera nella battaglia del Morgarten.
Il vessillo del Morgarten, insieme all'omonimo Patto del 1315, è l'unico reperto ancora conservato direttamente correlato alla battaglia.

Le bandiere presenti al museo dei patti federali. Quella del Morgarten é tutta a destra, completamente bianca, sotto la bandiera di Zurigo

Prova 2: il patto post battaglia

L'atto fondatore è ritenuto il Patto di Morgarten del 1315, del quale questa immagine ritrae il momento del giuramento. Nell'ideale tradizionale, esso suggella la libertà conquistata nella battaglia del Morgarten.

Patto del Morgarten del 1315. Signifivativo pensare al monumento a Tell in piazza Altdorf che riporta questa data e non quella del 1291 come quella di fondazione

Le cause

Detta in maniera stringata, a mo di appunto di giovane studente: Crescita delle città => aumento popolazione => nuove bocche da sfamare => nuovo tipo allevamento richiesto => esso necessità più pascoli => pascoli che l'Abbazia di Einsilden (rappresentante dell'imperatore) gestisce => Assalto all’abbazia => Leopoldo interviene / viene a marcare territorio

1314: preghiera per il rilascio dei monaci 

Nell'ambito di una disputa sui diritti di pascolo, il 6 gennaio 1314 gli Svittesi attaccano l'abbazia di Einsiedeln prendendo i monaci in ostaggio. Con questo documento, il 12 marzo 1314 il conte Friedrich von Toggenburg prega gli Svittesi di rilasciare i monaci.

Questo assalto è una delle cause che portarono alla battaglia del Morgarten. Come protettori dell'abbazia, infatti, gli Asburgo sono costretti a reagire a tale atto.

La battaglia 

Cosa potrebbe essere successo al Morgarten?

Le nostre conoscenze sulle battaglie medioevali non si possono applicare direttamente alla battaglia del Morgarten. Gli storici suppongono però che si sia svolta in maniera simile ad altri eventi dell'epoca. Perciò le seguenti ipotesi sono considerate oggi verosimili: il duca Leopoldo non sarebbe stato solo il 15 novembre 1315, mentre si dirigeva verso il Morgaten, ma l'avrebbe accompagnato un seguito. Ne facevano parte anche uomini armati. Servivano il duca e venivano dai territori asburgici di Argovia, Zurigo, Lucerna, Zugo, Klergau e Sundgau.

Sembra inverosimile che il duca Leopoldo avesse con sé un grande esercito, poiché in base a quanto sappiamo oggi non aveva intenzione di attaccare battaglia. Non si sa però quanti uomini lo seguissero. Probabilmente era accompagnato da cavalieri e soldati a piedi. Non si sa nemmeno quale fosse il loro equipaggiamento, se i cavalieri portassero corazza e elmo.

È possibile che gli Svittesi fossero soldati di ventura. Gli storici lo immaginano poiché è dimostrato che intorno al 1300 si trovavano a Svitto soldati di ventura. Non ci sono indizi sul loro numero, sull'equipaggiamento o la tattica usata. E probabile che gli Svittesi abbiano assalito Leopoldo e il suo seguito a sorpresa. I cavalieri dovevano essere impreparati a una battaglia e perciò non furono in grado di reagire abbastanza in fretta. E possibile che un attacco inatteso abbia causato la vittoria degli Svittesi al Morgarten.

Schlacht am Morgarten in der «Spiezer Chronik», 15.Jahrhundert.

Un'altra difficoltà per i cavalieri può essere stato il terreno poco ampio al Morgarten: da un lato si levava una ripida altura, dall'altro lato c'era il lago di Ágeri. All'epoca la sua superficie era maggiore di quella odierna. Sullo stretto sentiero fra il lago e l'altura i cavalieri non potevano andare al galoppo e non raggiungevano perciò la loro usuale forza e potenza.

Soldati di ventura svittesi erano invece in vantaggio rispetto al seguito di Leopoldo. Conoscevano bene il terreno e senza cavalli erano molto più agili. Inoltre avevano una grande esperienza nel combattimento e poterono verosimilmente approfittare anche dell'effetto di sorpresa del loro attacco. Tutto ciò potrebbe aver contribuito al fatto che gli Asburgo furono messi in fuga dagli Svittesi.

Tutte queste sono ipotesi su ciò che potrebbe essere successo al Morgarten il 15 novembre 1315. Finora non è stato possibile dimostrare con certezza quel che davvero accadde. Alla metà degli anni ottanta il tessuto della cosiddetta bandiera del Morgarten fu studiato in una prospettiva storica; emerse allora che la stoffa risale all'inizio del quattordicesimo secolo. In quel periodo non si ebbero altri scontri e quindi gli storici ritengono che si tratti proprio della bandiera fatta sventolare durante la battaglia del Morgarten.

Nel Medioevo Svitto possedeva un cosiddetto stendardo cantonale. Questo stendardo aveva un grande significato simbolico, poiché rappresentava Svitto e gli Svittesi. Gli stendardi cantonali erano conservati generalmente in un cassone in casa dell'alfiere. Avevano una funzione militare e venivano portati nelle battaglie. La fungevano da un lato come punto di orientamento per i soldati, dall'altro lato rappresentavano il cantone di appartenenza.

Schlacht am Morgarten in der «Schweizer Chronik», 16.Jahrhundert.

L'alfiere o banderale aveva il compito di proteggere in ogni circostanza la bandiera dal nemico. Lasciar giungere la bandiera nelle mani del nemico era considerata una grande vergogna. Nel quattordicesimo secolo gli Svittesi portavano in ogni battaglia una speciale bandiera, che in seguito non venne più utilizzata. Per la battaglia di Laupen nel 1339 ne venne confezionata una nuova e così anche per la battaglia di Sempach nel 1386. Tutte sono conservate ed esposte al Museo dei Patti Federali di Svitto.

Le bandiere sono fatte di seta, importata probabilmente dall'Italia. Nel Medioevo la seta era un materiale costoso. Anche il rosso, il colore del Cantone di Svitto che venne utilizzato per tingere la seta, era costoso. Gli Svittesi sembrano non aver badato a spese - un segno del grande significato simbolico riconosciuto allo stendardo. La bandiera che gli Svittesi fecero sventolare nella battaglia di Laupen è rossa ancora oggi, mentre gli stendardi del Morgarten e di Sempach sono sbiaditi e appaiono dorati. Ciò è causato dalla qualità inferiore della seta che nel corso dei secoli ha perso il suo colore.

Tschachtlanchronik: Battaglia di Morgarten 1315

Una Letzi al Morgarten

Basta guardarsi intorno al Morgarten per notare subito una grande torre di pietra. Accanto a questa torre correva un tempo una muraglia, in direzione est e ovest. Gli scavi hanno mostrato che la muraglia era lunga 2 chilometri e si levava ad altezza uomo, mentre la sua larghezza era compresa fra i 90 centimetri e 1,2 metri. Nel corso dei secoli venne utilizzata come una specie di cava di pietra e a poco a poco fu demolita. Oggi se ne conservano solo pochi resti. Queste muraglie sono chiamate Letzinen (al singolare: Letzi). Fra il tredicesimo e il sedicesimo secolo furono innalzate. La maggior parte è in rovina, come quella del Morgarten.

La Letzi del Morgarten fu costruita nel 1322, sette anni dopo la battaglia. Lo dimostra un documento del 12 maggio 1322 in cui si dice che gli abitanti di Svitto avevano venduto della terra e che «5 libbre di denaro vennero impiegate per la muraglia a Hoptse» (così era chiamato un tempo il casale di Morgarten al lago di Àgeri).

Non è stato mai chiarito definitivamente per quale motivo in Svizzera si costruissero simili Letzinen. Gli studiosi ritenevano in passato che si trattasse di costruzioni militari con lo scopo di proteggere dagli eserciti nemici.

Battaglia di Morgarte, Fancois Bocion (Losanna, 1828-1890) Olio su tela

Oggi il loro significato militare è messo in dubbio, poiché per la difesa di muraglie lunghe chilometri sarebbero stati necessari molti più uomini di quelli disponibili allora a Svitto. E possibile però che avessero una funzione nel caso di scaramucce più limitate, rendendo per esempio più difficile il furto del bestiame. Si suppone inoltre che marcassero i confini. Le demarcazioni dovevano essere visibili da lontano, perché avevano anche un valore simbolico. Ai viaggiatori si segnalava che oltrepassando quelle demarcazioni si entrava in un territorio in cui vigeva un'autonoma giustizia. Le Letzinen avrebbero avuto dunque una funzione giuridica e simbolica in guanto muraglie di confine. Questo non esclude che possano avere avuto anche un certo significato militare, come nelle scaramucce a cui si è accennato.

La battaglia del Morgarten, a destra si nota il Letzi. La didasacalia del tipinto recita: Leopoldo duca di'Austria, sobillato dalla nobiltà contro i 3 paesi di Uri, Schwitz e Unterwald, si rifiutò di metterli a ferro e fuoco, formò 2 corpi d'armata, si mise a capo del più fidato, che consisteva in 20.000 uomini, per attaccare il paese di Schwitz, contemporaneamente al conte di Strafberg, che comandava l'altro corpo, avrebbe attaccato quello di Unterwald presso il monte Brunig, Ma il duca, passando per una parata nei pressi del lago Egeri, fu sorpreso dal lancio di 50 uomini contro pietre e legni contro la cavalleria da parte di 50 uomini, questo portò al disordine, di cui approfittarono i Confederati, che erano 1300, che attaccarono l'esercito del duca con tale vigore da costringerlo alla fuga. Leopoldo perse 1500 uomini e Strafberg fu sconfitto ad Alpnacht. Questa doppia vittoria costò ai vincitori 51 uomini e li consegnò alla Confederazione perpetua.

Battaglia ripresa anche sulle piastrelle di queste due stufe: a sinistra la stufa presente nella casa Ital-Reding a Svitto mentre la seconda nella stufa nel muso nazionele di Zurigo

Morgarten - le conseguenze

Nella battaglia del Morgarten gli Svittesi avevano assalito un duca Asburgo, il fratello di re Federico. L'attacco si era verificato inoltre in un territorio che gli Asburgo rivendicavano per se. Si può quindi supporre che gli Svittesi dopo la battaglia temessero una punizione da parte degli Asburgo. Questo può essere stato un motivo per l'alleanza stretta poco dopo il 15 novembre 1315 - per la precisione il 9 dicembre 1315 - con Uri e Untervaldo.

Il patto di Brunnen

Il patto è noto con il nome del luogo in cui fu stilato: Brunnen. Poiché si suppone che questo patto sia in rapporto con la battaglia del Morgarten, il documento viene chiamato anche "Patto del Morgarten». Non contiene però accenni alla battaglia.

Il documento è una pergamena scritta con l'inchiostro. Termina con le parole: «questo patto fu stilato a Brunnen, nell'anno milletrecento e quindici dalla nascita di Dio, il martedi dopo il giorno di San Nicola.» Il giorno di San Nicola è il 6 dicembre e il martedì successivo era il 9 dicembre. Era quindi il 9 dicembre 1315.

Chi abbia preso parte ai colloqui non ci è tramandato. Furono sicuramente personalità influenti dei ceti superiori che ricoprivano pubblici uffici. Il documento non è firmato, ma vi sono stati apposti i sigilli di Uri, Svitto e Untervaldo, fissati a nastri di pergamena. Con questi sigilli l'alleanza era valida.

Il contenuto del patto di Brunnen

Uri, Svitto e Untervaldo si impegnano a sostenersi a vicenda quando uno dei tre ha bisogno di aiuto. Questo potrebbe essere un indizio del fatto che Svitto cercava alleati per il caso in cui gli Asburgo avessero voluto vendicarsi per la battaglia del Morgarten. Viene anche concordato che Uri, Svitto e Untervaldo avrebbero vissuto in pace e quiete, appianando subito qualsiasi conflitto fra di loro. Ognuno avrebbe obbedito inoltre al proprio signore, a meno che non fosse stato attaccato da lui. Per «signori» si intendevano i signori feudali. Fra questi c'erano anche gli Asburgo. Una volta attaccati ci si poteva opporre a loro, in base al patto di Brunnen. È possibile che questo accordo sia stato concluso anche a causa del timore che Svitto aveva degli Asburgo, dopo la battaglia del Morgarten.

Il patto di Brunnen elenca anche le regole per un'azione comune. Stabilisce inoltre che un giudice non può comprare il suo incarico e deve essere un nativo del luogo. Questo consentiva ai ceti superiori di Uri, Svitto e Untervaldo di scegliere direttamente la persona a cui sarebbe stato assegnata l'influente carica di giudice. Al termine dell'accordo sono riportate alcune norme giuridiche. Gli incendiari, per esempio, devono essere espulsi dal paese e gli assassini puniti con la morte.

I patti come quello di Brunnen sono chiamati trattati di pace nazionale. Avevano lo scopo di assicurare la pace e stabilire l'ordine e la quiete. Leggi sicure, il controllo delle cariche importanti e dell'assicurare la pace, che avrebbero prestato aiuto in caso di emergenza: tutto questo era importante per gli appartenenti alle classi superiori. Solo se nei loro territori regnavano l'ordine e la quiete, anch'essi potevano mantenere le proprie posizioni di potere.

Nonostante la scarsità delle fonti, il conflitto che nel 1315 oppose gli Asburgo agli Svittesi entra nella storia. Dalle cronache illustrate del XVI secolo alla pittura di storia del XIX secolo, Morgarten diventa la «prima grande battaglia dei Confederati per la propria libertà».

Il rientro degli Svizzeri dalla battaglia

Il rapporto fra Svittesi e Asburgo

Dopo la battaglia del Morgarten il rapporto fra Svittesi e Asburgo era molto teso. Il duca Leopoldo era sopravvissuto alla battaglia. Non era riuscito però a presentarsi come il signore legittimo e il protettore dell'abbazia di Einsiedeln, la sconfitta intaccò la sua credibilità.

Il duca Leopoldo si preparò a muovere contro gli Svittesi e i loro alleati. Gli Svittesi d'altra parte avanzarono in territorio asburgico per allargare la loro sfera d'influenza, per esempio nel Gasterland (nell'odierno Cantone di San Gallo) e oltre il passo del Brünig nell'Oberland bernese.

Nel 1318 queste scaramucce terminarono con un trattato di pace fra il duca Leopoldo e Uri, Svitto e Untervaldo, che negli anni successivi fu rinnovato più volte. Ciò tuttavia non impedì ulteriori conflitti con gli Asburgo. Si trattava sempre di rivendicazioni territoriali e diritti nella Confederazione Elvetica.
Dopo la battaglia del Morgarten gli Asburgo non erano stati scacciati dalla Svizzera interna o dalla Confederazione Elvetica. Fino al quindicesimo secolo vi possedettero territori e diritti.

Un'alleanza con Uri e Untervaldo, un rapporto temporaneamente teso con gli Asburgo e un trattato di pace: questi furono gli esiti della battaglia del Morgarten. Le azioni militari al Morgarten non produssero influssi oggi dimostrabili sul successivo sviluppo di Svitto, della Confederazione Elvetica o degli Asburgo. Si potrebbe credere che l'episodio del 15 novembre 1315 fosse stato dimenticato nel giro di pochi anni. Successe invece il contrario.

Commenti

Post popolari in questo blog

Anabattisti a Zurigo - ante esposizione

" Perseguitati, espulsi, dimenticati " - 500 anni di anabattismo nel Cantone di Zurigo La mostra allestita presso la Biblioteca Centrale illustra la storia poco conosciuta ma ricca di avvenimenti dell'anabattismo nel Cantone di Zurigo con documenti provenienti dalla collezione della biblioteca stessa e da altre istituzioni. La mostra è stata organizzata in occasione del 500° anniversario del primo battesimo di adulti a Zurigo (21 gennaio 1525). (Schatzkammer Zentralbibliothek Zurich) Super eccitato mi metto a cercare notizie per arrivare preparato. Quello che segue é il risultato. Dopo ave visto la mopstra pubblicherò la seconda parte "post esposizione" Zurigo è l'unica città in cui sono sorte due chiese mondiali nello stesso decennio, ovvero il protestantesimo riformato e le comunità mennonite. Entrambe possono essere ricondotte al riformatore Huldrych Zwingli (1484 - 1531) e ai suoi studenti. Quando il concilio approvò l'introduzione della Riforma a Zu...

La biblioteca abbaziale di San Gallo

Finalmente! Nel 2025 si può fotografare! Si perché una delle perle, o forse LA perla per eccellenza sul nostro territorio era off limits alle fotografie. Non é in verità questo il motivo principale che mio (ri)porta all'abbazia di San Gallo,; sono piuttosto due mostre temporanee che presenterò più in la. Nelo frattempo credo sia giunto il momento di far chiarezza tra Gallo, Irlanda, biblioteca e mappamondi La farmacia dell’anima  Di primo acchito non è l'architettura della “farmacia dell’anima” (scritta sopra la porta di ingresso) a cinque arcate a catturare l'attenzione di chi entra. Infatti, l'impressione dominante è data dall'armonia tra i legni naturali degli armadi, le rilegature di cuoio, gli stucchi e gli affreschi della volta. Contrasti, colori e forme si accordano perfettamente nel progetto d'insieme. La sala appare meno lunga di quanto sia realmente grazie alla galleria che corre a mezza altezza; curve concave e convesse restringono o allargano la pr...

Anabattisti a Zurigo - post esposizione

Dopo averla annotata in agenda, fantasticata e anticipata finalmente arriva il giorno di visitare la mostra temporanea alla biblioteca centrale di Zurigo dedicata al movimento anabattista Nella sala sono esposti numerosissime testimonianze scritte, lettere, libri, pubblicazioni . Da esse si riscostruiscono gli eventi e il clima che regnava durante la riforma anabattista. Mi limito ad evidenziare in azzurro il materiale presente e preso come riferimento, in alcuni casi é stato anche fotografato Studio della bibbia a Zurigo L'interesse per la Bibbia a Zurigo ha una lunga tradizione. Tra il 1300 e il 1325, nella città sulla Limmat fu probabilmente realizzata la più antica traduzione tedesca (alto-alemanna) della Bibbia, di cui nel presente codice sono conservate parte dell'Antico Testamento e il Nuovo Testamento. L'originale è andato perduto, la copia qui esposta risale al 1472 ed è stata realizzata in Alsazia (ZBZ, Ms Car VIII 3) . Infine, l'esame della Bibbia a Zuri...

A Costanza sulle tracce di Jan Hus - parte I - la riforma hussita

Sono ateo. Profondamente ateo. Questo però non mi impedisce di occuparmi di cose di chiesa, anzi, amando la storia é inevitabile cozzarci contro. Per quel che riguarda l'Europa la grande svolta fu la riforma, essa scatenò una serie di guerre che coinvolsero anche una sonnecchiante Svizzera nel corso dei secoli fino al XVIII° secolo con la guerra del Sonderbund. Ancor prima di Martin Lutero ci fu Jan Hus che andò vicino a scatenare quella che 100 anni dopo fu la riforma protestante. Il nome che però viene associato a questa rivoluzione é sempre quella del tedesco Lutero, mentre i suoi predecessori che non riuscirono a portare a termine la missione ma che insinuarono il germe sono completamente sconosciuti ai più. Jan Hus é uno di loro Spoilerata - the bitter end Se penso a lui la prima immagine che mi balza alla mente é nei suoi ultimi terribili attimi di vita: su una catasta di legna pronto ad essere arso vivo; e come se non bastasse con un curioso cappello bianco con delle raffigu...

L’arte di invecchiare

Finché lo scorrere del tempo non diventi uno dei principali pensieri o addirittura sfoci in un ossessione stiamo sicuramente navigando nelle tumultuose acque della gioventù. Inesorabile é purtroppo il passare del tempo, ma questo lo si avverte con lo "scollinamento" (vedi capitolo sotto). All'improvviso sembra tutto fragile, insicuro, ci si rende conto che al contrario dei videogiochi la vita é una sola, appesa ad un filo che potrebbe rompersi da un momento all'altro. Da qui si impone profonda riflessione e una ricerca di filosofie capaci di accompagnarci con grande serenità al più democratico dei giorni.  Negli appunti lasciati di Schopenhauer, e nuovamente racchiusi in un vademecum tascabile trovo alcune risposte a questi pensieri tipicamente serali giusto "prima di spegnere la lampada sul comodino”.  Maestro della sponda superiore del Reno - Dittico: Hieronymous Tschckenbürlin e la morte, 1487 Museo d'Arte Basilea Definizione della vita secondo Schopenhaue...

Piccolo manuale museale e affini

 Intro Questa piccola guida ai musei e affini non era programmata e nemmeno un obiettivo dichiarato. È nata con le esperienze accumulate nel vario girovagare per musei, monumenti vicoli più e meno grandi. Piccole accortezze, da applicare con lo scopo di migliorare qualitativamente le giornate dedicate alla visita di qualsiasi tipo di oggetto culturalmente rilevante. "L'opera" é in continuo aggiornamento, una versione finale sarà in coincidenza con la mia dipartita. La vergine di Norimberga presente nel museo del castello di Kyburg;  trattasi di un falso acquistato nei secoli passati dai proprietari del castello per sorprende e intrattenere gli ospiti  La Vergine di Norimberga, spacciata come uno strumento di tortura medievale, è in realtà un prodotto del XIX secolo, un’epoca in cui l’Europa era affascinata da una visione romantica e distorta del Medioevo. Questa riscoperta del Medioevo non era basata su una comprensione storica accurata, ma piuttosto su una visione teatra...

Napoleone re di Milano

"Dio me l’ha data e guai a chi me la toglie" ecco la frase ad effetto detta da Napoleone dopo l'autoincoronamento nel Duomo di Milano. Avevo già accennato all'oincoronazione durante la visita del Duomo di Monza che conserva la corona ferrea utilizzata per l'occasione. Poco male, infatti buona parte del corredo legato all'incoronazione é rimasto a Milano, più precisamente nel museo del rinascimento, obiettivo della mia visita odierna Oggettistica per incoronazione - museo della riforma - Milano Il triennio rivoluzionario 1796 - 1799 L'avvio del Risorgimento italiano è strettamente legato all'arrivo delle truppe napoleoniche, che portarono un rinnovamento politico decisivo nella storia dell'Italia. Le idee rivoluzionarie del 1789 conquistarono intellettuali, uomini dei ceti medi, una parte della nobiltà e i patrioti giacobini decisi a battersi a costo della vita per la libertà e l'autonomia. I nuovi organismi municipali costituiti sotto la prot...

La cronaca di Etterlin

In ogni film che si rispetti si riesce sempre ad identificare chiaramente un buono e un cattivo. Nei miti fondatori della Svizzera gli eventi iniziarono ben prima della vicende del rifiuto di Tell ad inchinarsi davanti al cappello del balivo. Ben altro era successo in precedenza, tanto per rincarare la dose, tanto per definire ancora più chiaramente che il cattivo era qualcosa di più di un semplice cattivo: crudele, infame e persino libidinoso. Questo anche per giustificare la rivolta dei contadini sottomessi ai voleri di questi arroganti signorotti.  Tra i primi a raccontarci questi episodi Pettermann Etterlin nelle sue cronache ad inizio XVI  Frizioni tra la popolazione e il balivo. Sullo sfondo l'uccisione del balivo nella vasca Petermann Etterlin Figlio del cancelliere della città Egloff Etterlin, nacque a Lucerna intorno al 1440. Imparò a leggere e a scrivere e padroneggiava il latino e il francese. Come molti suoi contemporanei, Petermann Etterlin fu attivo come soldato ...

Svitto, la storia di un cantone in pochi oggetti

Ingiusto limitare la storia di un cantone in pochi oggetti. Ancora più ingiusto escludere una parte di essi perché non inerenti il periodo da me più apprezzato Svitto ha una storia movimentata: dalle prime tracce di attività umana 12.000 anni fa alla ripresa economica nel XX secolo, c'è stato un affascinante sviluppo. Questa storia non è affatto lineare, ma presenta rotture e svolte. Anche le influenze esterne hanno sempre plasmato Svitto. La mostra illustra questo sviluppo attraverso alcuni oggetti selezionati. Ognuno racconta la propria storia e permette così anche di dare uno sguardo alla storia di Svitto. Svitto appare nella storia Le più antiche tracce di attività umana nell'attuale cantone di Svitto risalgono al 10.000 a.C. circa. I cacciatori attraversano la zona alla ricerca di prede. Presso il lago Sihlsee sono stati rinvenuti insediamenti di cacciatori e raccoglitori dell'età della pietra. Anche nella valle della Muta, ritrovamenti di ossa o corna lavorate testimo...

Casa dei crociati di Bubikon - Parte 1

Ho cercato di tenermene alla larga il più possibile, di riporlo in un cassetto e mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, questo avvalendomi anche del fatto di non avere un riferimento chiaro di qualcosa direttamente collegato sul suolo elvetico: si, le crociate. Causalmente vengo a conoscenza che nella quiete campagna zurighese c'é una casa dei crociati, dell'ordine di San Giovanni per essere precisi. Impossibile non andare a dare un occhiata Per circa seicento anni, il Ritterhaus (Casa dei Cavalieri) ha segnato la vita quotidiana di Bubikon. Verso il 1192,  Diethelm von Toggenburg fondò la casa dei cavalieri per sostenere la lotta dei cavalieri di San Giovanni in Terra Santa.  Il compito più importante dell'istituzione di Bubikon era quello di finanziare il governo dell'Ordine: un terzo dei tributi riscossi dai contadini veniva versato direttamente alla sede principale dell'Ordine, stabilita prima a Gerusalemme, poi a Rodi e ancora più tardi a Malta.   E...