La mia passione per la storia era piuttosto rivota verso gli antipodi: i romani nell'antichità e le due guerre mondiali nell'era contemporanea. In mezzo l'era modera e soprattutto l'età di mezzo, quel grande e buoi periodo chiamato medioevo. A furia schivarlo allegramente durante le mie letture mi sono poi reso conto fosse necessario creare una linea di continuità tra i romani e il XX° secolo. Così all'improvviso "piatto ricco mi ci ficco". Quello che ho e devo ancora scoprire non smette di meravigliarmi. Una parte che mi affascina in particolar modo é la fervida immaginazione nel creare mostri. Con questo post hoi voluto andare oltre e non fermarmi ai "soliti blemmi". Qui sono rappresentati esseri decisamente di nicchia, degli della fantasia di Kafka mixati ad Asimov.
Buon divertimento
Intro
Il Medioevo non ha inventato i mostri, ma li ha ereditati dall'Antichità greco-latina e dal Medio ed Estremo Oriente. Certo, alcuni sono nati anche nel Medioevo, da errori, fraintendimenti o altro, ma già nella mitologia antica esistevano animali mostruosi o esseri che riunivano in sé elementi umani e animali
Il problema non sta nella maggior o minor credulità degli antichi e degli uomini del Medioevo, ma in una fondamentale differenza tra il loro e il nostro concetto di verità, di realtà e di verosimiglianza: non si tratta soltanto di ignoranza, credulità, mancanza di interesse per i fatti oggettivi, ma piuttosto di un diverso modo di pensare, di un diverso rapporto con la religione, con la natura e con il mondo.
La fede cieca in mostri mai visti da nessuno, ma continuamente descritti come reali si prolunga fino al Seicento, solo nel Settecento, infatti, vengono poste le basi della moderna teratologia, si moltiplicano le
descrizioni obiettive dei mostri e vengono sfatate molte leggende
Acefalo compare in un volantino italiano a stampa del Cinquecento (Tosti 1996).
Mostri ecclesiastici prima...
Tra i vari mostri marini della tradizione europea possiamo ricordare il pesce monaco e il pesce vescovo, quest'ultimo si presenta con la testa rasata da monaco e un grosso corpo da pesce.
Si racconta che nel 1433 fu catturato un pesce vescovo, che aveva l'aspetto di un pesce, ma indossava anche la dalmatica, la mitria e aveva addirittura il pastorale. Fu portato al re di Polonia, che voleva tenerlo prigioniero, ma la creatura rivolse a gesti un appello ai vescovi ai quali fu mostrato, chiedendo di poter tornare nel suo elemento originario. Quando la sua richiesta fu accolta, si fece il segno della croce e scomparve in mare
Pesce monaco e pesce vescovo, K.Gesner, Historia animalium, Zürich, 1551-1558 (Wendt 1959).
... e Dopo la riforma
Si passa poi alla critica politica e religiosa, anche se non siamo più nel Medioevo, i due esempi più famosi sono concepiti come strumenti di lotta della Riforma protestante e sono il Papst-Esel, l'asino-papa di Melantone, segno della collera divina e usato per criticare aspramente l'operato del Papa e del clero di Roma, e il Mönchkalb, il vitello-monaco creato da Lutero per attaccare l'incoerenza e l'ipocrisia religiosa.
I mostri della Riforma: Asino-papa di Melantone e Vitello-monaco di Lutero, Ginevra, 1557
Rinascimento
Nel Rinascimento non si fa distinzione tra la definizione di mostro come «creatura mitica risultante da una contaminazione innaturale di elementi diversi, e tale da suscitare orrore e stupore» e individuo «che presenta gravi anomalie a volte incompatibili con la vita».
Acefali con occhi e naso a forma di piccola proboscide sul dorso, orecchie sulle spalle e al posto del collo un’escrescenza, che dovrebbe essere la lingua (Paré 1996).
Ragazzo nato con un coltello nell'addome
Anomalie, oggi scientificamente verificabili, sono illustrate con lo stesso rigore di forme assurde, che dichiaratamente non vogliono sembrare interpretazioni in chiave mitica, mentre talvolta si elencano tra soggetti teratologici come i nani e altri esseri fantastici, come un ragazzo nato con un coltello nell'addome
Ragazzo nato con un coltello nell’addome, U.Aldrovandi, Monstrorum historia, Bologna, 1642 (Aldrovandi 1980).
Guanxiong
Guanxiong: popolo mitico dei territori meridionali d'oltremare, la cui caratteristica è avere il petto forato da parte a parte. In alcune raffigurazioni questa particolarità fisica serve a trasportarli, come se viaggiassero in portantina, facendo attraversare il foro da un lungo bastone sorretto da altre due persone;

Guanxiong (Dal Lago 1991).
Marticora
La marticora, il cui nome deriva da un antico termine persiano che significa "mangiatrice di uomini", è descritta così da Ctesia: ha testa umana, una triplice fila di denti, il corpo del leone, la coda dello scorpione munita di aculei, è di colore vermiglio e ha gli occhi azzurri. Inoltre è in grado di muoversi a grande velocità ed è molto avida di carne umana.
Gli autori del Medioevo riprendono la descrizione di Ctesia, ma ignorano la lezione di Fozio (820-891), Patriarca di Costantinopoli, il quale afferma che se la marticora attacca da lontano, drizza la sua coda in avanti e lancia il pungiglione che ha sulla punta come se fosse un dardo.
Marticora, Historie of foure-footed beastes, Topsell, 1607 (White 1960).
Alcuni l'hanno identificata con la tigre, già Pausania il Periegeta, storico greco, viaggiatore e geografo del II secolo, ipotizza che si tratti della tigre, ed è convinto che tutte le false notizie siano originate dall'eccessiva paura mostrata dagli Indiani verso l'animale.
Le anatre vegetali
L'oca colombaccio (Branta bernicla) è un'oca selvatica che dai paesi artici torna regolarmente a svernare lungo le coste britanniche. Un tempo si riteneva che essa nascesse da una sorta di crostacei che crescevano sugli alberi in riva al mare e che erano detti bernache o bernacle. Il primo a riportare questa leggenda è Giraldus Cambrensis con la Topographia Hibernica (1187), ripreso poi da Vincent de Beauvais nello Speculum naturale.
Secondo Giraldus esistono anatre che nascono in conchiglie bivalve attaccate ai tronchi gettati in mare, quando le conchiglie si staccano dal ramo, si aprono e lasciano uscire le anatre ormai pronte al volo e coperte di piume. Secondo altre versioni, invece, una volta mature le anatre cadono dai rami degli alberi, che si trovano sempre vicino al mare, e si allontanano a nuoto, se invece cadono sulla terra muoiono.
Anatre vegetali (Dal Lago 1991)
La storia delle anatre vegetali, vale a dire non costituite da carne, genera una disputa tra i prelati, che mangiano queste anatre anche in tempo di magro, e chi si oppone sostenendo che si tratta comunque di carne. Nel 1215 è costretto a intervenire papa Innocenzo III, che mette fine alla diatriba alimentare, proibendo in quaresima e nei giorni di astinenza anche la "carne vegetale".
La leggenda è di origine irlandese, ma l'area geografica in cui si è diffusa va oltre i confini dell'Irlanda. Solo verso la fine del 1700 il problema viene chiarito dal punto di vista zoologico: l'anatra della leggenda è una comunissima anatra irlandese mentre,come spiega Linneo, la conchiglia nella quale sarebbe incluso l'embrione dell'anatra è in realtà un crostaceo. Esso è racchiuso in una conchiglia bivalve, che si attacca con un peduncolo ai tronchi che vanno alla deriva e che ha un ciuffo di appendici filiformi che possono dare l'idea di piume. La descrizione di Giraldus Cambrensis si adatta erfettamente a quest'ultimo animale.
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